Canta “Faccetta nera” in radio, bufera sulla Donazzan. Zaia«Si scusi»

Bufera politica sull'assessore regionale all'istruzione Elena Donazzan. Il suo intervento a La Zanzara, sulle note della canzone usata durante la propaganda fascista ha provocato uno stuolo di reazioni.

Elena Donazzan faccetta nera

Forse nemmeno Giuseppe Cruciani, noto conduttore del programma radiofonico nazionale La Zanzara si aspettava un’uscita del genere da parte dell’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan. L’intervento dell’assessore, iniziato ricordando le parole e le note della seconda strofa della canzone “Faccetta nera”, usata dal regime fascista per la propaganda legata al colonialismo in Etiopia, ha spiazzato lo stesso giornalista che ha tentato di dare un senso ironico al “siparietto” che dal punto di vista istituzionale sta creando più di qualche grattacapo alla stessa Donazzan.

Su di lei sono piovute forti critiche e richieste di dimissioni immediate.

Luca Zaia: «Si deve quanto meno scusare»

«Non l’ho sentita, penso che le scuse siano doverose». Così il Presidente del veneto Luca Zaia che sulle sulle richieste di dimissioni dichiara: «prendo atto, anche se me ne arrivano ogni giorno».

Alessia Rotta: «L’apologia di fascismo è ancora reato»

«Il Veneto ha un assessore all’istruzione che canta -senza alcuna vergogna- il motivo fascista “faccetta nera”. A quanto pare la scuola che ha in mente la Donazzan è quella del ventennio quando gli insegnanti che non erano allineati al regime venivano licenziati. Quando qualcuno le fa ha fatto notare che una figura istituzionale così importante non può sdoganare il fascismo, lei – non solo non si è scusata – ma ha risposto che “la libertà non si predica, si difende: la libertà di pensiero deve sempre essere legata alla libertà delle persone. Qui non si tratta di libertà. Il regime rappresentò l’esatto opposto: violenza, sopraffazione, brutalità. L’apologia di fascismo è ancora reato in questo Paese almeno fino a quando lei e il suo partito di ultradestra non torneranno al governo. I tentativi di Zaia di far apparire moderata la sua coalizione di governo falliscono miseramente di fronte a queste esibizioni di intollerabile revisionismo storico».

Anna Maria Bigon: «Deriva culturale e politica pericolosa»

«L’assessora Donazzan si è esibita in radio sulle note di “Faccetta Nera”. Esatto, l’inno fascista e razzista. Ma questo non basta, è stato fatto un elogio a Mussolini e negato che vi sia differenza tra quest’ultimo e i partigiani. Questione di gusti. Questione di libertà dice lei. Da più parti si sono alzate proteste e richieste di dimissioni. Inevitabile. Non è una questione personale. È un segnale, purtroppo non il primo, di una deriva culturale e politica pericolosa: negazionismo e rimozione storica. Grave soprattutto da parte di un’assessora all’istruzione. La Giunta prenda le distanze.

Daniela Sbrollini: «Ha un piano di ripartenza della scuola?»

«In queste ore si è scatenata una bufera mediatica ma soprattutto social sull’Assessore all’Istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan. Mi meraviglio però, di alcuni, che scoprono solo ora le ideologie dell’assessore Donazzan. Questa sua vicinanza alla destra dura e pura è risaputa da anni. Piuttosto che sulla canzone cantata in radio (programma di satira che tutto fa tranne tenere un dialogo “moderato”) mi concentrerei sul fatto che la delegata all’istruzione non conosca la storia. Nel ripetere la famosa frase “lui ha fatto anche cose buone” cita la creazione dell’INPS e dell’IRI che storicamente sono nate prime del ventennio fascista dimenticando che il fascismo ha lasciato solo danni e morti. Prima pensiamo a come far ripartire la scuola, anziché cantare in radio l’Assessore Donazzan ha qualche proposta in merito, ha un piano di ripartenza o pensa di continuare a tenerle chiuse?

Anna Lisa Nalin: «Si è forse sentita inebriata»

«Dopo Capitol Hill Elena Donazzan, Assessore all’Istruzione della Regione Veneto, si è forse sentita inebriata. Ha cantato “Faccetta nera” alla trasmissione “La zanzara” intonandola con allegria, orgoglio ed un’ impressionante vacuità. Ha mostrato così il Veneto nero, facendo  emergere tutta la grettezza di una destra inadeguata alle istituzioni. E’ esponente di Fratelli di Italia, oltre che Assessore all’Istruzione ha anche le deleghe alla Formazione, Lavoro  e Pari Opportunità. Ma, di fatto, l’Assessore all’istruzione è una fascista e, come  tale, si è sempre qualificata rivendicando  le sue origini politiche  e quelle della sua famiglia. Elena Donazzan è espressone di una destra estrema con posizioni discriminanti ed intolleranti nei confronti delle diversità. rappresenta il filo nero che lega  la Regione Veneto, l’Italia di Giorgia Meloni e di Matteo Salvini con l’America di Donald Trump. Donazzan non dovrebbe stare nelle Istituzioni, ma ci sta con cariche importanti da decenni.
Magari grazie alla sua effervescente propensione canora  potrebbe, ora,  prendersi una pausa e,così facendo, far prendere una pausa alla nostra Regione.+Europa Veneto ribadisce che chi rappresenta le istituzioni, non può permettersi di giocare né con il proprio ruolo né con messaggi che richiamano e “cantano”  il fascismo e un periodo drammatico per la storia del nostro Paese.

Sanca Veneto: «Per fortuna distanti da questi modelli»

Elena Donazzan ha cantato “Faccetta Nera” a La Zanzara Oramai lo sanno tutti, e in Sanca non ci stupiamo di questo comportamento, segue il filo logico dei suoi sentimenti, tra reminiscenze e simpatie per il fascismo. Credo nessuno si aspettasse che scegliesse “Bella Ciao”. L’occasione ci da la possibilità di formulare due considerazioni che vogliamo porvi. La prima è la giustificazione che la Donazzan ha usato: “Siamo figli e nipoti della stessa Italia”. La nostra risposta è “Per fortuna no!” Preferiamo essere considerati diversi e distanti da questi modelli. La seconda è che il consigliere regionale è anche Assessore all’Istruzione della Regione del Veneto. Segue uno dei capitoli più importanti che un territorio dovrebbe curare. Se consideriamo che la vocazione della maggioranza dovrebbe spingere per una formazione scolastica che valuti anche la cultura e la storia locale [completamente assente sia dai programmi che dalle iniziative dell’esecutivo] e che tali propositi sono stati affidati a qualcuno che si richiama a uno dei periodi più bui delle culture locali e delle autonomie, allora ci viene da pensare che né la Łiga Veneta – Salvini Premier né Luca Zaia hanno il benché minimo interesse a fare un buon lavoro all’istruzione. Il che la dice lunga sulle loro intenzioni!

Rete degli Studenti Medi Veneto: «Non è giustificabile»

Venerdì in diretta al programma radiofonico “La Zanzara” l’assessora regionale all’istruzione Elena Donazzan ha orgoglisamente cantato la canzone fascista e razzista “Faccetta nera”. Come studentə denunciamo questo fatto. Siamo delusə ma non sorpresə da questa uscita. Continuiamo però a ribadire quanto l’istruzione debba sostenere i valori della nostra costituzione, democratica e antifascista, in risposta all’ennesimo “atto goliardico” – così tristemente definito – da parte dell’Assessora. Canticchiare una canzone del ventennio in diretta radiofonica non è una goliardia, non è giustificabile e tantomeno “divertente”, anche per chi ostenta da sempre il proprio orientamento politico anticostituzionale, nonostante continui a ricoprire incarichi istituzionali. Studentə contro ogni fascismo!