Bilancio 2025: si apre il dibattito in Consiglio Comunale di Verona

Dei 780 emendamenti collegati presentati ne sono stati dichiarati ammissibili dagli uffici 257. Tra le priorità emerse, sociale, sicurezza e cultura; critiche sulla gestione delle risorse e sui progetti strategici della città.

Si è chiuso ieri sera, nella seconda seduta in programma, il dibattito in Consiglio comunale sul Bilancio previsionale 2025. Dei 780 emendamenti collegati presentati ne sono stati dichiarati ammissibili dagli uffici 257. Nella seduta di oggi l’avvio dell’esame e del voto degli emendamenti.

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Il dibattito

Massimo Mariotti, Fratelli d’Italia: «Anche evidenziandovi le criticità le risposte che vengono fornite sono sempre evasive, non puntuali e senza risoluzione del problema. È questione di volontà e di rispetto nei confronti dei cittadini l’impegno di intervenire in merito alle segnalazioni effettuate. Da parte di questa Amministrazione risposte evasive».

Salvatore Papadia, Forza Italia: «Non è vero che non vi sono stati interventi da parte del governo. Risorse importanti sono arrivate ad esempio in favore delle abitazioni per gli studenti, tema rilevante in ambito locale e nazionale. Sulla crisi dell’abitare come amministrazione potete adoperarvi per accrescere piani per l’edilizia economica e popolare in aree oggi ancora in stato di degrado».

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Nicolò Zavarise, Lega: «È innegabile che a Verona ci sia un problema legato alla sicurezza. Una questione difficile da trattare, che nell’ultimo periodo sta definendo un quadro davvero preoccupante. Sarebbe stato interessante vedere in bilancio degli investimenti in grado di portare avanti azioni concrete in tal senso. Invece non è stato così».

Nicolò Zavarise
Nicolò Zavarise

Maria Fiore Adami, Fratelli d’Italia: «Il bilancio dà la possibilità di capire la linea dell’amministrazione che nel percepito della cittadinanza è fallimentare. Sulla sicurezza credo che investire in cultura sia essenziale ma non totalizzante, serve attuare misure repressive. La cultura non può essere solo a vocazione turistica, serve attivando progetti per una educazione culturale. Il sociale è il primo comparto che bisogna sempre implementare cercando anche il coinvolgimento dell’opposizione che sulla base della sua esperienza può dare contributi di fattibilità».

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Paolo Rossi, Verona Domani: «Un bilancio che come sempre è una coperta corta. Ma la responsabilità dell’Amministrazione è quella di sperperare soldi come i 400mila euro per la ZTL allo stadio, 50mila euro  spesi quest’anno per i fasci di luce della stella, una follia totale, mentre non si riescono a trovare le risorse per sistemarla. Ancora, la disattenzione nei confronti dei commercianti, penalizzati dallo spostamento dei mercatini di Natale e dalla chiusura della ZTL in città. Nella sostanza poche e mal sane idee da parte di questa Amministrazione».  

Paolo Rossi
Paolo Rossi (Verona Domani)

Carla Padovani, Verona PER: «Sulle grandi scelte che andranno a disegnare la Verona del futuro, come il Pat, strada di Gronda, nuovo stadio si auspica un maggiore coinvolgimento e condivisione. Si deve assumere in politica lo stile della ricerca di convergenza in grado di accogliere anche ciò che appare meno perfetto ma che è condiviso. Alcune proposte:  il reinserimento nelle opere pubbliche della rotatoria in via Lucio III nel quartiere di San Massimo, di destinare un fondo “premiante” per incentivare l’uso delle biciclette, di incrementare i fondi per le attrezzature sportive nei parchi, di incrementare i fondi per il sostegno alla maternità, di promuovere non solo il riciclo del rifiuto ma anche il suo riuso».

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Lorenzo Didone, DTS: «Tra le voci di bilancio ne evidenzio alcune a mio avviso assolutamente qualificanti della visione e della concretezza di questa Amministrazione: due milioni di euro in più in favore della popolazione fragile, minori, disabili e anziani. Ancora, un milione e 100mila per la sicurezza, un milione per il verde, 1,5 milioni per garantire nuove assunzioni di personale. Sottolineo poi l’aumento degli importi dedicati al tema digitale, pur nel contesto che per questo e i prossimi due anni buona parte di essi è coperto dal PNRR».

Jessica Cugini, In Comune per Verona: «Un bilancio che guarda soprattutto alle voci del sociale. Gli oltre 68 milioni nel 2024 e 70 milioni nel 2025 mostrano l’attenzione dell’Amministrazione verso una fascia di popolazione che in città continua a crescere, quella più povera; lo ricorda bene l’ultimo rapporto Caritas che segnala a Verona un numero crescente di persone che si rivolge agli sportelli, persone che, per la maggior parte dei casi, lavorano ma non riescono ad arrivare a fine mese. Ricordiamo che Verona è la provincia veneta con il numero più alto di sfratti. Ma le persone non sono al centro di questo governo che taglia ai Comuni, enti di prossimità, e pensa di aumentare lo stipendio di oltre 7mila euro ai propri ministri non parlamentari».

Jessica Cugini
Jessica Cugini

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Sergio Tonni, DTS: «Bilancio che gestisce le risorse a disposizione, senza ricorrere ad entrate straordinarie come le amministrazioni precedenti. Sottolineo la realizzazione del sottopasso di via Dal Cero in meno di due anni dall’insediamento dell’amministrazione. Sul fronte sicurezza ricordo che nell’ultimo anno ci sono stati 2 G7, la visita del Sommo Pontefice, la presenza contemporanea di Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidente del Senato, oltre al raduno di migliaia di scout senza alcun incidente».

Giacomo Cona, Traguardi: «Di una città non noti le 7 o le 77 meraviglie ma la risposta che dà a una tua domanda. O la domanda che ti pone obbligandoti a rispondere. Cito Calvino per commentare un bilancio partendo dai dati del Sole24, che ci parlano di una città dove lavoro ed economia funzionano bene, ma dove il costo della casa è sempre più alto e l’emergenza si vede. Per questo è fondamentale ribadire i 70 milioni sul sociale messi in bilancio, 2 in più dell’anno scorso. O alcune iniziative come i 3,5 MLN di fondi europei per un nuovo Hub di Cohousing in via Mazza e il recupero della Casa Rossa di via Villa a Quinzano. Bisogna investire e agire in favore dell’ambiente, infatti mettiamo il 64% degli investimenti totali su trasporti e diritto alla mobilita. Dei 25km di ciclabili finanziati, molti anche con fondi europei».

Giacomo Cona
Il delegato alle Politiche comunitarie del Comune di Verona Giacomo Cona.

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Alberto Falezza, Pd: «Nessuna “svendita” o “statalizzazione” delle scuole dell’infanzia comunali. La trasformazione della scuola infanzia comunale Badile di Borgo Venezia in scuola dell’infanzia statale, inserita nell’IC 15, ha solo effetti positivi bene si è mossa l’assessora La Paglia. La scuola resterà, ma in carico allo Stato e non più al Comune, con una didattica di grande qualità in continuità con la primaria e la secondaria di primo grado. Contratto collettivo migliore per i docenti. Risorse comunali che si liberano per arricchire l’offerta nella fascia 0-6. L’amministrazione crede e investe nei servizi 0-6, nonostante la dinamica demografica attuale di contrazione delle nascite».

Rosario Russo, Battiti per Verona: «L’Amministrazione non prevede alcun stanziamento a fronte della dichiarata volontà di promuovere progetti a favore della natalità, trascurando così del tutto la grave crisi demografica che affligge l’Italia. Dichiara nei propri obiettivi di voler predisporre il bilancio di previsione con modalità partecipative, ma in realtà si confronta poco o nulla su questioni importanti. Ricorre eccessivamente agli incarichi esterni, previsti per ben tre anni, quindi in modo strutturale e non per esigenze temporanee. In alcuni casi la strada ordinaria è l’assunzione di personale, per promuovere la crescita di professionalità interne, visto che ora la normativa lo consente. In altri casi, occorre utilizzare il personale già in servizio, anziché figure esterne».

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La replica dell’assessore al Bilancio Michele Bertucco

«Basito dagli interventi. Poche le dichiarazioni in tema di bilancio, che capisco sia materia complessa, ma di questo stiamo parlando e non altro. Sono state dette le peggiori cose sulla città, descritta come un luogo privo di gestione, insicuro e degradato. Ma così non è. In questo bilancio c’è cuore e anima, perché nonostante le difficoltà date dagli scarsi finanziamenti, come ampliamente denunciati in Italia sia dai sindaci di centro-destra che di centro-sinistra, siamo stati in grado di mantenere i servizi. In carenza di risorse la preoccupazione che abbiamo come amministratori è di non riuscire a dare tutte le risposte alle fragilità sociali presenti nella nostra comunità. Si è fatto il massimo che potevamo fare, ponendo la maggiore attenzione verso il sociale, sicurezza, cultura». 

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