Congresso delle Famiglie, Rotta: “Manifesto pericoloso” . E il consigliere Benini lancia l’hashtag #manonellamano

“Salvini dice di voler combattere la denatalità partecipando al Congresso delle famiglie. Invece di fare propaganda dovrebbe portare avanti il percorso legislativo iniziato con i governi a guida Pd, volto a rendere la genitorialità non un obbligo né un desiderio negato, anche attraverso proposte per favorire politiche di conciliazione e per sostenere attivamente la condizione femminile, in particolare attraverso una tutela adeguata delle lavoratrici madri” Così la vicepresidente vicaria dei deputati Pd Alessia Rotta da Roma. 

“Il Movimento 5 Stelle finge di opporsi, ma – prosegue la deputata dem – non fa nulla per impedirlo, lasciando addirittura il patrocinio della Presidenza del Consiglio, e si lava la coscienza con le parole, perché di parole e non di fatti si tratta, del ministro della giustizia Bonafede. Il congresso delle famiglie – sottolinea – rappresenta un manifesto programmatico pericoloso, da cui non possono che uscire rafforzate le tesi misogine, omofobe, discriminatorie e di compressione dei diritti e delle libertà individuali, proposte dai relatori. L’unica vera opposizione a questa concezione la sta facendo il Pd”.

Il governo gialloverde a Verona gioca un altro scontro sulla pelle delle donne, ma noi donne e uomini del partito democratico non lo permetteremo. Il 30 marzo – conclude Rotta, riprendendo le parole dell’Ordine del Giorno approvato – saremo a Verona per partecipare alla mobilitazione promossa dalle donne democratiche, dai sindacati e dalle associazioni, per dare voce e corpo alla battaglia contro l’affermarsi di forze reazionarie e in favore dei diritti e le libertà individuali

La presentazione in sala Arazzi in Municipio contestata da esponenti del circolo Pink lo scorso 15 marzo, le dimissioni da capogruppo del leghista Mauro Bonato e l’asse Pd-Mps-Lega in consiglio comunale contro l’amministrazione Sboarina. L’immagine del Congresso è sempre più sotto attacco, mentre si allungano le ombre sui rapporti tra Italia (e Verona, coorganizzatrice dell’evento) e i movimenti dell’ultradestra internazionale.

Oggi il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio ha preso le distanze dalla manifestazione confermando che nessun parlamentare del M5s parteciperà al raduno di Verona, mentre nei giorni scorsi Elisa La Paglia ha annunciato l’opposizione del Pd anche in collaborazione con le associazioni veronesi. Dalla sua pagina Facebook intanto il consigliere comunale capogruppo Pd Federico Benini ha lanciato l’iniziativa #manonellamano per una campagna di sensibilizzazione contro l’omofobia.