Congresso delle famiglie, la contro conferenza della minoranza

“Da quando si è insediata, questa amministrazione non ha agito a vantaggio delle famiglie veronesi, e le nostre proposte giacciono ferme in Comune”. È il commento del consigliere comunale di area dem Elisa La Paglia intervistata dal nostro direttore Matteo Scolari a margine della contro-conferenza stampa in sala consiliare del Pd sul congresso delle famiglie presieduta dal sindaco Federico Sboarina, nel tentativo di arginare le crescenti polemiche intorno all’evento.

“Quello che arriva dalla maggioranza è una continua discriminazione – ha detto l’esponente Pd – il rifiuto del riconoscimento dei diritti civili, l’omofobia, così come gli attacchi alle donne, ree di essere la causa di tutti i mali del Paese e sopratutto della denatalità.”

Il fronte dell’opposizione vede uniti Mauro Bonato , ex capogruppo della Lega dimessosi per la sua contrarietà alle posizioni di questo convegno, Marta Vanzetto (M5s) Tommaso Ferrari ( Verona Civica- Traguardi). L’ex leghista ha inoltre chiesto oggi in conferenza stampa le dimissioni del ministro Fontana. “Alcune delle posizioni raccolte tra gli ospiti del congresso sono molto discriminanti, sta diventando una questione di diritti umani” ha commentato ancora la La Paglia.

Oltre tutto quello di Verona non è solo un patrocinio, ma una coorganizzazione, quindi ai cittadini veronesi costerà molto di più in questo caso. Gli organizzatori del congresso non hanno voluto rivelare né quanto costa il convegno né chi lo finanzia , atteggiandosi a vittime di fantomatiche lobby” ha proseguito il consigliere del Partito democratico.

Sul versante delle iniziative in programma, Elisa La Paglia conferma: “A Verona ci saranno molte manifestazioni che si oppongono a questo congresso, alcune organizzate dal Pd, altre insieme ad altre associazioni. Ci saranno alcune manifestazioni di controinformazione, alcune molto pacifiche per dimostrare la bellezza della vita e del femminismo, altre più arrabbiate da parte di associazioni del movimento lgbt , perché credo sia legittimo voler dimostrare la propria forza quando sono messi in discussione diritti conquistati al prezzo di dure lotte”.