Arrestato latitante veronese, lo attende una pena di 13 anni

Era scappato in Slovenia per sfuggire all'arresto. Lo attendono 13 anni di detenzione per i reati di truffa, associazione per delinquere e ripetute violazioni della Legge sul fallimento.

Rientrato in Italia il latitante veronese Angiolino Zandomeneghi, ricercato in campo internazionale. Deve espiare una pena di 12 anni, 11 mesi e 29 giorni di reclusione. Era stato arrestato a fine ottobre in Slovenia.

La Polizia di Stato di Verona, all’esito di una serrata attività di indagine coordinata dalla Procura Generale di Roma e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona, ha infatti localizzato e arrestato il 63enne veronese.

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L’operazione

Nella giornata di oggi, a distanza di oltre sei mesi dall’arresto, avvenuto il 31 ottobre 2020, in una strada centrale della città di Capodistria in Slovenia, le autorità locali hanno consegnato il latitante veronese all’Ufficio della Polizia di Frontiera di Fernetti dove ad attenderlo c’erano i poliziotti della Squadra Mobile che gli ha notificato il provvedimento restrittivo.

Il latitante viveva in Slovenia da alcuni anni, utilizzando una falsa identità: quando è stato bloccato dalla Polizia slovena ha riferito di chiamarsi “Mario”, ma di non avere con sé i documenti di riconoscimento.

L’esatta identità di Angiolino Zandomeneghi è stata confermata attraverso il confronto delle sue impronte digitali con quelle inserite nella banca dati internazionale Schengen.

L’individuazione del latitante è stata possibile grazie a un’articolata attività di intercettazione telefonica delle utenze in uso alle persone a lui più vicine, in base alla quale è stato identificato un soggetto residente nella provincia di Udine che periodicamente si recava in Slovenia per incontrarlo.

Le informazioni acquisite hanno consentito al Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia di organizzare in Slovenia tramite il Fast Team della Divisione S.I.Re.N.E. la localizzazione e l’arresto del latitante eseguito dal collaterale Fast Team sloveno nel centro di Capodistria.

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La pena

La pena che Zandomeneghi deve espiare rappresenta il cumulo di una serie di condanne comminategli a partire dal 1993 dal Tribunale di Verona e dalle Corti di Appello di Venezia e di Roma per i reati di truffa, associazione per delinquere e ripetute violazioni della Legge sul fallimento.

Tra le condanne rientra quella per bancarotta fraudolenta riferita al fallimento della società “Immobiliare Europa srl”, con la quale Zandomeneghi aveva acquistato per circa un milione e ottocentomila euro il patrimonio dell’ex Democrazia Cristiana costituito da 120 immobili: secondo l’accusa gli immobili sarebbero stati sottratti da Zandomeneghi in prossimità del fallimento dell’Immobiliare Europa mediante la vendita a un’altra società.

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