Amazon, per il Pd è «urbanizzazione alla cieca della Zai»

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Secondo il gruppo Pd in Quinta circoscrizione, «l’arrivo di Amazon in via Righi è sintomatico del fatto che la Zai è e rimarrà una giungla».

Continua a far discutere l’arrivo di Amazon a Verona. Dopo il commento di Flavio Tosi, soddisfatto, ma cauto sull’impatto del traffico, e quello del segretario della Cisl veronese Massimo Castellani, preoccupato per l’impatto ambientale, arriva l’opposizione del gruppo Pd della Quinta circoscrizione.

«L’arrivo di Amazon in via Righi è sintomatico del fatto che la Zai è e rimarrà una giungla. Un puzzle multiforme, disorganico e disordinato in cui è l’iniziativa economica privata che trasforma il territorio». Queste le parole firmate dal gruppo conisiliare del Pd in Quinta circoscrizione, con Giorgio Bonanomi, Michele Bresaola, Sara Facci, e dalla segretaria del circolo Pd Camilla Mariotto.

«L’area in questione, l’ex calzaturificio Antonini, era stata pianificata dal piano degli interventi del 2011 per divenire un mix di terziario, residenziale e commerciale. L’apposita scheda norma, poi decaduta, è stata sostituita con il progetto di Amazon che mantiene la destinazione urbanistica a produttivo» spiegano i dem. «Ci si chiede se ci sia un autorità pubblica che amministra il territorio, poiché pare che invece essa non lo governi, bensì segua le tendenze del mercato e della finanza, cercando un compromesso. E ben poco importa se i mezzi della nuova struttura Amazon appesantiranno il cardo massimo di viale delle Nazioni e se la struttura è completamente sguarnita di aree verdi e piste ciclabili».

«Quanto alla logistica, già con le proposte fatte dal consiglio della Circoscrizione 5^ con il Pums, è emerso il problema del traffico indotto dagli insediamenti, sia come furgoncini che per i tir, che per entrambi come sanno bene i residenti di via Mezzacampagna e Sacra Famiglia» aggiungono gli esponenti del Partito Democratico.

«Il Pums è l’ultimo appello per razionalizzare la logistica a Verona sud, per renderla più efficiente e restituire ai cittadini il diritto a respirare, camminare e vivere nei quartieri. Poiché il Pums è un processo della città che ripensa sé. L’operazione Amazon non è un buon inizio» concludono.