Trovato l’accordo per l’attivazione del Fondo Nuove Competenze

Siglato tra Apindustria Confimi Verona con Cgil, Cisl e Uil per favorire il ricorso allo strumento e “far fruttare” le ore di cassa integrazione traducendole in percorsi formativi finalizzati a riqualificare e incrementare l’occupabilità in risposta alla crisi.

Renato Della Bella, preisdente Apindustria Confimi Verona.
Renato Della Bella, preisdente Apindustria Confimi Verona.

In risposta alla crisi, percorsi di formazione e aggiornamento per lavoratori. Questa la finalità dell’accordo territoriale siglato a dicembre tra Apindustria Confimi Verona con Cgil, Cisl e Uil di Verona per favorire l’attivazione del Fondo Nuove Competenze

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Introdotto dal Decreto Rilancio, il Fondo Nuove Competenze è lo strumento che permette alle aziende di realizzare specifiche intese per rimodulare l’orario di lavoro dei dipendenti, in considerazione delle mutate esigenze organizzative e produttive, incentivando percorsi formativi mirati. Il Fondo – per il quale il 18 gennaio sono stati accreditati i primi settanta milioni di euro a copertura di cinque milioni di ore di formazione per 53mila lavoratori – rimborsa la retribuzione (ad esclusione dei ratei di mensilità aggiuntive, Tfr e premio di produzione) comprensivo di contributi previdenziali e assistenziali, delle ore lavorative in riduzione destinate alla frequenza dei percorsi di sviluppo o accrescimento delle competenze da parte dei lavoratori. Risorse che permettono di “far fruttare” le ore di cassa integrazione traducendole in percorsi formativi finalizzati a riqualificare e incrementare l’occupabilità. 

«Come Apindustria Confimi Verona abbiamo accolto con favore questa opportunità che sostiene le imprese nel processo di adeguamento ai modelli organizzativi e produttivi determinati anche dall’emergenza epidemiologica da Covid-19 -, evidenzia Renato Della Bella, presidente di Apindustria Confimi Verona -. È una maniera concreta per aiutare economicamente le aziende che stanno affrontando una crisi drammatica e hanno la necessità di riposizionarsi sul mercato o di dotarsi di strumenti innovativi dopo che la pandemia ha rivoluzionato schemi e processi produttivi, domanda e offerta». 

La misura si rivolge ai datori di lavoro privati che hanno stipulato entro il 31 dicembre 2020 gli accordi di rimodulazione dell’orario lavorativo dei propri dipendenti, motivati da nuove esigenze organizzative e produttive o dalla necessità di favorire percorsi di ricollocazione. L’intesa siglata permette alle piccole e medie imprese, che non hanno al proprio interno le RSA (Rappresentanza Sindacale Aziendale) o RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria), di avviare iter di formazione specifici, utilizzando un tavolo di confronto provinciale attivato tra i firmatari dell’accordo. «Pmi che dovranno riorganizzarsi e trovare modalità diverse per usufruire del Fondo, riunendosi per esempio in forma consortile. Altrimenti il rischio è che siano le aziende più strutturate e numericamente più forti a fare la parte del leone, assorbendo le risorse disponibili», sottolinea Della Bella. 

A raccogliere e valutare, entro sette giorni dalla ricezione, i progetti presentati dalle aziende veronesi sarà una commissione composta da rappresentanti di Apindustria Confimi Verona e sindacati. La richiesta di contributi sarà inoltrata poi in via telematica all’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal). Le risorse messe a disposizione dal Fondo Nuove Competenze ammontano a 730 milioni di euro. Telecomunicazioni, infrastrutture, meccatronica, manifatturiero, agroalimentare, cultura e turismo i settori interessati. 

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