Stefano De Polis (Ivass): «Su Cattolica rilevanti irregolarità, il presidente è inadeguato»

Alle 12.10 è iniziata a Palazzo San Macuto, a Roma, l’audizione del Segretario Generale dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni ascoltato dalla Commissione parlamentare. I dettagli sono stati secretati.

Stefano De Polis, Segretario Generale dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass).
Stefano De Polis, Segretario Generale dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass).

Proprio sul più bello. Si è interrotta presto l’audizione pubblica del Segretario Generale dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass), Stefano De Polis, intervenuto davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario presieduta dall’onorevole Carla Ruocco in merito alle recenti vicende della Cattolica Assicurazioni. 

La trasmissione in chiaro e in diretta dell’audizione sul canale Web TV della Camera è stata oscurata dopo pochi minuti, quando si è passati alla deposizione secretata.

Una prima parte che comunque che è servita per ribadire anche nel contesto parlamentare alcuni concetti già fissati dall’Istituto di vigilanza nel verbale consegnato alla società scaligera di assicurazioni lo scorso 8 gennaio.

De Polis ha ricordato come l’attività svolta dall’Ivass nei confronti di Cattolica sia stata complessa, intensa, ma ordinaria. Ha snocciolato poi alcuni numero che riguardano la società cooperativa quotata dal 2000: «Si tratta di una compagnia con statuto cooperativistico popolare ed è l’unico caso in Italia, conta 18 mila soci circa, per lo più privati e afferiscono al Gruppo 12 società di assicurazioni più tutta una serie di altre società impegnate in altri ambiti, tra cui quello immobiliare, e una serie di filiali».

«Nel 2019 Cattolica ha raccolto premi per 7 miliardi di euro e si posiziona, con questi numeri, al settimo posto in Italia nella classifica dei gruppi assicurativi» ha proseguito De Polis. Il Segretario dell’Ivass ha poi rimarcato per ben due volte che l’azienda rinnovata, nella governance, presenta solide basi per l’esercizio e lo sviluppo dell’attività.

Rilevanti irregolarità e inadeguatezza del Presidente

Stefano De Polis ha sottolineato che nel 2019 l’adozione di un governo monistico si è rivelata del tutto insufficiente per una gestione e controllo all’altezza e varie vicissitudini non chiare hanno portato poi alla revoca, nell’ottobre del 2019, dell’amministratore delegato Alberto Minali.

«Gli accertamenti ispettivi, che sono stati condotti nel difficile contesto del lockdown, hanno rilevato rilevanti irregolarità gestionali che trovano origine nelle serie disfunzioni della complessiva governance aziendale, con un consiglio che ha mancato di esercitare le proprie prerogative di indirizzo gestione e controllo. Nell’ambito, invece, delle partecipazioni, in particolare di quelle immobiliari, è emerso che il processo decisionale ha privilegiato esigenze relazionali di visibilità sul territorio, ponendo in secondo piano la convenienza economica e i rischi legati alle singole operazioni oggetto di delibera».

«Inadeguato, in questo contesto di governance, è risultato anche il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione. Sulla base di quanto è emerso, l’Ivass è intervenuto chiedendo una definizione di un preciso piano di rimedio e un pressoché totale rinnovo del CDA in occasione della trasformazione in SPA. – ha proseguito De Polis – L’attività della compagnia e della rete distributiva, in ogni caso, prosegue con regolarità, e il contesto attuale facilita la risoluzione delle criticità, il passaggio di Cattolica da cooperativa ad SPA e l’aumento di capitale rimanente».

«L’Ivass, da parte sua, continua a seguire da vicino la situazione e tiene impegnati gli organi aziendali e l’amministratore delegato ad assicurare una tempestiva e corretta attuazione delle misure richieste» ha concluso il Segretario Generale dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass), Stefano De Polis.

L’audizione è stata poi, come dicevamo, secretata.

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