Amazon a Verona, Confcommercio: “Servono regole”

Paolo Arena

«Bene Amazon e Zalando nel veronese, ma va regolamentato l’ecommerce». Secondo Paolo Arena di Confcommercio servono maggiori tutele per i negozi fisici al fine di garantire il pluralismo commerciale.

All’indomani della notizia della realizzazione di un nuovo deposito di smistamento Amazon in Zai a Verona, che va ad aggiungersi al mega insediamento di un altro big del commercio online, Zalando, pronto a iniziare a operare a Pradelle di Nogarole Rocca, arriva il pensiero del presidente di Confcommercio Verona, Paolo Arena.

Il suo intervento si aggiunge a quelli del sindaco di Verona Sboarina, del consigliere Tosi e  del segretario Cisl Castellani, che nel corso della settimana si sono espressi sulla nuova apertura.

«La logistica sta consolidando il proprio ruolo di punta nel sistema economico veronese, territorio che beneficia di una posizione strategica per i traffici europei — puntualizza Arena – e queste operazioni sono sicuramente da salutare con favore per le risorse investite e l’indotto che ne deriva.»

«Tuttavia, — prosegue — i big dell’ecommerce non devono mettere a repentaglio il tessuto distributivo attualmente esistente. Il commercio tradizionale deve fare suo l’ecommerce, ma per l’ecommerce servono più regole. Confcommercio ha chiesto da tempo l’introduzione della web tax perché i colossi del web devono stare nello stesso mercato con le stesse regole e con le stesse imposte delle altre attività».

«Non va bene che un negozio di vicinato o un piccolo ristorante debbano pagare una miriade di tasse mentre alcune multinazionali pagano poco o nulla», aggiunge Arena. «La nostra posizione è e rimane quella di favorire uno sviluppo equilibrato tra le varie forme distributive, per assecondare le esigenze di vari tipi di consumatori».

«Il ruolo del negozio fisico resta fondamentale – spiega Nicola Dal Dosso, direttore generale di Confcommercio Verona – e la nostra associazione sta supportando le aziende che ancora non utilizzano le nuove tecnologie affinché si inseriscano intelligentemente in questo filone, senza esserne travolte».

«Allo stesso tempo — conclude Dal Dosso —  vanno posti dei paletti per impedire che l’ondata del “virtuale” spazzi via i punti vendita di varie forme e tipologie che presidiano e danno vita ai nostri centri urbani: ne va del futuro delle nostre città, oltre che delle nostre imprese”.»