Catullo, PD Verona: «Piano di rilancio e unità dei soci pubblici unica strada percorribile»
«La strada è accidentata ma è l’unica percorribile: portare a termine il piano di rilancio dello scalo e lavorare ad una fattiva unità di intenti e di obiettivi tra i soci pubblici superando i particolarismi che negli anni scorsi lo hanno condotto sull’orlo del precipizio». Il PD veronese con il capogruppo comunale Fabio Segattini; i consiglieri provinciali Alessio Albertini e Luca Trentini; i segretari, provinciale e cittadino, Franco Bonfante e Alessia Rotta, non ha dubbi sulla necessità che tutti gli enti pubblici prendano parte al nuovo aumento di capitale dell’aeroporto Catullo, richiesto per consolidare il piano di investimenti per l’ammodernamento dello scalo.
«Lo sforzo è considerevole – proseguono – ma va rapportato a un’ottica di sviluppo di bacino, o area vasta, alla quale il nostro territorio non può rinunciare, pena un futuro da comprimario o da gregario».
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«Le critiche pretestuose del consigliere regionale Alberto Bozza, che imputa all’amministrazione comunale scaligera la presunta debolezza della compagine veronese, sono un esempio della miopia del passato che intendiamo superare: forse Bozza non ricorda quando ritenevano “inevitabile” la conquista della maggioranza assoluta da parte del socio privato. Era sindaco Flavio Tosi, il Catullo affogava nella cattiva gestione e rischiava di portare i libri in Tribunale: “Basta che l’aeroporto funzioni”, dicevano. Ora però si accorgono che, per “funzionare” nell’interesse di Verona, lo scalo ha bisogno di una compagine pubblica forte e unita».
E concludono: «Bozza si dia piuttosto da fare in Regione, dove è in maggioranza, per far ottenere al territorio il collegamento ferroviario tra il Catullo e la stazione ferroviaria di Porta Nuova, un’opera attesa da anni, di fondamentale importanza per lo sviluppo dello scalo aeroportuale».
La nostra intervista ad Alberto Bozza sull’aeroporto Catullo
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Il Catullo, tema di discussione
La situazione dell’aeroporto veronese è stata al centro del tema del giorno della nostra testata lo scorso lunedì. Sono passati infatti pochi mesi dalla decisione di Fondazione Cariverona di vendere le quote detenute nella società dell’aeroporto Catullo e quindi uscire dall’azionariato dello scalo veronese. Una scelta che deriva dalla mancata sintonia con gli altri soci dopo il recente rinnovo delle cariche.
All’inizio dell’estate, infatti, l’assemblea degli azionisti di Catullo S.p.A., Società di gestione degli aeroporti di Verona e Brescia, ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione, confermando Paolo Arena alla presidenza.
L’ex ad Monica Scarpa rimane come consigliera, mentre la nuova è Alessandra Bonetti. Entrambe sono in quota Save, la società presieduta da Enrico Marchi, che controlla gli aeroporti di Venezia e Treviso, il 48,32% dell’aeroporto belga di Charleroi e (ad oggi) il 43,46% del Catullo.
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