Discarica car fluff a Sorgà, il Tar accoglie la sospensiva
Primo punto segnato dal Comune di Sorgà nella ormai annosa vicenda della discarica di car fluff promossa dall’azienda RMI in località De Morta. Si tratta di una discarica per lo stoccaggio del materiale residuale dalla rottamazione dei veicoli.
Come annunciato tempo fa, il Comune – insieme alla Provincia di Mantova e ai comuni mantovani di Castel D’Ario, San Giorgio Bigarello e Castelbelforte – ha formulato una richiesta di sospensiva al Tar del Veneto per bloccare l’autorizzazione alla discarica, richiesta accolta dal tribunale amministrativo regionale.
Non si tratta di uno stop definitivo, ma intanto il Comune di Sorgà avrà tempo per approfondire la questione in attesa dell’udienza fissata fra sei mesi, il 30 novembre.
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Secondo gli esponenti del Partito Democratico Anna Maria Bigon, consigliera regionale, e Franco Bonfante, segretario provinciale, «È un’ottima notizia, innanzitutto perché denota la fondatezza delle argomentazioni presentate, e in secondo luogo perché fornisce al territorio più tempo per effettuare i necessari approfondimenti di natura geologica sui terreni, rafforzando le ragioni di chi vuole tutelare il territorio per la sua reale vocazione agricola e non distruggerlo per un progetto calato dall’alto. Verona ha già dato in fatto di discariche».
Esprime soddisfazione anche la consigliera regionale di Europa Verde Cristina Guarda: «Una splendida notizia! Ero demoralizzata nel vedere bocciate o derubricate dalla maggioranza e dalla Giunta tutte le nostre richieste di chiarimento, le denunce, le proposte di esplicitare formalmente, votando, la contrarietà politica a questo progetto in quel territorio agricolo».
«Tanti no, uno di seguito all’altro, nonostante le promesse di alcuni politici di ascolto, di sostegno alla battaglia: non bastano le parole, bisogna studiare, analizzare le informazioni oggettivamente e reagire! Oggi ricomincio a sperare per il Bene dei Cittadini di quella preziosa “terra di confine”, per l’ambiente e per la loro salute» conclude Guarda.
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