Zaia: «Numeri Covid in calo. Veneto pronto ad accogliere i profughi»
Il presidente della Regione Luca Zaia fa il punto sui dati Covid aggiornati e sulla situazione pandemica in Veneto. Lancia poi un appello di solidarietà ai profughi ucraini e illustra le modalità di accoglienza previste dal Veneto.
Molti più positivi dell’anno scorso, ma i ricoveri sono ai minimi storici
«Abbiamo avuto molti più positivi rispetto all’anno scorso, ma molti meno ricoverati. Ora siamo a un livello di ricoveri che sta raggiungendo i minimi storici, ovvero quelli dell’estate 2020. Penso non verranno azzerate le presenze dei pazienti Covid, ma sarà un paziente routinario che non farà ingolfare il reparto malattie infettive». Zaia inizia così la conferenza stampa.
I dati
«L’Rt è 0,80%. L’occupazione delle terapie intensive è del 5%. L’area medica è del 9% e anche l’incidenza sta precipitando: 483,2. I vaccinati sono l’89,3% del Veneto. Stiamo andando a rilento sulle vaccinazioni, perché abbiamo superato le dieci milioni inoculazioni», aggiunge.
Il commento sul conflitto in Ucraina
La vera nota dolente è però il conflitto ucraino, sul quale il presidente Zaia esprime preoccupazione e vicinanza ai civili. «Siamo preoccupati per il conflitto ucraino, che non sta prendendo una piega fiduciosa. Per costituzione siamo ottimisti, ma è pur vero che il dialogo non è ancora stato costruttivo. Per noi è intollerabile un’aggressione del genere. Spero vivamente che si creino dei ponti e che la vera diplomazia abbia la meglio. Il fatto che ci sia un tavolo tra le parti è positivo. Spero che quest’ultimo si trasformi in qualcosa di proficuo. Auspichiamo che i grandi del mondo intervengano per la pace».
Gli aiuti del Veneto
Zaia aggiunge poi la completa disponibilità del Veneto nei confronti dei profughi ucraini. «Ci preoccupa la situazione del popolo ucraino. Diamo la massima disponibilità di ospitalità. Abbiamo già i contatti con il coordinamento nazionale per portare i malati nelle nostre strutture ospedaliere. Ci sono una trentina di bambini oncologici sui quali vorremmo aiutare. Nei nostri ospedali abbiamo trenta posti pediatrici disponibili».
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L’accoglienza dei profughi
Il presidente a questo punto smentisce alcuni fraintendimenti e bufale comparsi nei giorni scorsi sui media locali. «Ho già dichiarato che gli ucraini che arriveranno qui sono profughi. Hanno perso tutto. Stanno scappando dalla morte. Quando arrivano qui si presentano alcuni problemi che vogliamo alleggerire il più velocemente possibile. Il primo è dal punto di vista sanitario. Il Veneto non nega la copertura sanitaria a nessuno. Alcuni arrivano poi senza documenti, che perdono nella fuga. Si tratta di un’altra situazione da risolvere. La quasi totalità, inoltre, arriva senza soldi. Questi civili chiedono, con molta dignità, di poter avere almeno un biglietto per ricongiungersi con la propria famiglia. Ulteriore problema: non hanno il Super Green Pass per viaggiare. Per questo ho proposto, finché la normativa del Super Green Pass è in vigore, di garantire il suo superamento per il trasporto. Quindi di dare la possibilità ai profughi, tramite il tampone, di poter salire a bordo e ricongiungersi con i parenti».
Alleggerire la burocrazia
Una nota anche sul tema del lavoro, altro argomento che nei giorni scorsi ha suscitato molto fervore. «C’è anche il tema del lavoro. Alcuni profughi chiedono di poter lavorare qui in Italia. Per alcune categorie lavorative non c’è personale, un esempio su tutti è quello della ristorazione e degli alberghi. Se un cittadino ucraino quindi chiede di lavorare, alle stesse regole degli italiani, io ho chiesto di superare la burocrazia del Decreto Flussi per poterglielo permettere. Non ci sono cittadini di serie A o serie B», conclude.
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