Ucraina, attivo il conto corrente di solidarietà promosso dal Veneto

È attivo il conto corrente di solidarietà per offerte e donazioni per l’assistenza ai profughi civili dell’Ucraina che stanno giungendo in Veneto.

Ucraina. Bombardamenti a Chernihiv
Ucraina. Bombardamenti a Chernihiv

Ucraina, attivo il conto corrente di solidarietà promosso dal Veneto

È attivo il conto corrente di solidarietà su cui far confluire offerte e donazioni per l’assistenza ai profughi civili dell’Ucraina che stanno giungendo in Veneto. La Regione consiglia di conservare la ricevuta di bonifico. Ogni versamento gode infatti di detraibilità IRPEF e deducibilità IRES. 

Le coordinate

Conto corrente intestato a Regione del Veneto

Causale SOSTEGNO EMERGENZA UCRAINA

Iban IT65G0200802017000106358023

Bic/swift UNCRITM1VF2


L’accoglienza dei profughi in Veneto

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha tenuto lunedì scorso una conferenza stampa per aggiornare i cittadini su due temi principali: pandemia e accoglienza dei profughi dall’Ucraina.

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Le parole del presidente Zaia

«Qualcuno mi ha criticato perché l’ho definita una “follia criminale”. Lo ripeterei oggi all’ennesima potenza. Non c’è la minima osservazione che possa deporre a favore di questa violenza. Va fermata con tutti i nostri mezzi», aveva affermato durante la conferenza.

«Ieri ho sentito al telefono molti imprenditori veneti, che si mettono a disposizione per dare una mano. Un’impresa mi ha detto che offrirà colazione, pranzo e cena a chi verrà qui come profugo di guerra. L’ho ribadito anche al ministro Di Maio: la sanità del Veneto è a disposizione del popolo ucraino. Fortunatamente il Covid sta rallentando. A livello nazionale c’è un’interlocuzione sulla gestione sanitaria di chi arriverà».

Pronti ad aprire 545 posti letto. Anche in provincia di Verona

«Vi annuncio che siamo pronti ad aprire 545 posti letto negli ospedali di Monselice, Valdobbiadene, Noale, Isola della Scala e Zevio. Siamo pronti ad attivarli se ci fosse necessità. Possono diventare dormitori provvisori per chi non avesse parenti, anche se per ora la maggior parte si tratta di persone che si ricongiungono ai familiari».

Il Presidente Zaia ha inoltre ventilato la possibilità di chiedere aiuto alle famiglie venete, nel caso il numero di profughi dovesse essere massivo.

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