Proroga Euro 4 diesel, Bertucco: «Privilegiare i mezzi pubblici»

È arrivata nella prima settimana di gennaio la conferma della proroga al divieto di circolazione dei veicoli Euro 4 fino al termine dell'emergenza sanitaria. A parlare di questa tematica ai nostri microfoni è intervenuto Michele Bertucco, Consigliere comunale per Verona e Sinistra in Comune.

Nella prima settimana di gennaio il ministro all’Ambiente Sergio Costa ha accolto le richieste del Comune di Verona di prorogare il blocco di circolazione agli Euro 4 Diesel che sarebbe dovuto scattare l’11 gennaio, fino alla fine dell’emergenza sanitaria, quindi fino al 30 aprile 2021. Si tratta della terza proroga dallo scorso ottobre, perché già ad agosto 2020, dopo le richieste mosse dagli assessori all’Ambiente dei capoluoghi veneti, il Tavolo del Vaccino Padano aveva rinviato al 1 gennaio 2021 l’entrata in vigore del divieto, poi spostato all’11 gennaio e ora al 30 aprile 2021.

Solo a Verona il blocco avrebbe riguardato oltre 14mila veicoli e altrettanti cittadini che sarebbero stati costretti a cambiare l’automobile. Per parlare di questo problema è intervenuto ai nostri microfoni Michele Bertucco, Consigliere Comunale di Verona e Sinistra in Comune. «Ho definito questa proroga come un allentamento della guardia sull’inquinamento perché nel 2020, a parte durante il lockdown completo, ci sono stati numerosi superamenti dei limiti di legge e soprattutto è ormai assodato il rapporto che esiste tra l’inquinamento e la trasmissione del Covid».

«Intervenire perciò con ulteriori deroghe per auto molto inquinanti significa non tenere alla salute dei cittadini veneti. E’ vero che la richiesta è arrivata da molte parti e anche da molte regioni ma si potevano fare anche scelte diverse. Noi da anni chiediamo che si intervenga sul trasporto pubblico, che si rafforzi e si riduca invece l’uso dell’auto privata. Ad oggi invece Verona rimane una delle città italiane in cui l’uso dell’auto privata è maggiore del trasporto pubblico».

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Una proroga che però potrebbe favorire le finanze dei veronesi. «Le ordinanze sull’uso dell’auto private prevedono deroghe di ogni genere, nonostante negli ultimi anni ci si stia muovendo per evitare le multe salate dell’Unione Europea rispetto alla situazione dell’inquinamento. Quello che mi preoccupa è che le scelte, indicate anche nel Piano Regionale dei Trasporti del Veneto, vanno nel senso di privilegiare la strada rispetto al mezzo pubblico o la ferrovia».

A proposito dell’inquinamento, Flavio Tosi aveva invece dichiarato che l’inquinamento era dovuto soprattutto al riscaldamento civile. «Mi sembra strano che Tosi sia diventato esperto di ambiente, lì c’è la solita confusione. Ci sono sostanze inquinanti che derivano dall’inquinamento, ma altre che derivano dalle auto. Il Pm10 deriva dalle auto. Io stesso ho riportato uno studio di Legambiente che dice che a Verona il 44% delle emissioni di Pm10 deriva dalle auto, il 25% dal riscaldamento, il 14% dall’industria e il 9% dall’agricoltura».

«Penso che una possibilità per ridurre l’inquinamento sia anche l’utilizzo dello smartworking, se verrà regolamentato, c’è inoltre la possibilità dello Sviluppo del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile per la ciclabilità, il biglietto integrato che prevede che si possano usare con lo stesso biglietto più mezzi pubblici, così come le auto elettriche» prosegue. «Bisogna vedere il trasporto nella sua complessità, utilizzando il più possibile i mezzi pubblici, cercando di mettere al primo posto la salute. Mai si parla infatti dei costi economici e sociali legati alla salute».