Proroga Euro 4, Segala: «Quest’anno a Verona allerta verde»

È arrivata nella prima settimana di gennaio la conferma della proroga al divieto di circolazione dei veicoli Euro 4 fino al termine dell'emergenza sanitaria. A parlare di questa tematica ai nostri microfoni è intervenuta Ilaria Segala, assessore all'Ambiente del Comune di Verona.

Nella prima settimana di gennaio il ministro all’Ambiente Sergio Costa ha accolto le richieste del Comune di Verona di prorogare il divieto di circolazione degli Euro 4 Diesel fino alla fine dell’emergenza sanitaria, quindi fino al 30 aprile, che sarebbe dovuto entrare in vigore il 10 gennaio scorso. Si tratta della terza proroga dallo scorso ottobre e per parlare di questa tematica è intervenuta Ilaria Segala, assessore all’Ambiente del Comune di Verona.

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Segala si dice soddisfatta dell’obiettivo raggiunto: «È da agosto che chiedevamo questa proroga all’assessore all’Ambiente del Veneto ma si trattava di una decisione che doveva condividere con gli altri Assessori delle altre regioni del bacino della Pianura padana. infatti alla fine è stato proprio il ministro Costa che ha dovuto dare l’ok a questa proroga. È arrivata un po’ tardiva, la nostra preoccupazione erano i cittadini che avrebbero dovuto cambiare auto in tempi molto brevi».

In merito alle altre limitazioni di circolazione: «Sono rimasti gli stessi divieti dell’anno scorso, quindi non sono state bloccate le Euro 4 diesel ma tutte quelle di Euro inferiore. Abbiamo avuto quest’anno un’allerta verde, in quanto non sono mai state sforate il numero di sforamenti come giornate, tali da dare un’allerta maggiore dal punto di vista dell’inquinamento. Abbiamo il pregio di essere la città che è andata meglio in tutto il Veneto, a parte Belluno. Chiaramente dipende dalla posizione e da molti altri fattori, ma per esempio ci sono comuni limitrofi, come San Bonifacio, che hanno una qualità dell’aria peggiore della nostra».

Per rispondere alle critiche mosse da Bertucco e al danno ambientale che questa proroga potrebbe causare: «Questa pandemia ci ha fatto vedere sul campo cosa significa un blocco del traffico. Sulle centraline, in particolare su quella di Corso Milano, il livello di abbassamento delle polveri sottili non è stato quello che ci si aspettava. Ci sono quindi tante altre componenti a influire: l’inquinamento domestico e le attività legate all’agricoltura. Questo ci fa dire che forse questo blocco va rivisto. Ha senso bloccare 14mila macchine solo all’interno del Comune di Verona chiedendo di cambiare auto ai proprietari? Bisogna pensare anche ad altri provvedimenti, come controlli a stufe, camini e attività agricole. Le segnalazioni dei cittadini sono molte, e quando sono tempestive noi agiamo con la Polizia locale. Ci stiamo preparando a maggiori misure di controllo se arriveranno i soldi del Recovery Fund».