Confartigianato Donne, Bosco: «Servono politiche concrete di sostegno»

Valeria Bosco, segretario di Confartigianato Donne Impresa Verona, è intervenuta ai nostri microfoni per parlare di lavoro e formazione. Lunedì 8 febbraio alle 13.30 Confartigianato imprese organizza uno webinar informativo relativo al bando regionale per l'imprenditoria femminile.

Il tema del giorno è lavoro e formazione, in occasione dell’uscita del nuovo numero di Verona Economia, online domani. Un tema che necessità di essere attenzionato sopratutto in questo periodo. Il 2020 è stato un anno simbolo di crisi sanitaria ma soprattutto economica, tanto che una ricerca Istat afferma che i posti di lavoro persi sono stati 444mila.

Confartigianato Donne Imprese Verona lunedì terrà un incontro informativo relativo al bando regionale per l’imprenditoria femminile e per parlarne abbiamo contattato Valeria Bosco, segretario di Confartigianato Donne Impresa Verona. «E’ un bando che in potenza si rivolge ad oltre il 20% delle imprese artigiane veronesi perché le imprese femminili sono 6mila e 700 e quelle a prevalenza femminile sono 18mila. Molte donne potranno valutare investimenti con questo bando, che prevede un investimento minimo di 20mila e va a coprire con contributi a fondo perduto fino al 40% per beni materiali sia attrezzature e materiali».

«Il webinar informativo sarà lunedì 8 febbraio alle 13.30 a cui è possibile iscriversi attraverso il sito di Confartigianato imprese Verona, e in quella sede presenteremo il bando e chi può accedere e poi per chi avrà bisogno anche l’aiuto per il compilamento della domanda».

LEGGI ANCHE De Paoli (InJob): «Il 2020? Un anno schizofrenico per il lavoro»

100mila posti di lavoro persi nel 2020, di cui 99mila di donne. «La donna è primariamente l’attrice principale della conciliazione familiare, quindi con le difficoltà economiche sommate alle difficoltà in famiglia, le donne ne hanno fatto le spese. E non è detto che il 2021 non dia altre sorprese negative» prosegue. «Una donna che lavora, dà anche valore aggiunto alla famiglia, servirebbero perciò politiche concrete di sostegno».

Il blocco dei licenziamenti durerà fino al 1 aprile 2021. «Ci auguriamo che non serva più perché si sia rientrati all’attività piena e il consumatore abbia la piena mobilità. In questo momento non abbiamo informazioni sul futuro dopo il 1 aprile. Gli imprenditori vogliono tronare a lavorare, perciò se il lavoro riparte, il vantaggio è di tutti».

«Per parecchie settimane la nostra formazione è stata ferma, abbiamo solo svolto webinar. A giugno 2020 la formazione è ripartita bene» conclude. «La facciamo online su delle piattaforme, il problema è solo la connettività. Comunque la formazione è anche relazione, quindi farlo da remoto non dà completezza alla cosa».