Il Comitato A.S.M.A. (Associazione Salute Maria Ausiliatrice) si è istituito nel 2017 tra gli abitanti di Ponte Crencano dopo la decisione di trasformare l’ultimo spazio verde del quartiere (area ex-Bam) in un’area cementificata composta da 4 grattaceli di dieci piani e un’area commerciale. Il comitato si batte per la difesa degli ultimi spazi verdi della seconda circoscrizione di Verona, contro la cementificazione selvaggia e il traffico crescente. Con loro avevamo parlato di cementificazione e aree verdi in città in occasione del terzo appuntamento dell’evento a tema salute e benessere “Come sta Verona?” organizzato dall’Associazione Verona Network.

Maurizio, due recenti studi rivelano dei dati abbastanza preoccupanti per Verona…

Già. Il primo studio, pubblicato dall’ISPRA (istututo superiore protezione e ricerca ambientale) indica Verona come la città, dopo Roma, che ha avuto nel 2018 il più alto consumo di suolo con cementificazioni. E se oltre al comune prendiamo in considerazione anche le province, Verona è ancora nei primi posti in termini negativi.

Inoltre, lo stesso studio, rivela come il Veneto sia la regione che ha avuto il più alto consumo di di verde pubblico sostituito da cementificazione, prima anche della Lombardia. Una delle maggiori conseguenze, evidenziata da tutti gli studiosi, è il danno inflitto al clima, con un aumento di 2 gradi rispetto alle temperature normali.

Il secondo studio da poco pubblicato è quello realizzato da Legambiente e Il Sole 24 ORE a tema Ecosistema Urbano. Verona è risultata essere al 67esimo posto su 104 città capoluogo esaminate. Presenta criticità molto elevate per quanto riguarda l’aria e la mobilità, in particolare per quanto riguarda la mobilità debole (biciclette, piste ciclabili). Verona è risultata essere una città che non è capace di fare dei progetti per il proprio futuro.

Come comitato A.S.M.A vi siete spesi a lungo contro nuove costruzioni nell’area nota come ex Bam. Come procede lo stato dei lavori?

Noi ci siamo proprio costituiti per osteggiare questa nuova cementificazione, proprio nell’ultimo spazio verde esistente a Ponte Crencano, il nostro quartiere. Oltrettutto un costruire che esula da ogni logica delle costruzioni della zona, che vede al massimo case di due piani, perchè il porgetto prevede la realizzazione di quattro grattacieli, tre da piani e uno da nove, e un’area commerciale.

Siamo venuti a sapere a fine agosto che l’assessore Segala, che ha la competenza su questa partita, ha dato l’autorizzazione a costruire. Dopo manifestazioni e iniziative pubbliche non c’è rimasto altro che il ricorso al TAR, che abbiamo già depositato i giorni scorsi.

Fuori dalla vostra area di riferimento ci sono altre zone a rischio cementificazione?

È chiaro che l’operazione di cementificazione su questa città è continua. Verona sta diventando una sorta di grande “parco giochi”:aree commerciali, centri commerciali, continuea cementificazioni. Questa città sta davvero perdendo il senso di una città a misura di persona, nonostante tante affermazioni di principio che si raccontano nelle varie interviste nelle sedi ufficiali. In realtà si cementifica dappertutto, anche nel nostro quartiere.

Rimanendo nella nostra zona, l’esempio classico è quello di San Rocchetto, una zona che sembrava dovesse essere cementificata ma per fortuna un intervento della soprintendenza ha bloccato i lavori. Il verde è facile da distruggere ma faticoso da ricostruire mentre il cemento non lascia tracce di vita, distrugge tutto completamente. Credo sia, in questa città, porre la giusta attenzione alle aree verdi esistenti.

Voi cosa proponete? Cosa si può fare?

Noi crediamo che in primo luogo ci debba essere uno sforzo da parte dell’amministrazione, della politica tutta, anche se in primo luogo da parte della maggioranza e del sindaco. Noi pensiamo che si debba fare un tavolo di discussione e di confronto e intorno a questo tavolo mettere tutti i soggetti che sono interessati alle problematiche della società. Quindi non solo la politica ma anche le persone che hanno competenze nello sviluppo: ingegneri, architetti, chi è interessato al progetto edilizio di questa città, i comitati. Quest’ultimi, in particolare, hanno una funzione fondamentale in questa fase. Dal 2017 noi abbiamo fatto 11 assemblee con una media di 150 persone ciascuna: un numero molto buono se si considera il livello di interesse delle persone oggi rispetto ai bisogni collettivi. Ascoltiamo i comitati, le idee nascono sempre dal confronto.