Verso Chievo-Reggina, Aglietti: «Partita fondamentale»
Alla vigilia della gara contro la Reggina, domani sera alle 21 al Bentegodi, il tecnico del Chievo Verona Alfredo Aglietti si mostra fiducioso del momento della sua squadra, nonostante le due ultime sconfitte subite contro Lecce e Frosinone. Il momento è molto importante perché in meno di quindici giorni il Chievo dovrà disputare quattro partite fondamentali.
«La settimana è stata un po’ difficile perché abbiamo il rammarico di avere perso dei punti nell’ultimo periodo, penso che la squadra abbia una buona identità e creiamo molto comunque. Quello che costruiamo va però difeso in maniera migliore, nonostante episodi sfortunati. Dobbiamo cercare di rimanere concentrati sui nostri obiettivi» afferma Aglietti.
Alcuni giocatori hanno recuperato dai propri infortuni. «Ho recuperato qualche assente nell’ultima settimana ma non è detto che giochino subito perché devono recuperare condizione. Oltretutto abbiamo in pochi giorni altre tre partite molto difficili e questo va tenuto conto. La partita di domani è fondamentale per avviare bene questo tour de force che vedrà coinvolte un po’ tutte le squadre verso l’anno nuovo».
«Noi a livello di gioco e personalità dobbiamo alzare la velocità, troveremo una squadra chiusa, che difende con cinque giocatori. Domani dovremo anche capire come giocheranno, perché hanno avuto dei problemi in attacco e potrebbero cambiare modulo» dice riferendosi alla gara contro la Reggina. «Il valore della squadra è importante e la società è ambiziosa. Noi dovremo far girare la palla velocemente. Dobbiamo stare attenti alle coperture preventive».
«Con Domenico Toscano, abbiamo passato insieme due anni splendidi, abbiamo vinto un campionato e ci siamo salvati insieme in Serie B. Quelli a Reggio Calabria forse sono stati tra gli anni migliori della mia carriera e lui era tra i miei compagni che più preferivo» afferma Aglietti che lo ritrova come allenatore alla Reggina. «Nella sua carriera ha avuto alti e bassi come tutti ma è dotato di un’identità precisa ed è preparato. Ha vinto molto in Serie B e C, le sue squadre sono solide così come era lui da giocatore».
Un pensiero finale è per la scomparsa di Paolo Rossi. «Sono rimasto scioccato, anche perché abitava molto vicino a casa mia. Una persona straordinaria, anche nella sua malattia. E’ stato veramente un colpo per il calcio italiano, perché è stato un simbolo, soprattutto per i Mondiali del 1982 vinti dall’Italia. Difficile per me ora trovare le parole, il male non guarda in faccia nessuno».
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