Ritorna questo sabato l'”Ecomaratona del Pellegrino”

Dopo un anno di stop forzato per la pandemia, si ritorna a correre insieme: sabato 25 settembre torna la 5^ edizione della "Ecomaratona del Pellegrino", una corsa di 38 km che da Quinzano arriva a Madonna della Corona.

Ecomaratona
La presentazione in Sala Arazzi

Una ecomaratona da Verona a Madonna della Corona con il rosario al polso e un unico obiettivo: nessuno deve essere lasciato indietro, perché tutti possono aiutare tutti. Si svolgerà sabato 25 settembre la 5^ edizione della “Ecomaratona del Pellegrino”, un pellegrinaggio di corsa organizzato dall’associazione “Noi Corriamo da Dio”.

Dopo un anno di stop forzato per la pandemia, si ritorna dunque a correre insieme. La quarta edizione infatti si svolse solo virtualmente, con i partecipanti collegati da casa per seguire la corsa fatta da solo due pellegrini. L’evento unisce la fede allo sport, in un percorso di ben 38 chilometri, partendo dal centro di formazione camilliano in via Astico a Quinzano e attraversando i comuni di Bussolengo, Cavaion Veronese, Rivoli Veronese e Brentino Belluno, per poi proseguire gli ultimi 2,5 km lungo il sentiero che porta al Santuario della Madonna della Corona.

Ogni pellegrino partecipante indosserà un rosario da polso, del quale verranno recitate le decine durante alcune soste nel tragitto. In questa maratona non sarà realizzare il miglior tempo il fine principale, ma riuscire a correre insieme, condividendo la fatica e la spiritualità, e infine al Santuario ricevere la benedizione del rosario che sarà poi donato da ognuno a una persona malata o bisognosa. La maratona quest’anno sarà ancor più ‘eco’, dal momento che le magliette dei partecipanti sono state realizzate in materiale riciclato. Inoltre, l’iniziativa sosterrà la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica Onlus, come fatto nelle quattro edizioni precedenti con la ricerca per la SLA, Abeo, le vittime della strada e Andos.

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A dare ulteriore importanza all’evento è la presenza insieme delle maggiori società podistiche veronesi, e anche la partecipazione di Cristiano Gigli, un maratoneta affetto da SLA, a dimostrazione proprio del fatto che tutti possono aiutare tutti. Inoltre al via ci sarà anche Don Paolo Raguzzi, cappellano del Policlinico di Borgo Roma, che affiderà al suo rosario al polso le preghiere per i malati dell’ospedale e che alla fine della corsa lo apporrà alla statua della Vergine Maria nella cappella dell’ospedale. 

Alla presentazione in Sala Arazzi sono intervenuti ieri mattina il sindaco Federico Sboarina, la sindaca di Ferrara di Monte Baldo Serena Cubico, il presidente dell’associazione ‘Corriamo da Dio’ Massimiliano Bogdanich, la responsabile eventi e raccolta fondi della Fondazione per la Ricerca Fibrosi Cistica Onlus Laura Fracca, il presidente della Croce Verde di Verona Michele Romano, il presidente di Veronamarathon Stefano Stanzial, il consigliere di amministrazione di Valpolicella Benaco Banca Matteo Piancastelli e l’amministratore delegato di Airone Vito Zorzi

«Lo slogan dell’ ecomaratona, “nessuno deve rimanere indietro”, è quanto ripeto da quando è iniziata la pandemia – ha sottolineato il sindaco -. Nella nostra comunità nessuno va lasciato indietro, e perché ciò avvenga ci sono vari modi, socialmente, economicamente e anche riguardo alla salute. Il nostro territorio è pieno di associazioni che si adoperano per fare tante utili iniziative, un’attività fondamentale che da sole le istituzioni non riuscirebbero a fare. Unire l’attività sportiva, il sacrificio, le risorse e i valori della fede hanno come risultato questa bella ecomaratona, che ha come finalità il dare una mano a chi ne ha bisogno. E poterla rifare dopo la pandemia è ancora più importante, perché ci stiamo riprendendo tutte quelle cose che appartengono alla nostra vita». 

«Riprendere in mano dopo due anni di stop questo pellegrinaggio fatto di corsa e fede – dice il presidente Bogdanich -. Attraverso lo sport vogliamo lanciare un messaggio sociale, per ringraziare di essere in salute ed aiutare chi non lo è. Abbiamo quindi sposato i valori di San Camillo De Lellis, che si prende a cuore i malati e gli infermi, onorando la Vergine Madre al Santuario di Madonna della Corona, meta di tutti i veronesi».

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