Federico Falco alle Paralimpiadi di Tokyo: «Rinvio? Scelta saggia»

I pongisti veronesi Brunelli e Falco qualificati alle Paralimpiadi di Tokyo, che sono state rinviate al 2021. La testimonianza di Federico Falco, appena avuta la notizia.

Anche se l’ufficializzazione arriverà a fine mese, i pongisti veronesi Michela Brunelli e Federico Falco hanno in tasca il biglietto per le Paralimpiadi di Tokyo grazie ai fantastici risultati della stagione. Secondo il programma avrebbero dovuto svolgersi dal 25 agosto al 6 settembre, ma – notizia di ieri – slitteranno al 2021 a causa dell’emergenza coronavirus.

In base alle classifiche di fine marzo, già pubblicate, che sono ben cinque gli azzurri di tennis tavolo qualificati sulla base dei ranking: oltre a Brunelli e Falco, la friulana Giada Rossi, l’italo-tunisino Ahmine Kalem e il padovano Andrea Borgato, che l’inverno scorso si sono allenati con gli altri atleti paralimpici al centro federale Palamasprone di Verona.

Per Falco il lasciapassare è giunto nell’ultima gara che si è svolta in Spagna, al Costa Brava Spanish Para Open una decina di giorni fa, con la medaglia d’oro conquistata in classe 1. Per Michela Brunelli il balzo è avvenuto con l’argento conquistato in classe 3 agli Europei di Helsingborg in Svezia, l’autunno scorso.

«Il processo di qualificazione non si è ancora concluso, perché dal 9 all’11 maggio c’è in programma un torneo mondiale a Lasko, in Slovenia, che al momento non è stato rinviato. Al momento comunque abbiamo già il biglietto per Tokyo con ben cinque atleti – spiega il direttore tecnico della Nazionale di tennis tavolo Alessandro Arcigli, che è affiancato dall’allenatore Donato Gallo e dagli sparring Massimo Pischiutti e Vladimir Sorbalo –. Il lavoro svolto al Palamasprone di Verona è stato ottimale. Peccato che, causa l’emergenza coronavirus, sia stato chiuso e gli allenamenti sospesi. Speriamo che presto si torni alla normalità per prepararci al meglio».

Una speranza condivisa da Elisa Gobbetti, fisioterapista della scuola di osteopatia Eom Italia di Mozzecane, che da oltre un anno segue gli atleti tre volte alla settimana con un lavoro di trattamento dei muscoli e delle articolazioni: «È stato un lavoro molto proficuo. Soprattutto alle articolazioni superiori come collo e spalle, ma anche agli arti inferiori per garantire una buona mobilità – dice -. Abbiamo lavorato molto sul rinforzo del tricipite, che può aiutare anche nella precisione del tiro, ma su ogni atleta è stato svolto un lavoro personalizzato, in base alle specifiche necessità. Ora aspettiamo che finisca l’emergenza per riprendere. Anche perché ci sono atleti, come i veronesi Alessandro Giardini e Federico Crosara, che potrebbero ancora giocarsi i restanti posti che restano da assegnare per Tokyo».

Federico Falco, che abita a Verona, classe di disabilità 1, vanta un oro ai Mondiali e un argento e due bronzi agli Europei. Quella di Tokyo sarà la sua prima Olimpiade: «Grazie ai punti conquistati in Spagna ho raggiunto questo meraviglioso obiettivo. Sono quattro anni che ci alleniamo per questo. Io sto proseguendo con la preparazione atletica a casa e spero al più presto di riprendere con gli allenamenti in team e con il prezioso lavoro con la fisioterapista Elisa Gobbetti di Eom Italia».

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Per Michela Brunelli di Bussolengo quella di Tokyo sarà l’incoronazione a regina italiana delle Olimpiadi, essendo alla sua quarta qualificazione. La prima, nel 2008 a Pechino, fu coronata da una medaglia d’argento a squadre. Poi sono arrivate le partecipazioni a Londra e Rio. Nel suo palmarès vanta un oro a squadre ai Mondiali, oltre a due argenti e un bronzo sempre a squadre. Agli Europei dell’autunno scorso ha portato a casa un argento in singolare e un oro, tre argenti e due bronzi, a squadre, in altre edizioni.

«Sono contentissima della mia stagione – racconta -. Con la preparazione abbiamo lavorato benissimo sia a Verona che al centro federale di Lignano e i risultati si sono visti sul campo. Arcigli, in otto anni, ha rivoluzionato il team e ci ha portato ad altissimi livelli. Con Eom abbiamo fatto un grande lavoro sulle articolazioni. Io ho fatto un Europeo bellissimo, con un argento conquistato in una classe difficilissima, la terza, dove le concorrenti sono le asiatiche, che sono molto toste. Poi, nell’ultima prova in Polonia, ho fatto parecchi punti e sono salita all’8° posto nel ranking mondiale, che mi ha dato la qualifica. Quello che dispiace è che dal 1° marzo sono ferma e non posso allenarmi. Noi restiamo a casa, anche perché abbiamo poca capacità polmonare e il rischio di ammalarci è alto. Speriamo che tutti lo facciano e si torni presto alla normalità».

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