Cecilia Panato, lo slalom (in canoa) verso le Olimpiadi 2028

Cecilia Panato, campionessa mondiale di canoa discesa, racconta ai nostri microfoni il suo percorso professionale e il grande sogno: le Olimpiadi del 2028.

Cecilia Panato, campionessa mondiale di canoa discesa, racconta ai nostri microfoni il suo percorso professionale e il grande sogno: le Olimpiadi del 2028.

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Partiamo dagli albori, da dove hai iniziato come canoista?

Ho sempre fatto nuoto, fino al momento in cui mi sono stancata. Vedevo le gare di mio padre e un giorno, all’età di 11 anni, ho deciso di provare canoa. Da quel giorno è iniziata quindi la mia passione.

Non è stato quindi tuo padre a spingerti verso questa disciplina?

No, è una domanda che mi fanno spesso. È partito tutto dalla mia volontà.

Da lì sei partita con la canoa in discesa…

Sì, nella canoa ci sono varie discipline. C’è la canoa discesa, quella con cui sono nata, la canoa slalom, che è quella in cui da qualche anno mi sto cimentando, la canoa velocità e infine la canoa polo. Quest’ultima è un gioco di squadra e prevede l’utilizzo di una palla, lanciata con la pagaia verso la porta avversaria. È una sorta di calcio ma con le canoe.

Guarda l’intervista su Radio Adige Tv


Tu sei nata come discesista ma, come dicevi, ora ti stai cimentando con lo slalom. Qual è la differenza?

La canoa discesa prevede due distanze: la sprint, una gara corta da meno di un minuto, e la classica, che va dai dodici ai diciassette minuti di gara. Lo slalom si pratica su una distanza di circa duecento metri, ci sono delle porte verdi in discesa e rosse in risalita.

Per arrivare ai tuoi livelli come ci si deve allenare?

Ci vogliono tanti sacrifici. Io mi alleno due volte al giorno, e in fase invernale faccio anche palestra. Gli allenamenti sono tosti e bisogna avere tanta motivazione e determinazione. Ho iniziato tardi a fare slalom, rispetto alle mie rivali, ma auspico di arrivare a grandi livelli, anche se mi ci vorrà più tempo.

Quali sono i risultati che hai portato a casa dall’ultima volta che ti abbiamo intervistato, ovvero un anno fa?

L’anno scorso ho vinto il campionato del mondo assoluto nella categoria Senior. È stato l’appuntamento più grande a cui ho partecipato. Ho vinto gli europei di categoria under 23, ho preso squadra a slalom, per me una grande soddisfazione. Da ottobre mi sono trasferita a Ivrea perché lì c’è il campo italiano più frequentato, dove si cresce davvero. Nel 2022 sono tornata verso casa per delle gare, fino a giugno, quando in Francia ho partecipato ai campionati del mondo in discesa, e ho vinto il titolo di gara lunga e ho vinto il terzo posto nella gara sprint. Lì ha giocato un ruolo importante la tensione che avevo in corpo, c’erano tante aspettative in ballo. Il prossimo appuntamento nazionale sono le selezioni per il campionato europeo di slalom, un altro dei miei obiettivi prefissati a inizio stagione. A fine agosto ci saranno i campionati europei in discesa, in Bosnia, ai quali parteciperò e dove spero di riconfermare i risultati dell’anno precedente. Le mie rivali stanno crescendo bene, e quindi c’è molta più competizione.

Come arrivi alla fine di una gara? Sembra uno sport molto faticoso…

Arrivo molto affaticata, ma è giusto così.

Con tua sorella, altra canoista, c’è competizione?

No, non c’è. Anzi, se possiamo ci aiutiamo e supportiamo.

Partiamo di obiettivi a lungo termine: il motivo per cui hai iniziato slalom è per partecipare un giorno alle Olimpiadi. Cosa ti aspetti?

Ho iniziato slalom perché discesa non è ancora una disciplina olimpica. Arrivare alle Olimpiadi penso sia il sogno di ogni atleta. Ho iniziato da un paio di anni e magari per le Olimpiadi del 2028 ho qualche possibilità. È molto difficile, ma ci si prova. Sarebbe bello che la mia passione diventasse il mio lavoro, quindi.

Sul fronte accademico, invece, qual è la situazione?

MI sono diplomata al liceo scientifico e sportivo, l’anno scorso mi sono iscritta alla facoltà di Scienze Motorie, ma senza un vero piano in testa. Mi sono quindi ritirata e mi sono presa un anno sabbatico per riordinare le idee. A settembre mi iscriverò di nuovo all’università, ma non in ambito sportivo, vorrei spostarmi sul campo umanistico, anche per staccare un po’ la testa.

Cosa provi quando sei dentro la canoa?

A me piace un sacco anche perché sono a completo contatto con la natura. Quando sono in gara stacco la testa da tutto: siamo solo io, la mia canoa e la mia pagaia. Questo sport mi dà tante emozioni, mi fa sentire libera e mi sento nel mio elemento, l’acqua.

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