Bologna-Hellas, Cioffi: «Lavoriamo su ciò che si può fare oggi»

Mister Gabriele Cioffi ha parlato questa mattina alla stampa, in vista della partita di lunedì prossimo contro il Bologna. Il tecnico toscano chiede ai suoi e a se stesso di lavorare sul presente e di ritrovare già dal match contro i rossoblù orgoglio e senso di appartenenza.

Mister Gabriele Cioffi (foto hellasverona.it)

Dopo la sconfitta di lunedì scorso contro il Napoli, per i ragazzi di mister Cioffi arriva la possibilità di trovare i primi punti stagionali nella trasferta di Bologna, dove lunedì prossimo alle 20:45, affronteranno i rossoblù allo stadio Renato Dall’Ara.

Il tecnico toscano ha presentato brevemente questa mattina la sfida contro gli emiliani, anch’essi sconfitti al debutto in campionato contro la Lazio per 2-1. «Il Bologna è una squadra che vanta di una continuità già da quattro anni —commenta Cioffi—. Hanno affrontato un percorso meno in salita del nostro, e quest’anno sono sicuramente chiamati a fare un passo in più rispetto al passato, e questo si vede anche dal mercato che stanno facendo. I rossoblù sono un club consolidato e con idee chiare; saranno un avversario tosto».

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Il tecnico toscano aggiunge: «Quello che importa in questo momento è lavorare su ciò che si può fare oggi. Conta tornare a casa e sapere di aver dato tutto. A volte si interviene sulla testa, a volte sulla intensità, che non è mai mancata in allenamento. Alla base del calcio però c’è la testa, con cui il Verona ha ottenuto e otterrà risultati. Siamo consapevoli della difficoltà del momento, ma oggi dobbiamo fare un passo in avanti. Sono un allenatore a cui piace lavorare, come alla mia squadra. Dobbiamo ripartire dai primi 55′ di Verona-Napoli, ma ci sono tantissime cose da migliorare. Testa bassa, su questo ho insistito con i ragazzi».

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Poi mister Cioffi parlando del gruppo e della reazione che vuole vedere lunedì prosegue: «Io vedo un gruppo che mi segue e mi rispetta. Però, sulla base di quanto di buono è stato fatto contro un Napoli ancora più forte dello scorso anno, dobbiamo trovare nuove soluzioni in questo senso, e questo compito di trovare la medicina giusta spetta a me. Io voglio vincere le partite. Devo però riuscire a far esprimere alla mia squadra ciò che sono io e ciò che voglio, ovvero non essere passivi come contro il Napoli. Dobbiamo essere più aggressivi senza palla e leggere meglio le situazioni in fase di possesso. Credo che è necessario ripartire dall’orgoglio, se non hai questo non puoi allenare e non puoi giocare. È fondamentale ricercare il senso di appartenenza, nonostante che dal giorno uno siamo un cantiere aperto».

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