Troppo Napoli, poco Hellas

Debutto in campionato amaro per l'Hellas Verona, che nel ricordo di Claudio Garella viene schiacciata per 5-2 dal Napoli di Luciano Spalletti. Per i gialloblù le reti di Lasagna e Henry. Intanto mister Cioffi attende rinforzi in difesa e inizia da oggi a preparare il prossimo match contro il Bologna.

Prima giornata amara per l’Hellas Verona, sotto il segno del ricordo dello storico portiere Claudio Garella, scomparso lo scorso 12 agosto. Il campionato dei gialloblù si apre con una sconfitta contro il più quotato Napoli, che al Bentegodi si impone nettamente per 5-2. Una partita non semplice per i ragazzi di Cioffi, apparsi ancora tramortiti dalla debacle contro il Bari della scorsa settimana.

La partita

A passare in vantaggio è proprio il Verona, che apre le danze con il gol di Lasagna che da una situazione di calcio d’angolo sfrutta il colpo di testa di Gunter e insacca alle spalle di Meret. Reazione del Napoli che non si fa attendere. Prima di andare a riposo gli azzurri trovano il gol del pareggio con l’inzuccata del neoacquisto Kvaratskhelia e successivamente la rete del vantaggio di Osihmen che da calcio d’angolo pesca la spizzata di Di Lorenzo e con il destro batte l’incolpevole Montipò.

Seconda frazione che si apre con la rete del pareggio di Henry che raccoglie il cross di Faraoni e salta più in alto di Rrahmani, siglando il gol del 2-2. Nemmeno il tempo di esultare per i gialloblù che il Napoli ritorna in vantaggio questa volta con la rete di Zielinski, che lanciato dal buon passaggio di Kvaratskhelia a tu per tu con Montipò non sbaglia e regala il terzo gol ai suoi. La marcatura del centrocampista polacco è il preludio per la consacrazione del Napoli; Lobotka palla al piede taglia il centrocampo gialloblù e apre un varco che lo porta indisturbato al limite dell’area dove con un tocco da golfista batte per la quarta volta l’estremo difensore degli scaligeri. Napoli che non ha pietà e con l’azione corale targata Di Lorenzo, Osihmen e Politano, proprio con quest’ultimo chiude definitivamente i conti, fissando il punteggio sul 5-2. Finisce così al Bentegodi tra mugugni del pubblico, malumori di Cioffi e un gruppo squadra che ancora non ha acceso la luce. Intanto il Napoli esulta, e risponde con fermezza alle altre big del campionato che hanno iniziato decisamente con il piede sull’acceleratore.

Gli highlights

La maglia da portiere dell’Hellas Verona utilizzata ieri da Monitpò per ricordare Claudio Garella

Il ricordo di Garella

Serviva la scomparsa e il ricordo di Claudio Garella a far dimenticare per una volta e per un minuto l’accesa rivalità sopra le righe tra i tifosi gialloblù e quelli partenopei. Garellik ha fatto la storia del calcio sia a Verona che a Napoli, essendo tra i protagonisti dello scudetto della stagione 1984/1985 con gli scaligeri, e del campionato 1986/1987 con gli azzurri.

Il Bentegodi si stringe attorno ai secondi di un minuto di silenzio intenso, di quelli che rendono l’aria pesante e il corpo leggero. Spalti di occhi lucidi, di ricordi e di racconti, di chi da entrambe quelle parate di Garella le ha vissute, e di chi di quei guantoni ne ha assaporato solo l’immaginazione.

Sicuramente Garellik, ovunque sia stato ieri pomeriggio, tra le pagine dell’eternità dei due club, si sarà goduto indubbiamente lo spettacolo di gol del Bentegodi, con una mano contento per il suo Napoli e con un piede preoccupato per il suo Verona.

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Risultati e classifica dopo la 1a giornata di Serie A TIM

Il tabellino

HELLAS VERONA – NAPOLI: 2-5 (1-2)

HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Amione (14′ st Retsos), Gunter, Dawidowicz; Faraoni, Tameze, Ilic, Hongla (22′ st Barak), Lazovic; Lasagna (27′ st Djuric), Henry (14′ st Piccoli). A disposizione: Chiesa, Berardi, Magnani, Terracciano, Coppola, Cortinovis, Sulemana. Allenatore: Gabriele Cioffi

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Minjae, Mario Rui (38′ st Olivera); Anguissa, Lobotka, Zielinski (31′ st Zerbin); Lozano (31′ st Politano), Osimhen (38′ st Ounas), Kvaratskhelia (23′ st Elmas). A disposizione: Marfella, Sirigu, Demme, Juan Jesus, Ostigard, Zanoli. Allenatore: Luciano Spalletti.

ARBITRO: Fabbri di Ravenna.

ASSISTENTI: Lombardo di Cinisello Balsamo e Lombardi di Brescia

IV UFFICIALE: Meraviglia di Pistoia

VAR e AVAR: Di Paolo di Avezzano e Bindoni di Venezia

MARCATORI: 29′ pt Lasagna (V), 37′ pt Kvaratskhelia (N), 48′ pt Osimhen (N), 3′ st Henry (V), 10′ st Zielinski (N), 20′ st Lobotka (N), 34′ st Politano (N)

NOTE: Ammoniti: Hongla, Amione (V); Osimhen, Kim (N) Recupero: 3′ pt, 5′ st. 

SPETTATORI:  16.967 (fonte Hellas Verona)

Le statistiche

HELLAS VERONANAPOLI
POSSESSO PALLA33,7%66,3%
TIRI 625
TIRI IN PORTA38
FALLI FATTI156
CONTRASTI VINTI52,6%63,6%
CALCI D’ANGOLO48
FUORIGIOCO12
Fonte: Corriere dello Sport

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Le Pagelle

HELLAS VERONA5NAPOLI6,5
Montipò5Meret6
Amione5Di Lorenzo6,5
Gunter5Kim6,5
Dawidowicz5Rrahamani6
Lazovic4,5Mario Rui6
Tameze4,5Anguissa6
Hongla4,5Lobotka7,5
Ilic4,5Zielinski6,5
Faraoni5Lozano6,5
Lasagna6,5Osihmen6,5
Henry6Kvaratskhelia7,5
Retsos 5Politano7
Barak5Ounas6
Djuric5Zerbin5,5
Piccoli5OliveraSV
Mister Cioffi5Elmas6
Mister Spalletti6,5

Un cantiere aperto

L’Hellas Verona deve correre ai ripari e subito. Un mercato che ad oggi è ampiamente insufficiente per quello che richiede la categoria. Alcune cessioni importanti, alcuni arrivi, ma poca sostanza. Cioffi è arrivato in un cantiere aperto, dove è stato chiamato a ricostruire parzialmente le fondamenta di questo Hellas e per questo bisogna lasciargli il tempo di lavorare, ovviamente consegnandoli anche quella poca ma fondamentale manodopera che lui stesso richiede.

Quattro gol subiti dal Bari e cinque dal Napoli: un segnale d’allarme che arriva direttamente dalla difesa, che durante l’estate non è stata minimamente rinforzata. Cioffi, ai microfoni di DAZN, ammette che è da metà giugno che chiede due difensori e un centrocampista a Marroccu, ma fino ad ora non si è visto nessuno. Anche in mediana serve qualcosa, un reparto apparso ieri scollato con la difesa, con Ilic con la testa al mercato e Hongla ancora troppo acerbo per il sistema di gioco adottato da Cioffi, che inevitabilmente è diverso da quelli di Juric e Tudor, e per questo necessita di giocatori con caratteristiche diverse rispetto a quelli che richiedevano i suoi predecessori. Di questo la società ne è consapevole.

Cioffi è preoccupato e si vede. Sa che questo ritardo sul completamento della squadra rischia di portare via punti indispensabili per la salvezza. Il tecnico toscano indica come unica soluzione il lavoro.

Attualmente i conti a Cioffi si possono fare in maniera parziale, forse si può criticare l’atteggiamento a lunghi tratti passivo della squadra, ma per avere una valutazione complessiva si dovrebbe aspettare almeno oltre la fine del mercato, verso la fine del girone d’andata. Mettere in discussione Cioffi alla prima giornata però è poco serio. L’ambiente Verona non deve fare l’errore di sgretolarsi subito, anzi, deve trovare compattezza tra tifosi, opinione pubblica, staff e squadra. Il tecnico toscano ha bisogno di tempo, pazienza e fiducia, sempre che squadra e società siano della sua stessa idea e sul suo stesso binario, altrimenti il deragliamento è assicurato.  

Le parole di mister Cioffi

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