A Milano l’ultimo saluto a Mario Corso

Oggi nella chiesa di Sant'Ambrogio le esequie del grande campione veronese. La famiglia neroazzurra dell'Inter si è stretta attorno alla moglie Enrica, a partire dall'ex presidente Massimo Moratti.

L'ex presidente dell'Inter Massimo Moratti, nato a Bosco Chiesanuova, saluta per l'ultima volta il grande neroazzurro Mario Corso.

Un saluto composto e commosso quello che hanno voluto dare molti tifosi neroazzurri, e non solo, all’ex campione della Grande Inter di Helenio Herrera, Mario Corso, scomparso lo scorso 20 giugno. Questa mattina nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, città nella quale l’indimenticabile Mariolino viveva da anni, tanti volti noti della storia della Beneamata – a partire dall’ex presidente Massimo Moratti, figlio di Helenio – hanno voluto rendere omaggio al talento nato e cresciuto a Verona, nel quartiere di San Michele Extra, che con il suo sinistro magico e le sue punizioni “a foglia morta”, ha fatto vincere i più importanti trofei alla società calcistica fondata nella città meneghina nel 1908.

L’omaggio a Mario Corso

E’ proprio Moratti a rilascia re all’Ansa parole di stima nei confronti del campione: «Chi ha avuto la fortuna di vederlo giocare penso abbia un ricordo indistinguibile. Giocatore unico con talento fantastico, che rimane impresso per il suo stile. Insieme al giocatore c’era l’uomo che rappresentava perfettamente il motivo per cui tutti gli volevano bene. Era un uomo speciale, buono, È indimenticabile».

L’omaggio dell’Inter FC

«In seguito fu un grande amico, una persona per bene; un grandissimo dispiacere. È sempre stato un ‘protetto’, anche se non aveva bisogno veniva voglia di farlo – aggiunge l’ex patron nerazzurro -. Lo ha sempre capito e ha sempre ricambiato con lo stesso affetto. Hanno costruito la storia dell’Inter, è chiaro che vogliono bene all’Inter. Macchina regalata dopo la Intercontinentale? Mio padre era generoso, gesto fatto come a un figlio».

Beppe Marotta

Presente anche i rappresentanti attuali della società, dal vicepresidente Javier Zanetti, accompagnato dalla moglie, all’AD Beppe Marotta, che ha dichiarato: «Si dice genio e sregolatezza, il fatto che abbia accompagnato il suo modo di giocare con un’arte tutta sua personale ne contraddistingue un personaggio che fa parte della poesia del calcio e come tale va ricordato. Fa parte delle leggende del calcio, uno di quei personaggi che hanno generato grandi emozioni a tutti gli interisti. Il dolore per la perdita è la prova che un calciatore, con il suo insegnamento, può essere d’esempio per i giovani e per tutti gli appassionati – aggiunge -. È l’occasione anche per ricordare il numero 11 del Milan, Pierino Prati, che insieme a lui ha creato grandissime emozioni».

Mauro Bellugi e Luis Suarez

«Per il cinquantesimo compleanno di Pelé, che fece a Milano a San Siro, stavo parlando con lui e quando vide arrivare Mario mi disse ‘Mauro, ecco il professore’. Corso divenne tutto rosso quando glielo disse» ricorda Mauro Bellugi, suo ex compagno di squadra ai tempi dell’Inter, all’uscita della chiesa. «Era il mio migliore amico, abbiamo condiviso compleanni, vacanze. Anzi, era un fratello. Che tristezza, è un grande dispiacere. Un ricordo anche per Pierino Prati, mentre Mario era il mio migliore amico Pierino era il mio più grande nemico in campo nei derby, lo marcavo sempre io. Era un calcio meraviglioso, anche i ritiri passati insieme, era un altro periodo. Eravamo più attaccati alla maglia, non la baciavamo e poi andavamo via».