Verona piange Mario Corso, il mancino di Dio

Nato a Verona nel 1941, il mago delle punizioni che ha reso grande l'Inter degli anni Sessanta, è morto in ospedale dove era ricoverato da giorni. Domani sera l'omaggio dei nerazzurri che porteranno il lutto al braccio nella partita contro la Sampdoria.

Aveva 78 anni, l’icona della “Grande Inter”. Artista più che atleta, è stato un centrocampista molto famoso e amato. Fu l’inventore della punizione a “foglia morta” che gli regalò per sempre il soprannome di “piede sinistro di Dio”. L’Inter che lo ha visto protagonista è quella di Helenio Herrera che negli anni Sessanta vinse tre scudetti e due Coppe dei Campioni consecutive.

Quando smise di giocare divenne allenatore lavorando con diverse squadre, tra cui anche l’Inter. Il suo ultimo incarico da professionista è legato all’Hellas Verona nel 1992.

La squadra gialloblu ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa di Corso in una nota: «Hellas Verona FC piange la scomparsa di un grande interprete del calcio italiano qual è stato Mario Corso, sulla panchina gialloblù nel finale della stagione 1991/92. Le più sentite condoglianze a famigliari e amici tutti».

«Addio a Mario Corso, un grande Veronese e un mancino fenomenale che ha fatto la storia del calcio». Lo scrive su Facebook il deputato veronese Lorenzo Fontana, vicesegretario federale della Lega.