San Massimo, dal comune al quartiere

Il fondatore di APS Quartiere Attivo, Davide Peccantini, è intervenuto su Radio Adige Tv per parlare del quartiere di San Massimo e della sua storia, con qualche aneddoto sui suoi due forti.

Il quartiere di San Massimo è un’ex frazione di Verona e fino al 1927 fece comune a sè stante. A parlarci della sua storia e delle sue particolarità è stato Davide Peccantini, fondatore di APS Quartiere Attivo.

«San Massimo è stato “comune di San Massimo all’Adige” fino al 1927. La posizione attuale non è quella originaria, perchè fino al 1518 era posizionato nella zona tra il Lido comunale e Porta San Zeno: era davanti alla Porta di San Massimo, poi fu abbattuto con la spianata del 1519 e spostato nella posizione attuale. La chiesa è attestata per la prima volta nel I secolo dopo Cristo» ha spiegato Davide.

Lo stemma di San Massimo all’Adige

«Il comune di San Massimo all’Adige è stato istituito nel 1808 e lo stemma rappresenta tutta la zona del comune di San Massimo: Chievo, Borgo Milano, il Villaggio, quartiere Naivigatori, parte dello Stadio, Lugagnano e la Bassona. Lo stemma rappresenta: la Croce Bianca, la montagna è il Chievo (che in latino era “clivius mantici”, ossia il pendio della zona del Mantico), poi il campanile e sotto c’è la rappresentazione araldica dell’Adige».

Il generale Andrea Graziani

«L’ultimo sindaco di San Massimo all’Adige fu il generale Andrea Graziani, dal 1921 al 1927. Lui durante la Prima Guerra Mondiale fu soprannominato l’eroe del Pasubio e negli ultimi anni da sindaco diede un grosso impulso allo sviluppo urbanistico e industriale della zona del comune, tanto che nel 1921 aveva 6mila abitanti, mentre nel 1927 erano 9500. Quando poi fu creata la “grande Verona” e furono assorbiti tutti i comuni limitrofi, il comune di San Massimo era uno dei pochi che aveva un utile di 13mila lire, che sarebbero 11mila euro attuali».

«Gli aneddoti per San Massimo sono due – ha detto Davide – dopo la spianata del 1519 la leggenda racconta che per stabilire il luogo dove sarebbe dovuto sorgere la nuova chiesa di San Massimo fu fatto partire un carro trainato dai buoi e dove si sarebbero fermati lì sarebbero state poste le fondamenta della chiesa. Un altro aneddoto riguarda i forti. San Massimo ha due forti: forte San Massimo, che fa parte del primo campo trincerato del 1855 e fu abbattuto per far posto al raccordo ferroviario. Il secondo è forte Lugagnano, rimasto intatto, costruito tra il 1860 e il 1861, posizionato vicino all’ex seminario e doveva difendere un eventuale attacco da ovest. Aveva 616 soldati ed era dotato di 30 cannoni».