“Ernani” torna a Verona: il dramma verdiano tra simbolo, storia e passione
Redazione
Un momento cruciale tra un mondo passato in rovina e un mondo nuovo e misterioso. Luci, scene, materiali e movimenti dello spettacolo di Stefano Poda portano lo spettatore in una simbolica Bataille d’Hernani come fu quella vera e sconvolgente scatenata dal dramma di Victor Hugo. Classici contro romantici, tumulti e censure, fino a conquistare l’Europa e l’interesse di Verdi, che ne fece la sua quinta opera. Dopo vent’anni, domenica 14 dicembre è tornato a Verona Ernani, nuova produzione di Fondazione Arena per la chiusura della Stagione Lirica 2025 al Teatro Filarmonico di Verona. E vi rimane, con la grande musica verdiana, fino al 21 dicembre.
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In scena una prestigiosa compagnia di canto già apprezzata sui maggiori palcoscenici del mondo: nel ruolo del titolo debutta il tenore Paolo Lardizzone (17 dicembre) in alternanza con Antonio Poli (19 e 21 dicembre). L’amata Elvira è interpretata dal soprano Olga Maslova, Re Carlo dal baritono Amartuvshin Enkhbat e Silva dal basso Vitalij Kowaljow.
Nei ruoli di fianco Elisabetta Zizzo (Giovanna), Saverio Fiore (Don Riccardo), Gabriele Sagona (Jago). L’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro preparato da Roberto Gabbiani sono diretti da Paolo Arrivabeni, nell’edizione critica dell’opera per la prima volta al Filarmonico. Lo spettacolo, dal forte impatto simbolico, coinvolge diversi mimi e figuranti, con nuove sfide per i Tecnici areniani. A firmarne regia, scene, costumi, luci e movimenti mimici è Stefano Poda, già Premio Abbiati 2024 per il miglior spettacolo d’opera, creatore in Arena dell’Aida “di cristallo” e dell’ultimo Nabucco “atomico”, con l’assistenza di Paolo Giani Cei. Una collaborazione con l’Opera National Capitole Toulouse che ha contribuito per le scene e con il Teatro Regio di Torino per i costumi. Dopo la rappresentazione di mercoledì 17, ultime imperdibili repliche il 19 e 21 dicembre.
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La trama in breve
Spagna 1519. L’anziano Ruy Gomez de Silva sta per sposare la giovane nipote Elvira, la quale però ama, ricambiata, Ernani, nobile decaduto e da anni guida di un gruppo di banditi. Della bella e coraggiosa donna è innamorato anche il re di Spagna, acerrimo nemico della famiglia di Ernani: Carlo d’Asburgo, che approfitta del suo potere per rapire Elvira. Silva ed Ernani si coalizzano contro l’ingiustizia subìta, ad un patto: il prezzo è la testa di Ernani che, per onore, lo stesso bandito offre al vecchio nobile. Ad Aquisgrana, mentre diversi congiurati tramano contro di lui, Carlo è nominato imperatore del Sacro Romano Impero. La sua clemenza permette a Elvira ed Ernani di coronare il loro amore. Ma arriverà il momento di onorare il patto di sangue.
A gennaio prenderà il via la nuova Stagione artistica 2026 del Teatro Filarmonico, con sette tra opere e balletti e otto appuntamenti sinfonici: già in vendita nuovi abbonamenti, speciali carnet e biglietti per ogni spettacolo online e nelle biglietterie di via Dietro Anfiteatro e di via Roma.
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