Bacanal 2021, Giarola: «L’entusiasmo non manca, ma maggio non è febbraio»

Il direttore artistico del Comitato Bacanal del Gnoco, Antonio Giarola, è intervenuto su Radio Adige Tv per parlare dell'organizzazione del Carnevale veronese 2021, che dovrebbe svolgersi dall'11 aprile, covid permettendo.

Nemmeno il carnevale veronese è riuscito a scampare il Covid in questo 2021 bizzarro. La tradizionale sfilata dei carri e delle maschere del Bacanal e la cavalcata di Tommaso da Vico, che l’anno scorso è stato l’ultimo grande evento di festa generale proprio prima del lockdown, quest’anno sono state rimandata inevitabilmente a causa dell’emergenza sanitaria. Gli eventi carnevaleschi, quindi, covid permettendo, prenderanno il via l’11 aprile e il 7 maggio, forse, si potrà sfilare per le vie della città. A parlarcene è stato il direttore artistico del Comitato Bacanal del Gnoco, Antonio Giarola.

Cosa ci dovremo aspettare da questo Carnevale 2021? Sarà ancora più festoso, dato che l’attesa è stata più lunga del solito…

«Dobbiamo essere concreti: a noi l’entusiasmo non manca e nel Comitato c’è un gruppo di persone entusiaste che hanno tanta voglia di fare. Il problema è che c’è un problema che è sotto gli occhi di tutti e certi eventi non si organizzano dall’oggi al domani. Quindi qualche dubbio su maggio c’è ancora. Da parte nostra stiamo mettendo in moto tutto quello che è possibile per fare questo carnevale e una sfilata che, naturalmente, non potrà essere come quella del periodo del Carnevale: per chi lo sente come un fatto culturale maggio non può essere febbraio. L’ultimo evento del Carnevale dell’anno scorso è stata la cavalcata storica di Tommaso da Vico, con 100 cavalli e quindi quest’anno vorremmo riprendere da lì: una sfilata, ma anche una cavalcata storica migliorata e poi una festa di chiusura del Carnevale. L’unica cosa che non riusciremo a fare è il Magnifico Convivio, perchè ha dinamiche diverse e costi tali per cui dobbiamo essere certi almeno sei mesi prima della data e del luogo. L’evento è stato quindi spostato al 2022».

Quali sono le emozioni, i valori che porta in città un evento come il Bacanal del Gnoco?

«Il Bacanal del Gnoco è un gruppo di volontari che riporta in vita le tradizioni che ha vissuto da quando erano bambini. Uno dei nostri motti è “pensa, mille anni e semo ancora qua”. Il rilancio ufficiale però è dovuto a Orti-Manara, nella prima metà del 1800 e da lì in poi è stato un exploit e il Carnevale è tornato ad avere i suoi valori. Ricordiamoci anche il valore del mascherarci, di essere altro da sè per un periodo e poi arriva la Quaresima. Quindi il Carnevale, che deriva da feste pagane, in realtà è stato tollerato dalla chiesa per permettere un periodo di sfogo prima della Quaresima. Il nome poi sembra che derivi dal latino “carnem levare”, togliere la carne quando si va in Quaresima».

Un’ultima domanda più personale: c’è un momento preferito, che aspetta ogni anno durante il carnevale?

«Io frequento il carnevale da molti anni, prima frequentavo il carnevale veneziano di cui ho curato la regia per alcuni anni. Devo dire la verità, l’aspetto che preferisco è quello del costume: ho una collezione enorme di costumi ed era un po’ il mio vezzo. Il Bacanal del Gnoco sta vivendo un carnevale virtuale e devo ricordare l’album di figurine, scritto da Alverio Merlo, per i bambini e le famiglie che possono vivere il carnevale di Verona anche in “lockdown”».