L’integrazione secondo il Team La Villa

Team La Villa

Un gruppo di aspiranti calciatori ospitati al Cas di Roncolevà ha espresso il desiderio di scendere in campo. Un gruppo di volontari della Polisportiva Azzurra e del Circolo Noi “San Zeno” di Nogarole Rocca si sono resi disponibili. Dal loro incontro è nato il “Team La Villa”.

«Ce l’avete messa tutta e questo è il premio» sono le parole di coach Marco Bicego negli spogliatoi, pochi minuti prima della finale del campionato di calcio a 5 del “Noi sport” Verona, domenica 26 maggio a Vigasio. «Ricordate: abbiamo bisogno di un gol più di loro, ci basta. E così noi scriviamo la nostra storia».

E l’hanno scritta davvero la loro storia. Diplo, Kalley, Souley, Camara, Issa. Insieme a Giovanni e Marco sono il “Team La Villa“, una squadra nata dal semplice desiderio di giocare a calcio, espresso da alcuni degli ospiti del Centro di accoglienza straordinario di Roncolevà, un Cas già noto alle cronache in passato per le rumorose proteste di alcuni cittadini. L’opportunità di fare sport è arrivata con il progetto “Sport welcome refugees” voluto dalla Cooperativa Versoprobo, che gestisce il centro, insieme alla Polisportiva Azzurra Nogarole e al Circolo Noi “San Zeno” di Bagnolo di Nogarole Rocca.

«Abbiamo conosciuto i ragazzi del centro in seguito a un incontro con i giovani della nostra parrocchia, circa un anno e mezzo fa» racconta Emanuele Sandrini, presidente del Circolo Noi di Bagnolo. «Visto che i ragazzi vengono a Bagnolo anche per la scuola di italiano, abbiamo avuto l’occasione di conoscerli meglio e con la cooperativa abbiamo pensato che potesse essere positivo provare un’esperienza sociale e di gioco. È stato fondamentale il gruppo che si è creato fra loro e con noi che li abbiamo seguiti».

Da febbraio hanno partecipato al torneo di calcio a 5 del “Noi sport” Verona, classificandosi primi. Domenica a Vigasio hanno giocato la finale, e anche se sul campo alla fine un gol in più l’hanno fatto gli avversari, il Team La Villa si è portato a casa qualcosa in più della targa per il secondo classificato.

«Abbiamo imparato a conoscerci a vicenda e siamo riusciti ad arrivare a ottimi risultati» racconta Marco Bicego, allenatore della squadra. «Tutto è iniziato a febbraio, ci sono voluti dei mesi, ma come in tutti i rapporti è importante avere pazienza e incontrarci a metà strada».

Di strada i ragazzi ne hanno fatta, arrivano dal Mali, dalla Guinea, dal Gambia, e dalla casa che li ospita a Roncolevà partono ogni mattina, quasi sempre in bicicletta, per andare a lavorare o a scuola. Oltre al calcio, danno anche una mano a Giovanni Marini, portiere della squadra e presidente della Polisportiva Azzurra, nella gestione degli impianti sportivi di Pradelle.

Con i nuovi regolamenti sull’accoglienza, progetti come “Sport welcome refugees” non sono più replicabili. «Ci sono stati dei cambiamenti con il nuovo decreto, e tagli nei servizi erogati. È già venuta a mancare una parte dell’insegnamento, il ruolo della psicologa e dell’infermiera all’interno del centro» spiega Giacomo Quartaroli, operatore della Cooperativa Versoprobo che gestisce il Cas di Roncolevà. «Le cose si complicano, ma vediamo che la maggior parte dei ragazzi hanno voglia di fare e questo aiuta a portare avanti la vita del Cas. Più che i servizi, è importante la buona volontà dei ragazzi».

Giovanni, Marco ed Emanuele, nonostante il futuro incerto del Team La Villa, sono però pronti a trovare altre strade per dare un futuro all’esperienza. Si parla già di partecipare a qualche altro torneo e coinvolgere nella squadra alcuni giovani del paese.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.