Il sindaco di Negrar Rossignoli: «Il traffico in Valpolicella in 15 anni è raddoppiato»
di Alessandro Bonfante
Fausto Rossignoli, sindaco di Negrar di Valpolicella, è stato ospite della nuova puntata di “D Giovedì”, in onda ogni giovedì alle 21 su Radio Adige TV.
Negli studi di Verona Network, per il format “Un quarto d’ora con…“, Rossignoli affronta con i temi caldi della sua amministrazione: dalla viabilità soffocata, all’attrattività dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria, che contribuisce alla necessità di offrire alloggi a giovani famiglie.
Il sindaco tocca anche il tema di siti delicati come Villa Albertini e l’area ex-Monfortani, oltre alle sfide post-incendio Coati.
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Guarda l’intervista a Fausto Rossignoli
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Una sintesi dell’intervista
Partiamo dal tema del vino. Si è appena concluso il Vinitaly e a Negrar di Valpolicella c’è stato da poco il Palio del Recioto. Il vino è una risorsa fondamentale, ma sta vivendo un momento particolare: da un lato le preoccupazioni del mercato, dall’altro il rilancio con l’enoturismo. Qual è la situazione attuale?
Questi due grandi eventi, ciascuno rilevante per ragioni diverse, ci hanno lasciato in eredità, per un verso, qualche preoccupazione per il mercato internazionale del vino. È una situazione che preoccupa e per la quale è in corso una riflessione serissima fra tutte le istituzioni, gli enti e le associazioni di categoria. Ci sono delle iniziative già messe in campo e altre che verranno attuate a breve. Sono molto fiducioso che la situazione rientri e che finalmente possa esserci la svolta. Dall’altra parte, uno degli aspetti positivi è la crescita esponenziale del fenomeno dell’enoturismo e del turismo esperienziale sul territorio. Il 2025 si è chiuso con circa 100mila pernottamenti, che è un piccolo record per Negrar. È un turismo indotto anche dall’offerta di servizi sanitari, ma spesso il cosiddetto “turista sanitario” si trasforma anche in enoturista.
Guardando la mappa della Valpolicella, a nord-ovest di Verona, le strade sono spesso sature. Qual è il problema della viabilità nella vostra zona?
In Valpolicella è esploso il problema della viabilità, in particolare su Negrar. Abbiamo un grande ospedale di cui siamo orgogliosi e con il quale collaboriamo a 360 gradi, ma oltre agli aspetti positivi c’è il problema del traffico indotto proprio da questa eccellenza sanitaria. Pensate che le due provinciali che portano a Negrar, la Provinciale 4 in uscita da Parona e la Provinciale 12 che parte da Santa Maria, registrano quotidianamente oltre 60mila passaggi. Quindici anni fa eravamo fermi a 30mila: il traffico è raddoppiato. Insieme a tutti gli altri comuni della Valpolicella abbiamo deciso di dare una svolta a questa criticità. Abbiamo chiesto un finanziamento alla Provincia per avere finalmente uno studio di alternative progettuali definitivo, che ci consegni una proposta di viabilità realmente risolutiva e che metta insieme tutti gli enti interessati. Una proposta studiata bene dal punto di vista ambientale, sociale, paesaggistico ed economico può superare le riserve incontrate finora e portarci finalmente a una soluzione per un problema che compie quasi cinquant’anni.
Un tema di lungo corso per chi conosce Negrar è quello di Villa Albertini, rimasta in abbandono come l’area ex-Monfortani. Ci spiega la situazione di questi due punti?
Sono due nodi tuttora irrisolti. Villa Albertini è un compendio prezioso che il Comune ha acquisito alcuni anni fa, ma per il quale non si è ancora riusciti ad attribuire una destinazione sostenibile a causa dei costi ingentissimi di ristrutturazione. Contiamo di farcela attraverso un progetto di partenariato pubblico-privato, assicurando alla parte storica e monumentale una destinazione coerente con le esigenze sociali – legata al mondo degli anziani, dei giovani o delle famiglie – e riservando la parte verde come grande polmone della frazione di Arbizzano. La manifestazione di interesse sarà pubblicata a settimane. Per l’area ex-Monfortani, che giace tra i ruderi da circa vent’anni dopo il fallimento della società proprietaria, siamo a buon punto nel percorso di valorizzazione. Conto di attivare la soluzione definitiva entro la fine del mandato.
Tornando all’ospedale di Negrar, eccellenza assoluta nella ricerca e nell’assistenza: c’è una questione legata agli alloggi. Quale può essere la soluzione per chi vuole vivere qui?
Questo è un aspetto che dobbiamo gestire insieme all’ospedale. La sua eccellenza attrae moltissimi visitatori e ha attivato una vasta offerta di locazioni turistiche e B&B, che però hanno depauperato il mercato delle soluzioni residenziali. Per una coppia giovane che vuole restare a Negrar e radicarsi, trovare casa è diventato quasi impossibile. Entro la fine dell’anno, con l’adozione del Piano degli Interventi, ci sarà una forte offerta di nuove soluzioni residenziali. Mi riferisco a quattro lottizzazioni importanti in via Camarele, alla soluzione per l’area ex-Monfortani e al recupero di Villa Albertini. Tutto questo avverrà a consumo di territorio agricolo rigorosamente zero, offrendo qualche centinaio di alloggi preziosi per superare questo momento difficile.
Tre anni fa l’incendio dello stabilimento Coati creò grande preoccupazione ambientale al confine tra Arbizzano e Parona. Ci può dare un aggiornamento?
In questo momento, sulla parte compromessa dall’incendio, sono stati ultimati gli accertamenti e i monitoraggi. È in corso lo smaltimento di ciò che è rimasto e, se la programmazione sarà rispettata, nell’arco di un anno l’area sarà libera per le nuove destinazioni della proprietà. Su un altro pezzo importante dell’area Coati, non coinvolto dall’incendio, è in corso la progettazione di nuove soluzioni artigianali e industriali. Questo è importante perché offrirà un paio di soluzioni viabilistiche: una grande rotonda che risolverà molti problemi attorno allo Sporting Club e una strada che congiungerà direttamente la Provinciale 4 attraversando l’area fino al Nassar, alleggerendo il traffico su Arbizzano.
Parliamo della caserma dei Vigili del Fuoco, una necessità espressa da tempo. Si parla della sede a Pescantina come riferimento per l’area a ovest di Verona. Qual è la prospettiva?
La soluzione è in via di accelerazione. Dopo qualche rallentamento si sta andando spediti verso l’insediamento a Pescantina. I tempi sono maturi e dobbiamo farli maturare in fretta, perché il rischio concreto per la Valpolicella, qualora non dovessimo rispettare le scadenze, è quello di perdere il finanziamento e l’assegnazione della dotazione organica già prevista.
Cosa chiedono i cittadini sul fronte della sicurezza e come state lavorando sul territorio?
I cittadini chiedono controllo, monitoraggio e grande attenzione. Credo che stiamo dando una buona risposta. Essendo un paese grande, registriamo alcuni fatti di cronaca, soprattutto furti nelle case, che ci preoccupano, ma i dati sono in linea o inferiori a quelli delle altre aree. Stiamo presidiando il territorio con un corpo di Polizia Locale validamente assistito e con una rete di videosorveglianza tra le più performanti della provincia, che continueremo a estendere. Stiamo anche incrementando i gruppi di controllo del vicinato, che coinvolgono circa 500-600 persone, e abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione con i Carabinieri.
Andiamo verso la chiusura. La Valpolicella è terra di grandi vini come Recioto, Amarone e Valpolicella, qual è il suo preferito? Non mi dica Soave…
Il mio vino preferito è il Ripasso, in tutte le sue declinazioni. Credo che sia uno dei vini migliori al mondo.
Un’ultima domanda: ai sindaci spesso si chiede di tutto e fanno un po’ da “parafulmine” per ogni problema. Quindi le chiedo: chi glielo fa fare?
Qualcuno dice che sono “disturbato” (ride, ndr). Io dico che c’è una passione che, ad un certo punto della vita, quando le pressioni del lavoro e della famiglia iniziano a diminuire, trova quegli spazi necessari. È qualcosa che, evidentemente, portiamo dentro da sempre nel cuore e nell’animo.
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