Zaia: «Pronti due piani per gestire l’emergenza idrica»

Piano Siccità e Piano Ricerca delle Perdite sono i due interventi strategici messi a punto dalla Regione per contrastare la crisi dell'acqua che, da settimane, affligge tutto il territorio. Stanziati più di 715 milioni di euro per 192 interventi

Luca Zaia
Luca Zaia

Nessun miglioramento, ancora bollino rosso in tutto il Veneto per l’emergenza idrica che affligge i diversi comuni da settimane. Interviene il presidente Zaia che, in veste di Commissario delegato per gli interventi urgenti per gestione della crisi, sta definendo un Piano interventi.

Il Soggetto Attuatore coordinatore, Nicola Dell’Acqua, avvalendosi delle strutture tecniche di Viveracqua e degli enti e delle amministrazioni coinvolte nell’emergenza, ha individuato nel Piano Siccità e nel Piano Ricerca delle Perdite già elaborati dagli enti gestori pubblici del Veneto le basi fondamentali su cui attuare il piano degli interventi che verrà presentato alla Protezione Civile Nazionale per l’approvazione.

«La situazione è particolarmente critica in tutta la regione – afferma Zaia -. Il piano degli interventi prevede di agire, da un lato, per far fronte alla siccità con 192 interventi sulle interconnessioni per oltre 715 milioni di euro, dall’altro, sul fronte della ricerca delle perdite con un investimento da oltre 400 milioni di euro mirati a far fronte agli sprechi. Si tratta di mettere in atto interventi già indicati dai nostri enti gestori che, oltre ad agire rapidamente sull’emergenza, stanno accelerando sul resto delle opere».

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« Oltre a tutto ciò –sottolinea il presidente della Regione in veste di Commissario -, stiamo ragionando con gli enti gestori rispetto alla necessità di impostare una strategia complessiva, coinvolgendo gli altri usi, agricoli e industriali, compreso il settore idro-elettrico. Ricordo che in Veneto il prelievo di acqua dolce per l’uso idro-potabile non arriva al 20% e ciò implica una riflessione concreta e ampia sul tema».

Emergenza siccità Val d'Illasi
Un impianto a Soave, il letto del torrente Tramigna è in secca. Foto d’archivio

Il Piano Siccità prevede interventi di emergenza per garantire la fornitura di acqua idropotabile e la messa in sicurezza del servizio nelle attuali e gravose condizioni climatiche. Inoltre, gli enti gestori hanno già programmato interventi strutturali per attenuare, se non eliminare, le conseguenze di eventi siccitosi (come quello attuale inserito nelle pianificazioni del Consigli di Bacino).

La proposta è inserire nel piano degli interventi emergenziali un aggiornamento delle reti infrastrutturali su tutta la regione: questo permetterebbe la messa in sicurezza delle strutture per l’approvvigionamento e la distribuzione di acqua potabile nel territorio veneto. Gli interventi che i gestori propongono sono misure di adattamento infrastrutturale mirati a interconnettere sistemi acquedottistici oggi alimentati da fonti diverse, alcune delle quali vulnerabili al cambiamento climatico. Per adattarsi alle nuove condizioni climatiche sono necessarie infrastrutture più resilienti in grado di contrastare diversi eventi, dalle alluvioni alla siccità.

Gli interventi previsti sono 192 (dei quali 17 emergenziali, 146 pianificati e 29 da pianificare) per un totale di 715.182.194 euro. Di questi circa 72 milioni pari a 16 interventi (3 emergenziali, 12 pianificati e uno da piaficare) sono destinati al Bacino del Po.

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siccità coldiretti verona. Campo arido nella zona di Gazzo Veronese
Campo arido nella zona di Gazzo Veronese, foto d’archivio

Il secondo caposaldo del piano del Commissario per far fronte all’emergenza idrica 2022 in Veneto è il Piano ricerca delle perdite: l’obiettivo è ridurre lo spreco di acqua nel servizio idrico. La ricerca delle perdite nel sistema acquedottistico veneto passa attraverso l’applicazione delle più moderne ed efficaci tecnologie del settore e prevede l’acquisizione di un’enorme massa di dati da trasformare in preziose informazioni attraverso distrettualizzazioni e modellizzazioni di sistemi idrici complessi. Alla luce di questi dati, prima si procede a prelocalizzare e poi a localizzare con precisione le perdite di rete, al fine di agire in maniera mirata. Questo investimento immediato e straordinario in Veneto si attesta su 400 milioni di euro, anche a valere sul PNRR.

La riduzione delle perdite passa poi attraverso la sostituzione e l’ammodernamento delle condotte. Nei prossimi 10 anni in Veneto, verranno investiti circa 900 milioni per rinnovare le reti acquedottistiche che, in media, perdono oggi circa il 40% dell’acqua prelevata.

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