Zaia: «Le province venete non dovevano essere inserite nel decreto»

Padova, Treviso e Venezia non dovevano essere inserite fra le zone con le misure più stringenti dal nuovo decreto, secondo Zaia. Che aggiunge: «Da chiarire il trasporto delle merci, deve essere libero».

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Luca Zaia

Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha ribadito questa mattina, con un post su Facebook e un’intervista a Rtl 102.5, la propria contrarietà all’inserimento delle province di Padova, Treviso e Venezia fra le zone interessate dalle misure più stringenti del decreto firmato in nottata dal Presidente del Consiglio.

Il presidente Zaia sottolinea inoltre che «non è stato interpellato per un parere prima della definizione del decreto e che l’ultimo contatto con Conte è stato prima di mezzanotte».

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«Avevamo chiesto di attendere almeno fino a questa mattina per presentare delle controproposte, ma non è stato possibile. In Veneto ci sono 47 persone in terapia intensiva e 658 persone positive, ma molte di queste senza sintomi» ha spiegato Zaia in diretta a Rtl 102.5.

«Noi non abbiamo però le caratteristiche per essere zona rossa, e non lo dico per vanto, lo dico per ciò che i dati ci segnalano». Secondo Zaia le tre province venete non sono assimilabili ad altre zone in cui si è diffuso il contagio perché nei casi di Padova, Treviso e Venezia si tratta di cerchie circoscritte. «La provincia di Treviso ha un cluster che è tutto ospedaliero, in quanto il contagio si è diffuso nel reparto della signora poi deceduta. I contagiati sono stati isolati e passeranno la quarantena. Per quanto riguarda la provincia di Padova c’è la questione di Vo‘, con 66 contagiati, di cui 11 in ospedale. Anche il cluster di Venezia è un cluster ospedaliero».

Il presidente Zaia sottolinea la necessità di chiarimenti per quanto riguarda il trasporto delle merci. «Il decreto, da quanto si capisce, deve permettere ai cittadini di spostarsi per andare a lavorare. C’è però la questione dei trasporti delle merci che non è chiarito e deve essere libero, altrimenti si ammazzano le aziende».

Il post su Facebook

Il presidente Zaia ha inoltre sottolineato la contrarietà con un post sulla sua pagina Facebook. «Il Veneto si oppone alla creazione delle tre zone di isolamento previste dal Dpcm. Nelle controdeduzioni inviate al Governo, sulla base delle conclusioni scientifiche cui il comitato tecnico scientifico è giunto stanotte, ho chiesto lo stralcio del blocco deciso per le 3 province di Padova Treviso e Venezia».

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«A fronte di cluster circoscritti, e che non interessano in maniera diffusa la popolazione generale, non si comprende il razionale di una misura che appare scientificamente sproporzionata all’andamento epidemiologico».

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Posted by Luca Zaia on Sunday, March 8, 2020

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Posted by Luca Zaia on Sunday, March 8, 2020

«Noi veneti – ha detto Zaia – non ci siamo mai tirati indietro, io non mi sono mai permesso di dissentire, anche se c’erano misure che a volte avrei fatto in un’altra maniera. Ma questo decreto per un’interpretazione ha bisogno minimo di una circolare attuativa. Tutto magari ha una ratio, ma per noi veneti, in questo momento no».