Zaia: «Brutto vedere le piazze piene»

«Sono imbarazzanti le foto viste in questo ultimo fine settimana delle piazze strapiene di gente, delle scampagnate» commenta Luca Zaia.

Zaia piazze piene Veneto Padova
Foto d'archivio Ansa.

«Sono imbarazzanti le foto viste in questo ultimo fine settimana delle piazze strapiene di gente, delle scampagnate. Sembra che si viva come se non ci fosse un domani. Qui per colpa di pochi tutti rischiamo di rimetterci». Lo ha detto il governatore Luca Zaia, stigmatizzando le immagini di assembramenti nelle città del Veneto che si sono moltiplicate sui social.

«Non è che se si rinuncia ad una domenica di spritz, alla ‘castagnata’, cade il mondo» ha aggiunto Zaia. «Se noi dovessimo guardare al sistema ospedaliero – ha detto – siamo in zona gialla senza problemi, ma guardando ad altre situazioni non sono mica così sicuro».

I dati del contagio

Sono 2.223 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Veneto nelle ultime 24 ore, che portano il totale dall’inizio pandemia a oltre quota 80 mila, a 81.492. Il dato emerge dal Bollettino regionale, che segnala 53.145 contagiati attuali. Si segnalano inoltre 21 decessi in più rispetto a ieri, con il totale a 2.595. Negli ospedali si registrano 113 nuovi ricoveri nei reparti non critici (totale 1.580), e 10 nelle terapie intensive, con totale a 203.

Prosegue anche in Veneto, come in tutta Italia, la criticità per la carenza di personale, sia negli ospedali che, ancor più marcatamente, nella case di riposo. «Stiamo facendo uno sforzo immane per garantire a tutti il minimo vitale – ha detto la Lanzarin – ma contemporaneamente la Regione Veneto ha chiesto ufficialmente al Ministro Speranza un intervento straordinario per garantire e accelerare le assunzioni necessarie».

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Tende fuori dagli ospedali

Tende riscaldate verranno installate nuovamente – come durante la prima ondata del virus – davanti a tutti gli ospedali del Veneto, per fronteggiare un eventuale peggioramento dell’emergenza. «Noi ci prepariamo al peggio, naturalmente essendo ottimisti e sperando che non servano», ha detto il governatore Luca Zaia, annunciando il provvedimento.

tende coronavirus
Tende al polo Confortini di Borgo Trento, febbraio 2020

Saranno strutture riscaldate, davanti ai nosocomi, presidiate dalla Protezione civile, che potranno essere utilizzate per i triage, le prime cure ai pazienti problematici, per l’attesa della presa in carico dei malati, «non c’è nulla di scandaloso», ha concluso Zaia.

Sono già in fase di montaggio le prime 3 tende. Nella prima fase dell’emergenza, a marzo, erano state posizionate 128 tende davanti agli ospedali della regione, oltre ad alcuni posti medici avanzati. (Ansa)

L’Assessore Bottacin ha illustrato le modalità con cui la Protezione Civile dislocherà le postazioni mobili esterne agli ospedali. «Ci muoveremo con celerità, come nel marzo scorso – ha detto – quando ne attivammo 128 in pochi giorni. Nella teleconferenza di oggi con i direttori generali abbiamo concordato che siano loro a segnalarci la necessità e l’utilizzo sanitario e i nostri volontari in poche ore effettueranno la posa. Abbiamo già ricevuto alcune richieste e la macchina organizzativa è partita».

Il commento dei presidente del Veneto

«La situazione negli ospedali è di pressione, ma non di crisi. Ciò che preoccupa è una evidente leggerezza con cui troppe persone stanno tarando i loro comportamenti rispetto alle necessità assolute di garantire il distanziamento sociale e l’uso costante della mascherina».

Luca Zaia
Luca Zaia

«Dal punto di vista organizzativo abbiamo ancora un buon margine di posti letto sia in area non critica che nelle terapie intensive, ambito nel quale abbiamo il 17% di tasso di occupazione Covid. La situazione peraltro evolve di ora in ora e, come nella precedente ondata, non ci faremo trovare impreparati».

«Proprio oggi ho autorizzato l’allestimento da parte della Protezione Civile di strutture mobili riscaldate esterne agli ospedali per agevolare il triage e garantire assistenza a eventuali pazienti per i quali ci potesse essere un’attesa per il ricovero. In Veneto, comunque, garantiamo un letto a tutti». Lo ha detto il Presidente della Regione, Luca Zaia, facendo oggi il punto della situazione del Covid-19 in Veneto, affiancato, come sempre, dagli assessori Manuela Lanzarin (Sanità) e Gianpaolo Bottacin (Protezione Civile).

Zaia ha quindi annunciato che da domani il Veneto caricherà a livello nazionale anche i circa diecimila tamponi rapidi che vengono effettuati ogni giorno. «Fino ad oggi – ha precisato – anche le positività riscontrate con i rapidi venivano conteggiate nell’ambito del numero di quelli molecolari, alzando così in maniera impropria il tasso di incidenza tra positività e tamponi. Mi risulta che farà così anche l’Emilia Romagna».

Sul fronte degli eccessivi assembramenti verificatisi nel fine settimana, Zaia ha annunciato per domani un incontro di coordinamento con i sindaci, per concordare “eventuali” misure.

L’app “Zero Covid Veneto”

In arrivo anche l’App, che si chiama “Zero Covid Veneto”, grazie alla quale le persone in isolamento domiciliare, con o senza sintomi, potranno comunicare la loro situazione ai sanitari, segnalare miglioramenti o peggioramenti, chiedere l’intervento diretto a domicilio, aiutando il lavoro dei contact tracer che sono alle prese con migliaia di positivi da tracciare.

«C’è un problema posto dal Garante della Privacy che risolveremo con una legge in Consiglio regionale, dove domani si riunirà la Commissione e venerdì il Consiglio per l’approvazione. Stiamo per attivare un grande servizio per le migliaia di persone in isolamento e non mi pare una violazione della privacy se loro, spontaneamente, ci dicono come stanno e se hanno bisogno di aiuto. Niente a che fare e nessuna concorrenza con Immuni, perché la nostra ha tutt’altri obbiettivi».

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