Video del Mottarone, Andolfatto: «Serve chiedersi fin dove può spingersi il dovere di informazione»
Ha fatto molto discutere nei giorni scorsi la pubblicazione di un video che mostrava gli ultimi istanti di vita delle persone presenti nella cabina della funivia del Mottarone, tragedia dalla quale si è salvato soltanto il piccolo Eitan. Sulla questione era intervenuto, criticandone la diffusione, anche il senatore Zuliani definendolo «squallido voyeurismo».
A Buongiorno Verona Live, oggi ospite Monica Andolfatto, segreteria regionale del Sindacato giornalisti Veneto, ne ha approfondito la tematica dal punto di vista del diritto di cronaca.
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«Il dibattito è aperto e rimarrà aperto. Decidere di mettere in onda gli ultimi istanti di vita di quattordici persone spetta al direttore responsabile, una scelta comunque legittima. Non si è commesso reato, certo si può discutere se esso sia opportuno» spiega. «Io non l’ho visto e sono d’accordo sul fatto che queste immagini non aggiungano niente di più alla tragicità dell’evento in sé».
«Invito solo a pensare a una cosa, se avremmo fatto la stessa scelta se tra quelle persone ci fossero stati nostri parenti» aggiunge. «Quello che a me preoccupa è chiederci se alla base di una scelta editoriale non ci sia dovere di cronaca ma di rincorrere un certo voyeurismo del dolore, per spettacolarizzare la morte e aumentare l’audience».
«Non voglio insegnare nulla a nessuno ma suscitate un dibattito. Il dovere di un giornalista è informare e queste immagini non informano su nulla, si basano solo sulla sensibilità delle persone. Dobbiamo chiederci cosa significhi per noi l’informazione e riflettere sul ruolo del giornalista oggi» conclude. «Ciò che è più importante in questi casi è il rispetto, soprattutto per i familiari delle vittime».
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