Veronafiere, eletto il nuovo cda: «Bricolo farà bene». Le opposizioni: «Logica spartitoria»

Ieri i soci di Veronafiere hanno approvato il bilancio 2021 ed eletto il nuovo consiglio di amministrazione. Critiche dalle opposizioni per non aver atteso le elezioni e l'assenza di donne. Anche dall'Ordine dei Commercialisti la nota sulla parità di genere.

Federico Bricolo
Federico Bricolo

Eletto il nuovo consiglio di amministrazione di Veronafiere Spa

L’Assemblea dei soci di Veronafiere Spa, riunita ieri in seduta ordinaria, ha approvato all’unanimità il bilancio 2021 ed eletto i sette membri del nuovo Consiglio di Amministrazione, secondo quanto previsto dallo statuto approvato il 18 febbraio scorso. Soddisfatti i membri dell’attuale maggioranza di Palazzo Barbieri, mentre dalle forze di opposizione si accusano sindaco e alleati di «logica spartitoria» e si fa notare l’assenza di donne nel cda.

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Il nuovo presidente è Federico Bricolo, già deputato e senatore della Lega, di cui è attuale commissario elettorale cittadino. In Parlamento ha ricoperto, negli anni, diverse cariche di rilevo, da quella di Segretario della Commissione bicamerale d’inchiesta Antimafia a quella di Presidente del Gruppo dei Senatori della Lega Nord. Da luglio 2020 è consigliere di amministrazione dell’Aeroporto Catullo.

Federico Bricolo e Maurizio Danese
Federico Bricolo e Maurizio Danese

I due vicepresidenti sono Matteo Gelmetti, confermato, il quale è vicepresidente di PTSCLAS SpA e candidato alle prossime elezioni di Verona nella lista di Fratelli d’Italia; e Romano Artoni, già consigliere della società fieristica dal 2017 e vicepresidente dal 2017 al 2019 e presidente di UniT, società informatica del Gruppo Unicredit.

Confermato consigliere anche l’ormai ex presidente Maurizio Danese, alla guida di Veronafiere SpA dal 2015 per due mandati, presidente di Aefi (Associazione Esposizioni e Fiere italiane) e vicepresidente di Pregis SpA. Per Danese si attende la nomina ad amministratore delegato.

Gli altri consiglieri sono: Alberto Segafredo, ad di Ven-to, analista finanziario e membro del Comitato finanza di Fondazione Cariverona; Alex Vantini, presidente Coldiretti Verona; Mario Veronesi, presidente del Gruppo Veronesi SpA.

Qui le dichiarazioni di Maurizio Danese e Federico Bricolo.

Le reazioni politiche

L’assessore alle Aziende partecipate Stefano Bianchini (candidato per Sboarina Sindaco-Battiti) commenta così: «I soci si sono messi d’accordo, hanno trovato persone di alto profilo. Si continua sull’onda dei grossi risultati della Fiera, nonostante la pandemia. Bricolo farà bene».

L’onorevole Gianni Dal Moro, candidato alle amministrative con il Partito Democratico a sostegno di Damiano Tommasi, commenta: «La decisione di rinnovare il Cda della Fiera prima delle elezioni amministrative della città rappresenta uno strappo incomprensibile e difficilmente componibile. L’individuazione e la designazione dei nuovi componenti il cda di viale del Lavoro costituisce inoltre una grave violazione perpetrata contro tutte le donne di Verona».

Gianni Dal Moro
Gianni Dal Moro

Nel nuovo cda siedono infatti sette uomini e nessuna donna. «Ritengo inconcepibile che non si sia trovata nessuna professionista qualificata in grado di interpretare e qualificare il tessuto cittadino dentro la più importante società, partecipata dal Comune, che opera per la crescita del sistema produttivo dentro l’orizzonte nazionale e internazionale» continua Dal Moro.

«Prima ancora di valutare e organizzare ogni forma di opposizione possibile e legittima rispetto a tale scelta, intendo esprimere tutto il mio rammarico per un orientamento maschile, maschilista e masochista espresso oggi» conclude il deputato Pd.

Simile il commento della collega di partito e a sua volta candidata Pd con Tommasi, Alessia Rotta, che parla di «arroganza politica dell’amministrazione Sboarina e dei partiti che la sostengono. Con la Lega che ha fatto merce di scambio della candidatura a sindaco, accettando di sostenere Sboarina in cambio della presidenza a Bricolo».

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Alessia Rotta
Alessia Rotta

«Una pratica spartitoria inaccettabile tipica di chi predilige logiche di potere all’interesse generale, che in questo caso è ancora più odiosa perché esclude la rappresentanza femminile da un ente così importante. Il principio della pari rappresentanza di genere dovrebbe essere garantito a prescindere dall’esistenza di normative specifiche» dice Rotta.

Anche Elisa Dalle Pezze (presidente Seconda Circoscrizione e candidata Pd) si esprime sul tema: «I soci della Fiera, in particolare il Comune di Verona, dimentica metà della società, le donne. Come se non ci fossero donne preparate, competenti e all’altezza di ricoprire ruoli di responsabilità in Fiera a Verona».

Giorgio Pasetto e Lorenzo Dalai (candidati nella lista Azione-Più Europa) commentano: «Ormai siamo oltre la casta. Sboarina e la destra che lo sostiene hanno talmente paura di non poter lottizzare i centri di potere veronesi da farlo adesso, 3 settimane prima del voto».

«L’interesse di questa politica non è che Verona cresca come prestigio e produttività, ma che garantisca potere e stipendi ad amici e militanti. La nostra idea è che le partecipate debbano essere tali nel nome dell’impegno serio e delle competenze e che l’unica politica che possa trovarvi spazio sia quella manageriale e dello sviluppo» concludono Pasetto e Dalai.

Di «inciucio» aveva parlato nelle scorse ore il consigliere comunale Michele Bertucco, candidato con In Comune per Verona-Sinistra Civica Ecologista e lo stesso fanno i candidati di Traguardi Tommaso Ferrari e Beatrice Verzè: «Una forzatura, un inciucio. Non c’è altro modo per definire la nomina del nuovo gruppo dirigente di Veronafiere a venti giorni dalle elezioni amministrative».

«Siamo inoltre sconcertati dalla decisione di nominare un Consiglio d’Amministrazione composto da soli uomini. Ci chiediamo se sia questa l’immagine inaccettabile che la Fiera di Verona vuole mostrare agli stakeholder di tutto il mondo».

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Anche l’Ordine dei Commercialisti critica l’assenza di donne nel cda

Il Comitato Pari Opportunità dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Verona dichiara in una nota diffusa alla stampa: «Apprendiamo dai media che il Consiglio di Amministrazione di Verona Fiere S.p.A, nominato ieri con un numero di componenti aumentato da 5 a 7, è costituito da soli uomini. Verona Fiere si è così dotata di un organo amministrativo e di un organo di controllo con personalità e professionalità esclusivamente maschili, escludendo la componente femminile».

«Con questa scelta la città di Verona, attraverso il voto espresso da alcune tra le sue massime istituzioni tra cui il Comune, socio di maggioranza relativa al 39,48% e la Camera di Commercio, socio al 14,36%, oltre che dai soci appartenenti al mondo finanziario, ha ignorato il principio del rispetto della parità di genere. Un’opportunità persa per la città, e un pericoloso passo indietro nel rispetto e nella promozione delle pari opportunità».

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