Verona, prime scintille da campagna elettorale

Si alzano i toni della campagna elettorale, a meno di un mese dal voto delle amministrative a Verona.

consiglio comunale verona mozioni

Dopo la presentazione ufficiale delle liste, lo scorso fine settimana, è stato estratto a sorte l’ordine su cui saranno elencate sulle schede. E intanto a Verona si alzano i toni della campagna elettorale, a meno di un mese dal voto delle amministrative.

Il movimento civico Verona Domani, che sostiene il sindaco uscente Federico Sboarina e ieri sera ha tenuto la convention di presentazione a Parco Ottocento, accusa Pd e Tosi di “inciucio” tramite una nota inviata alla stampa.

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Matteo Gasparato, presidente e fondatore di Verona Domani
Matteo Gasparato, presidente e fondatore di Verona Domani

Secondo il gruppo di Matteo Gasparato e Stefano Casali, «Tra il Pd e Tosi, qualora si andasse al ballottaggio sono in corso da settimane le note prove tecniche di inciucio, ma ora che il segretario cittadino Dem Luigi Ugoli ha parlato apertamente di “possibili convergenze” tra i due in caso di secondo turno, gli attori hanno gettato la maschera». Le parole di Ugoli, riportate sull’Arena di oggi, in riferimento a un accordo per il ballottaggio sono: «Nell’ambito della galassia Tosi si potrà trovare qualche convergenza, ma la parola passerà al candidato sindaco».

Verona Domani specifica, in riferimento a Tosi: «Il centrodestra è uno solo e sostiene con forza la rielezione di Federico Sboarina: chi, pur legittimamente, viaggia a braccetto con Italia Viva e intreccia trattative col Pd, con Grillo, la Boschi, la Boldrini, Di Maio e la Bonino, si chiama automaticamente fuori dalla coalizione».

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Bertucco e consiglieri Pd sulle nomine delle aziende partecipate

Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona
Michele Bertucco

A parlare di “inciuci” è però anche il consigliere comunale Michele Bertucco, candidato con In Comune per Verona-Sinistra Civica Ecologista a sostegno di Damiano Tommasi. Bertucco si riferisce alle nomine per Veronafiere: «È stato necessario soccorrere i bilanci in perdita della Fiera (in rosso fin da prima l’inizio della pandemia) con un aumento di capitale che ha anche aumentato da 5 a 7 i posti del consiglio di amministrazione e ha introdotto la nuova figura dell’amministratore delegato accanto a quella tradizionale di direttore generale. Tradotto: un posto per il Comune (il presidente predestinato Federico Bricolo, leghista), uno per la Fondazione Cariverona e uno per la Camera di Commercio (il presidente uscente Maurizio Danese)». L’assemblea dei soci era prevista per oggi, si attendono i risultati.

Continua Bertucco: «Se le nomine di oggi confermeranno tale schema, non c’è che un modo per definire tale sistemazione di interessi: inciucio o, per i palati più fini, neo corporativismo, dal momento che qui non vengono rappresentanti gli interessi della comunità, ma di singoli gruppi di potere che si spartiscono la torta tra loro in nome di un interesse generale che non c’è».

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SULLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE A VERONA
DI GIUGNO 2022

Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani
Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani

Sulle partecipate del Comune anche il Partito Democratico, che con i consiglieri uscenti e ricandidati Elisa La Paglia, Federico Benini, Stefano Vallani accusa l’amministrazione di scorrettezza, per non aver atteso la fine del mandato per nominare i cda: «Bon ton istituzionale avrebbe suggerito a Sboarina di lasciare le nomine al prossimo Sindaco, invece bandendo in questi giorni l’avviso di apertura delle nomine del cda di AmiaVR con scadenza 26 maggio Sboarina dimostra di voler occupare anche questi posti, come ha già fatto in Serit, confermando il suo “stratega politico” Massimo Mariotti e come si appresta a fare anche in VeronaFiere confermando così che la spartizione delle poltrone è l’unico collante della sua coalizione».

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Bozza contro reddito di cittadinanza e Cinque Stelle

«Il turismo è il settore più colpito negativamente dall’introduzione del reddito di cittadinanza, misura che va decisamente rivista e riformulata. I sostegni pubblici al reddito dovrebbero essere sempre mirati e destinati a chi ha reale necessità, invece la misura introdotta dai 5 Stelle è senza limiti». A dirlo il Consigliere regionale e capolista nella lista di Forza Italia alle elezioni comunali di Verona, Alberto Bozza, tosiano.

Alberto Bozza
Alberto Bozza

Bozza specifica: «Il reddito di cittadinanza andrebbe casomai limitato per integrare le indennità a chi è rimasto ai margini del mercato del lavoro per motivi oggettivi, problematiche fisiche o età avanzata ma non ancora pensionabile. Certamente per i tanti in età attiva non è una misura congrua».

E continua: «Il populismo spesso parte da denunce giuste, ma porta soluzioni sbagliate e dannose. Il reddito di cittadinanza, che sul piano della propaganda grillina voleva essere uno strumento di aiuto, si è rivelato nei fatti un mezzo che ha distorto il mercato del lavoro e anche foriero di ingiustizie sociali. Perché incentiva il lavoro non in regola e perché, a differenza di altri sussidi di solidarietà che sono mirati, non pone dei limiti al suo recepimento». Il Consigliere conclude: «Oggi anche il turismo veronese, privo di seimila lavoratori, è vittima di questa stortura. E pensare che Tommasi e la sinistra vorrebbero governare la città con i 5 Stelle…».

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Maschio risponde a… Berlusconi

Tornando a possibili accordi per i ballottaggi, oggi Silvio Berlusconi ha dichiarato, dopo un incontro con Matteo Salvini e Giorgia Meloni: «Abbiamo parlato di come sono andate le scelte dei candidati per le prossime elezioni amministrative. Per quanto riguarda le città più importanti abbiamo trovato l’accordo per 21 città, su cinque l’accordo non è stato trovato per pure contrapposizioni locali, persona contro persona, ma siamo sicuri che negli eventuali ballottaggi troveremo l’accordo».

Ciro Maschio a Palazzo Barbieri
Ciro Maschio a Palazzo Barbieri

Risponde il deputato e consigliere comunale di Fratelli d’Italia Ciro Maschio: «Anche Silvio Berlusconi, dopo Antonio Tajani, conferma implicitamente che un voto dato a Flavio Tosi è un voto sprecato. Il presidente di Forza Italia ha confermato che in caso di ballottaggio, eventualità comunque per nulla scontata a Verona, il partito si schiererà col candidato di centrodestra, quindi con Federico Sboarina, se si andrà al secondo turno. Ci fa piacere, e ci mancherebbe che Berlusconi dicesse di votare “i comunisti”».

«In questi mesi tutti i sondaggi, anche quelli più “benevoli”, hanno certificato che l’ex sindaco Tosi è terzo e fuori dal ballottaggio, che sarebbe fra Sboarina del centrodestra e Tommasi del centrosinistra. Ma allora, se la sfida è fra questi due, perché i veronesi elettori di Forza Italia e di centrodestra non dovrebbero votare direttamente Sboarina Sindaco, evitando così ai veronesi di dover andare a votare due volte, il 12 e 26 giugno? Credo molti, con buonsenso, lo faranno, perché l’obiettivo comune è battere la sinistra».

…e Bozza replica a Maschio

«La nota diffusa dal deputato Ciro Maschio contiene dichiarazioni che falsano quanto affermato dal presidente Berlusconi oggi» dice Alberto Bozza. «Grave che ci sia stata una distorsione così irrispettosa da parte di un esponente di Fratelli d’Italia nei confronti del nostro Presidente, che ben ha spiegato oggi come in cinque città il centro-destra abbia fatto al proprio interno scelte diverse basate sul rispetto delle indicazioni territoriali».

«Verona è una di quelle sulle quali il presidente Berlusconi ha dato il via libera a Forza Italia per appoggiare una proposta e un progetto politico e amministrativo con il candidato sindaco Flavio Tosi. Forza Italia sosterrà questa scelta con propri uomini e donne candidati, sicura che sarà la scelta vincente. Pertanto il voto utile nel centro-destra è quello a Forza Italia e a Flavio Tosi, il centro-destra delle soluzioni concrete per il rilancio della nostra città».

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