Veneto, 32 milioni di euro per i servizi e le scuole dell’infanzia
Su proposta dell’assessore ai Servizi sociali, Manuela Lanzarin, la Giunta regionale ha approvato la delibera in cui vengono destinate le risorse per l’anno 2021 da assegnare alle scuole dell’infanzia non statali e ai servizi per la prima infanzia riconosciuti dalla Regione del Veneto.
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Il Capitolo di spesa è stato assegnato alla Direzione dei Servizi sociali per complessivi 32 milioni di euro che li erogherà tramite Azienda Zero. Nello stesso provvedimento vengono fissati i criteri e i parametri di ripartizione dei contributi, il 50% destinati ai servizi per l’infanzia ed il 50% alle scuole dell’infanzia. Particolare attenzione è rivolta ai bambini e alle bambine con disabilità, due milioni di euro, infatti, sono riservati come quota per l’onere derivante dall’assunzione di insegnanti di sostegno da parte delle scuole paritarie per un orario superiore alle cinque ore settimanali.
Nella stessa seduta, la Giunta Regionale ha approvato un’apposita delibera in cui vengono fissati criteri e modalità per consentire agli enti che gestiscono un servizio alla prima infanzia accreditato, alla data del 31 dicembre 2020, ma non sostenuti finanziariamente dalla specifica legge regionale (N. 32/1990) di poter fare domanda per accedere al contributo in conto gestione, derivante dalla stessa norma A tale fine, è destinata la somma di 1 milione di euro, dei 32 complessivamente stanziati.
Lanzarin: «Si conferma l’attenzione ai servizi per l’infanzia»

«Con questo provvedimento si conferma l’attenzione ai servizi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia non statali, riconoscendone la funzione sociale svolta sul territorio – sottolinea l’assessore Lanzarin -. attraverso questi contributi andiamo a sostenere un servizio insostituibile, contribuendo a mantenere l’elevato standard dei servizi e allo stesso contribuendo a calmierare i costi delle rette che altrimenti graverebbero sulle famiglie».
«Sono finanziamenti che riconoscono il concetto di sussidiarietà e vanno a sostenere la vita delle scuole – prosegue l’assessore ai Servizi sociali -. Ma, in un’ottica di centralità delle politiche per la famiglia, investire nei servizi all’infanzia significa sostenere adeguatamente i nuclei familiari e dare più certezze all’accesso della donna nel mondo del lavoro, consentendo una rete capillare di servizi sul territorio, mirati all’attenzione verso i bambini da zero a sei anni e la loro crescita».
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