Vaccini, Milleri: «ReiThera in arrivo in estate»

Il dott. Stefano Milleri, direttore del Centro di Ricerche Cliniche di Verona, è intervenuto su Radio Adige Tv per fare il punto sul vaccino italiano a cui sta collaborando anche la nostra città: ReiThera.

In questi giorni si sta parlando molto di come sta procedendo la campagna vaccinale in Italia e di quali saranno i prossimi passi anche rispetto alle fasce di popolazione che dovrebbero ricevere a breve la prima dose di vaccino, ossia gli over 80. Tra ritardi nell’approvvigionamento accumulati dalle case farmaceutiche, come Pfizer e Moderna, e la promessa di un vaccino tutto Italiano, ReiThera, come se la sta vacando il Veneto e Verona? Lo abbiamo chiesto al dott. Stefano Milleri, direttore del Centro di Ricerche Cliniche di Verona.

Dottore, iniziamo subito parlando di ReiThera. A settembre alcuni volontari si erano sottoposti alla prima sperimentazione, come sta procedendo lo studio del vaccino?

«Tutti i 90 soggetti dello studio sono stati vaccinati e seguiti in questi mesi per verificare la sicurezza del composto e l’efficacia di indurre una risposta anticorpale. Abbiamo completato il gruppo giovani adulti 18-55 e le 8 settimane di follow-up per gli over65. I dati preliminari dimostrano che il vaccino è in grado di dare una buona risposta immunitaria, sia in termini di produzione di anticorpi specifici per Sars-Cov-2, che di linfociti T, specifici per il virus, quindi siamo in linea con le attese».

In molti, in questi mesi, si sono posti la stessa domanda che ora poniamo a lei: perché alcune case farmaceutiche come Pfizer, Moderna e AstraZeneca sono riuscite a trovare un vaccino in tempi record, mentre il vaccino italiano è ancora in fase di sperimentazione?  

Credo sia dovuto a tempi necessari per lo sviluppo del vaccino, l’organizzazione delle aziende, che sono macchine più rodate a gestire questi grossi studi e hanno più disponibilità economica rispetto a ReiThera.

Tornando ai vaccini che sono sul mercato, quali sono a grandi linee le differenze tra uno e l’altro?

Ad oggi sono due le piattaforme utilizzate: quella di Moderna e Pfizer, che sono identici e utilizzano l’RNA virale che viene incapsulato e somministrato nell’organismo, che viene stimolato per produrre la proteina “Spike” del virus e quindi produce anticorpi contro il virus. AstraZeneca è simile al nostro vaccino italiano e entrambi utilizzano un adenovirus come “navetta” per portare dentro la proteina “Spike”.

Quanto tempo crede che servirà per arrivare a quell’immunità di gregge di cui tanto si parla?

Questo dipenderà dalla disponibilità di vaccini e dall’organizzazione. ReiThera potrebbe arrivare in estate e contribuire in modo significativo alla vaccinazione. Credo che sia verosimile che raggiungeremo una vaccinazione massiccia entro fine dell’anno.