Covid, come funziona il vaccino di Pfizer-Biontech

Il dott. Andrea Rossanese, del Dipartimento di Malattie Infettive dell’IRCCS Don Calabria, è intervenuto stamattina su Radio Adige Tv per spiegarci come il virus sta agendo nel Veronese e come funziona il vaccino di Pfizer-Biontech.

Sono oltre 600mila gli italiani che hanno ricevuto il vaccino anti-covid di Pfizer-Biontech. La campagna di vaccinazioni, iniziata il 27 dicembre scorso in Italia, sta infatti proseguendo, con la somministrazione alle fasce prioritarie: ossia medici, operatori sanitari e socio sanitari, ospiti delle strutture residenziali per anziani e le persone in età avanzata. In Veneto, al momento, sono state somministrate oltre 63mila dosi, che corrispondono al 100% della prima fornitura e al 63,4% della seconda da parte di Pfizer. In molte regioni ora si sta per procedere al richiamo della prima somministrazione, necessario perché il vaccino risulti effettivamente efficace. Anche a Verona le vaccinazioni proseguono: in particolare all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar sono arrivate le prime dosi proprio il primo giorno dell’anno e si stima che nella prima settimana di febbraio sarà Covid free per quanto riguarda gli oltre 2mila dipendenti. A parlarci della situazione veronese e a spiegarci come funziona davvero il vaccino, è stato il dott. Andrea Rossanese, del Dipartimento di Malattie Infettive dell’IRCCS Don Calabria.

«La situazione a Verona ricalca quella sul territorio nazionale: all’ospedale Don Calabria siamo comunque all’interno di un’isola all’interno della quale riusciamo ad avere un buon controllo della situazione e a dare spazio sia ai malati in area non critica, sia a quelli che accedono alla terapia intensiva: abbiamo ancora un po’ di margine di sicurezza, ma non si può abbassare la guardia, perchè il virus è sempre in agguato e agisce subdolamente» ha spiegato il dott. Rossanese.

Come funziona il vaccino Pfizer

«Il vaccino di Pfizer-Biontech, sfrutta un’idea semplice e ingegnosa che era in studio da diverso tempo per altri motivi ed è stata applicata per il vaccino contro il Coronavirus. Si tratta di prendere un pezzo del codice genetico del virus e prendere solo il pezzo che conduce l’informazione per produrre la proteina “spike”, che si trova sulla superficie del virus per entrare nelle cellule, e veicolarlo all’interno delle cellule nascondendolo temporaneamente in una piccola bolla di grasso. La parete delle nostre cellule è costituita da un particolare tipo di grasso e questo va a fondersi con il grasso della bolla e l’informazione genetica entra nella cellula destinataria. Qui trova una specie di “stampante tridimensionale”, un decodificatore di messaggio, che prende il messaggio scritto sopra questo codice genetico e lo trasforma nella proteina indicata. Questa proteina, di per sè, non è in grado di produrre malattia perchè è solo una piccola parte del virus. Il nostro sistema immunitario, riconoscendo questa proteina come estranea, costruisce una banca di anticorpi nel caso in cui entrasse nell’organismo il virus vero e lo bloccherebbe prima che possa fare danni».

Le differenze tra il vaccino di Pfizer e quello di Moderna

Sulle differenze tra i due vaccini al momento disponibili, ossia Pfizer e Moderna, e sull’interscambiabilità tra di loro: «In realtà le differenze tra i due vaccini non ce ne sono. I due gruppi di ricercatori delle due aziende, Pfizer e Moderna, sono arrivati alla medesima conclusione tramite due approcci diversi. Alla fine il risultato è lo stesso: un pezzo di codice genetico portato all’interno di una cellula. Il fatto che ci siano arrivati tramite due vie diverse è un’assicurazione della bontà del risultato ottenuto e della sua efficacia. – ha detto Rossanese – Allo stato attuale delle cose, essendo che i vaccini sono stati messi sul mercato nel minor tempo possibile, non ci sono ancora dati oggettivi e ufficiali che consentano di alternare i due prodotti uno con l’altro. In linea teorica non dovrebbero esserci problemi, mentre in linea pratica la raccomandazione è di completare la seconda dose con lo stesso prodotto usato per la prima dose. Nel Regno Unito hanno deciso di alternare i vaccini, ma è una decisione presa unilateralmente e ad oggi non supportata da inequivocabili evidenze scientifiche».

«Noi con la giornata di ieri abbiamo concluso ufficialmente la prima tornata di vaccinazione su tutti i dipendenti e gli operatori dell’IRCCS Don Calabria. Sono rimasti esclusi sono alcuni operatori che non si sono ancora negativizzati dall’infezione oppure che si sono negativizzati da meno di un mese. Si tratta di un manipolo di un centinaio di persone su un totale di circa 2400 persone per le quali era prevista la vaccinazione».

Leggi il report aggiornato sui vaccini del Ministero della Salute