La scuola è ormai ripresa da un paio di mesi e, tra le difficoltà che comporta gestire gli studenti in tempo di Covid, l’interrogativo principale che ha mosso i dubbi più grandi è quello del nodo trasporti. Se all’inizio, infatti, si è cercato di mantenere un certo rigore per quanto riguarda la capienza e il comune stesso, come abbiamo detto anche in una puntata della settimana scorsa, ha incentivato la mobilità alternativa creando nuove corsie ciclabili, ora che la seconda ondata di Coronavirus si è fatta più forte è impossibile non storcere il naso davanti ad autobus pieni di studenti accalcati. Ne abbiamo parlato con Luca Zanotto, assessore ai Trasporti del comune di Verona.

Leggi anche: Trasporti privati, Bellorio: «Con Covid perdite del 98%»

«Dopo la partenza con orario provvisorio delle scuole che poi è passato all’orario definitivo e stabile della didattica, è chiaro che gli studenti si sono adattati a quelli che sono gli orari che loro prediligono per recarsi a scuola. – ha spiegato Zanotto – Quello che notiamo è che in alcuni autobus negli orari di punta il traffico è aumentato, mentre nella restante parte della giornata, gli autobus sono mezzi vuoti. Per cui stiamo mettendo a punto dei correttivi che entreranno in vigore dal 2 di novembre».

Sull’utilizzo delle nuove corsie ciclabili da parte degli studenti: «Il tema va fronteggiato rispetto all’educazione scolastica e a quello che i mobility manager hanno fatto per sensibilizzare gli studenti sull’utilizzo delle biciclette o mezzi alternativi. Credo che molto sia stato fatto rispetto a questo. Non dobbiamo abbandonare i programmi che abbiamo in corso, come la creazione di nuove corsie ciclabili. È anche vero che noi a giugno avevamo chiesto la flessibilità d’orario d’entrata degli istituti scolastici perchè sapevamo quello che avremmo dovuto affrontare. Purtroppo dopo numerosi incontri e proposte inviate all’ufficio scolastico regionale, nulla si è potuto concretizzare».

Alcune critiche sono arrivate anche dall’opposizione, in particolare Traguardi, che ha accusato l’amministrazione e Atv di non aver saputo gestire la “partita trasporti”: «Abbiamo inviato una lettera a giugno in cui chiedevamo al provveditore la possibilità di programmare l’entrata almeno su due blocchi in modo da verificare se era possibile fare didattica parzialmente a distanza e parzialmente in presenza. – ha detto Zanotto – Questa poteva essere una soluzione che ci garantiva, nell’utilizzo dei mezzi pubblici, una permanenza di persone che poteva essere corretta rispetto a quello che oggi è la capacità trasportistica. Le risposte che ci arrivarono non ci permisero di poter programmare nulla di diverso se non l’orario invernale tradizionale. Dal 2 di novembre ritorneremo al massimo della capacità con l’impiego di tutto il parco mezzi in città riducendo i tempi di attesa e aumentando le frequenze con un delta di +154 corse rispetto ad oggi e tutte concentrate negli orari di punta, nei quali abbiamo riscontrato il maggio numero di problematiche».

Spazio anche alla proposta che era balzata agli onori della cronaca da parte della Ministra De Micheli, riguardo un accordo tra aziende di trasporto pubblico e privato: «L’accordo tra trasporto pubblico e privato va bene, ma forse qualcuno si dimentica che l’omologazione dei bus urbani è diversa dall’omologazione da libretto dei bus turistici e quindi potrebbero essere usati solo per le linee extraurbane. Se questo impiego ci potrà essere potrà essere impiegato solo in ambito extraurbano».