Tragedia della Marmolada, sette vittime. Ricerche riprese

Tra le vittime finora accertate del crollo di ieri del seracco sulla Marmolada ci sarebbero tre italiani, di cui due veneti e un trevigiano.

Soccorso Alpino Marmolada Tragedia della Marmolada

Aggiornamento ore 18.30. È di 7 vittime (di cui 3 identificate) il bilancio provvisorio della tragedia che ha interessato il ghiacciaio della Marmolada nel pomeriggio di ieri. Otto i feriti trasferiti negli ospedali di Trento, Bolzano, Belluno, Feltre e Treviso, di cui 2 in gravi condizioni.

Attualmente sono 13 le persone disperse, il cui mancato rientro è stato denunciato dai familiari (una in meno rispetto quanto comunicato in precedenza, poiché un uomo di nazionalità austriaca è stato rintracciato nelle ultime ore). Dieci dispersi sono di nazionalità italiana e 3 di nazionalità ceca. Le autorità stanno ancora accertando la proprietà di 4 delle 16 auto parcheggiate nei pressi dei sentieri che portano al ghiacciaio: tutte hanno targhe straniere (1 tedesca, 2 ceche e una ungherese).

Le informazioni sono state fornite nel corso di una conferenza stampa al centro logistico della Protezione civile a Canazei, alla presenza del presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, dei presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano, Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher, del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia e del capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio. In mattinata le ricerche sull’area interessata dal distacco sono proseguite con l’impiego di droni e attraverso il sorvolo dell’elicottero di Trentino emergenza, fino all’arrivo di un temporale nella tarda mattinata.

Le ricerche – riprese nel pomeriggio – proseguiranno nei prossimi giorni nello stesso modo, poiché il rischio di ulteriori distacchi non permette di garantire l’intervento da terra. Viene confermata la chiusura dell’area con ordinanza del sindaco di Canazei, Giovanni Bernard, mentre sono in corso le indagini tecniche dei glaciologi della Provincia autonoma di Trento.

Aggiornamento ore 16.30. Sono riprese le ricerche. Presenti a Canazei i rappresentanti delle istituzioni: il Presidente del Consiglio Mario Draghi, quello del Veneto Luca Zaia, quello della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e il Capo della Protezione Fabrizio Curcio.

Aggiornamento ore 15.30. Quattro persone ritenute disperse sono in salvo. Il conto dei dispersi scende a 15. Il bilancio della tragedia rimane di sette vittime e otto feriti. Le ricerche sono state temporaneamente sospese per maltempo.

Aggiornamento ore 13.30. Sale a sette il bilancio delle vittime accertate. Sono 18 i dispersi, e 8 i feriti recuperati, di cui due in gravi condizioni. Quattro delle sette vittime sono state identificate.

Identificati tre veneti tra le vittime

Ci sono tre vittime italiane identificate in seguito al crollo di ieri di un seracco sulla Marmolada in Trentino. Sono sei le vittime accertate per ora, insieme a circa trenta dispersi.

Una di esse è originaria della provincia di Vicenza. Proprio da qui proveniva una comitiva di quattro persone, tre di queste risultano attualmente mancanti all’appello. La seconda vittima italiana è della provincia di Treviso; come la prima vittima era una guida alpina.

Anche una terza persona identificata sarebbe veneta. Un’altra vittima sembra essere di nazionalità ceca. Tra i dispersi inoltre, che al momento sarebbero una trentina, ci sarebbe anche un uomo sui 50 anni di Alba di Canazei. Intanto sui social è comparso in queste ore un selfie che riprende sulla vetta, prima del distacco del seracco, uno dei vicentini dispersi, Filippo Bari, di 27 anni.

Sono otto per ora i feriti, di cui due gravi. Due di questi sono tedeschi.

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Il seracco di ghiaccio crollato sulla Marmolada

La massa di materiale staccatosi dal ghiacciaio della Marmolada è scesa da una velocità di 300 chilometri l’ora. Una parte consistente del ghiacciaio è ancora attaccata alla montagna: si tratta di un fronte di ghiaccio di 200 metri con un’altezza di 60 metri ed una profondità di 80 metri. Se si volesse fare un termine di paragone, dicono gli esperti, si tratta dell’equivalente di due campi di calcio colmi di ghiaccio. Il tutto esposto a 45 gradi di pendenza. La massa di materiale staccatosi ha percorso almeno 500 metri con una velocità stimata dai tecnici pari a 300 km l’ora.

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