Tommasi: «Lo sport è fondamentale, Verona deve essere pronta a cogliere le sfide»
Redazione
L’elezione di Luciano Buonfiglio alla presidenza del CONI, l’attesa per le Olimpiadi e le ambizioni europee dello stadio Bentegodi: il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, ha tracciato ai nostri microfoni una riflessione a tutto campo sul presente e il futuro dello sport italiano e veronese. Dal valore sociale dell’attività sportiva al sogno di ospitare Euro 2032, passando per i progetti legati alle Olimpiadi invernali 2026, Tommasi ha condiviso idee, prospettive e convinzioni che nascono dalla sua doppia anima di amministratore e sportivo.
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Sindaco Tommasi, fresca oggi la nomina di Luciano Buonfiglio alla presidenza del CONI, un’eredità importante, tra l’altro, quella di Malagò che guidava l’ente da ben 12 anni.
Sì, diciamo che è stata un’elezione particolare perché al di là del numero dei candidati non ci si aspettava forse una divisione così dei voti, ma credo che Luciano Buonfiglio conosca molto bene tutto l’operato che è stato fatto fino ad oggi negli ultimi 12 anni appunto con l’avvento di Malagò e credo che possa davvero dare un impulso a quello che è l’ambizione dello sport italiano, quello di continuare ad essere a questo livello, potenzialmente crescere. Ma, nel riconoscimento, credo che ancora forse dobbiamo tutti concepire l’importanza dello sport nelle nostre comunità, nei nostri territori. Lo dico da assessore allo sport, da sindaco e da sportivo: credo che ridare questo ruolo sociale allo sport come collante delle nostre comunità possa e debba essere comunque un’ambizione anche del CONI. Nonostante abbia come obiettivo sicuramente la preparazione olimpica, come è strutturato lo sport italiano sappiamo che passa tanto anche dalle attività delle federazioni. E quindi mi auguro che ci sia anche maggior sinergia di quella che probabilmente c’è stata o che ci potrebbe essere tra il Ministero, il Dipartimento e appunto il CONI.
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Parliamo di Olimpiadi. Siamo a pochi mesi da questo evento internazionale: Verona come si sta preparando, come si sta avvicinando?
Proprio in questi giorni abbiamo raccontato quello che accadrà fisicamente sulla nostra città con l’adeguamento di Corso Porta Nuova, dell’accesso tramite appunto il Corso a Piazza Brà, alla stazione. Ma non è l’unica. Ovviamente stiamo lavorando anche a progetti di avvicinamento da un punto di vista culturale, di percezione, di ambizione a trasferire l’aspettativa degli atleti e delle atlete per queste Olimpiadi alla cittadinanza. Ancora, credo non ci rendiamo conto di quello che accadrà nella nostra città. Mi auguro che la legacy sia proprio questa: quella di riprendere contatto con questa dimensione universale dello sport che nelle Olimpiadi e nelle Paralimpiadi viene celebrata al massimo livello.
Infine, un’ultima domanda che riguarda sempre lo sport. Non è ancora conclusa la partita sul possibile Europeo 2032 a Verona. Si è parlato anche di un rifacimento dello stadio Bentegodi. Insomma, una possibilità più che concreta questa?
Sì, siamo nella candidatura. C’è la volontà da parte della Federazione e della UEFA di definire le città ospitanti che, come sappiamo, pur essendo dieci le candidature, saranno ridotte per il numero delle squadre che ci saranno all’Europeo e quindi del numero delle partite che si dovranno giocare in Italia rispetto a quelle che si dovranno giocare in Turchia. Ci sono alcuni stadi che sicuramente saranno sede dell’Europeo e alcune città, come appunto Roma, Milano e Torino. Napoli ancora non si sa, altre città ancora non hanno probabilmente lo step necessario per essere all’interno della candidatura. È quello che stiamo facendo noi. Abbiamo questo progetto di rifacimento e abbattimento dello stadio, a prescindere dall’Europeo. Dobbiamo ovviamente ragionare sui tempi eventuali per arrivare a questo, ma stiamo già lavorando anche all’altra soluzione, che è quella di adeguare l’attuale infrastruttura per essere appunto candidati e ospitare le partite dell’Europeo. Sappiamo, tra l’altro, quanto gli eventi sportivi di questo tipo aiutano anche le città ad adeguare infrastrutture che altrimenti rischiano di avere tempi molto più lunghi e probabilmente anche risorse minori.
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