Terremoto in casa AGSM AIM: dimissioni sì o no? IL SONDAGGIO
È stata rispedita al mittente in meno di 24 ore la duplice richiesta di dimissioni avanzata dal sindaco Damiano Tommasi nei confronti del Presidente di AGSM AIM, Stefano Casali, e della Consigliera di Amministrazione Francesca Vanzo. La “bomba” era stata sganciata dal primo cittadino nella serata di venerdì e, secondo quanto riportato dal quotidiano “L’Arena”, nella giornata di sabato Casali e Vanzo avrebbero inviato una missiva a Tommasi rigettando la richiesta perchè «priva di fondamento».
Lo strappo tra l’amministrazione e i vertici della partecipata si era aperto a inizio settembre. Tutto era nato dalla questione dell’acquisizione del 35% di Compago S.r.l., holding di partecipazioni che controlla diverse società – tra cui Compagnia Energetica Italiana – da parte della controllata Agsm Aim Energia. In ottobre, poi, il Consiglio di amministrazione di Agsm Aim aveva revocato alcune deleghe al consigliere delegato Stefano Quaglino. In particolare la delega per le operazioni speciali, come l’acquisizione di Compago. La governance nel complesso e la proprietà (cioè i comuni di Verona e Vicenza), intendevano quindi rivalutare il tutto.
Lo scorso 9 novembre il sindaco si era incontrato con i consiglieri di nomina veronese del Cda di Agsm Aim manifestando al presidente e ai due consiglieri indicati dall’amministrazione le forti perplessità circa le azioni intraprese a maggioranza dal Consiglio di amministrazione, lamentando la totale assenza di condivisione e informazione, con le notizie pervenute indirettamente o addirittura apprese attraverso gli organi di stampa.
Nella serata di venerdì 18 novembre Tommasi ha avanzato la richiesta di dimissioni dalle cariche «avendo constatato la mancanza di relazione, ancor prima che di legame fiduciario nei confronti dell’amministrazione comunale».
Il commento di CGIL, CISL e UIL
«La notizia della richiesta di dimissioni da parte del Sindaco di Verona ai consiglieri di amministrazione veronesi della Multiutility AGSM AIM arriva improvvisa. Da mesi assistiamo spesso attoniti alle lacune organizzative, alla mancanza di comunicazione e allo sfilacciamento generale che emergono in seno al gruppo dirigente sul caso Compago. – si legge nella nota congiunta – Un’immagine poco edificante aggravata dall’assoluta mancanza di confronto con le Rsu aziendali e le organizzazioni sindacali da parte di tutte le parti in causa. Come Cgil Cisl Uil, assieme alle rappresentanze aziendali dei lavoratori, da settimane siamo in attesa di un riscontro alla nostra richiesta di un incontro chiarificatore. Tale richiesta rimane ad oggi inevasa e apprendiamo soltanto a mezzo stampa dell’ennesimo terremoto che stravolge il gruppo a nemmeno due anni dalla sua nascita. L’Amministrazione comunale, determinante nelle scelte e negli indirizzi, è chiamata a decidere se far crescere il gruppo adottando una gestione trasparente, rispettosa dei lavoratori e delle relazioni sindacali, finalizzata a rendere un buon servizio ai cittadini e alla crescita dei volumi occupazionali oppure continuare con una gestione dai tratti opaca e chiusa al confronto. – conclude la nota – Come organizzazioni sindacali sosterremo la prima strada e contrasteremo la seconda e il prossimo banco di prova sarà la necessaria fase di rilancio che dovrà seguire a questa nuova crisi».
La nota di Traguardi
«La decisione del sindaco Tommasi è l’inevitabile conseguenza dell’inaccettabile linea di condotta tenuta dagli esponenti veronesi del CdA a seguito delle elezioni di giugno. – si legge nella nota del Movimento Civico – Invece di reagire alla decisione di non ricorrere immediatamente allo spoil system mettendosi a disposizione della nuova amministrazione e della città, Casali e Vanzo hanno optato per una linea di scarsa trasparenza e collaborazione, intraprendendo iniziative non concordate contrarie all’interesse di Verona nonostante la città resti il principale azionista di Agsm-Aim. Modalità che sono il riflesso, del resto, della gestione dell’azienda portata avanti negli ultimi 15 anni dalle amministrazioni ora all’opposizione, priva di qualsivoglia strategia industriale e tutta ripiegata sugli interessi dei partiti e dei singoli esponenti. La gestione che oggi ci troviamo infatti a commentare e – obbligatoriamente – a voler modificare è anche una gestione che non ha tenuto in considerazione diritti e certezze dei tanti dipendenti dell’azienda, ora ancora più preoccupati dal caos degli ultimi mesi. Disarmante infatti l’assenza di trasparenza delle scelte della governance nei confronti delle categorie sindacali e dei lavoratori di quella che, ricordiamolo, oltre che essere la prima azienda partecipata del Comune di Verona, ente strategico fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio e per il miglioramento dei servizi nei confronti di cittadini e cittadine veronesi, è anche il luogo di lavoro di circa duemila dipendenti. – conclude la nota stampa – I pessimi risultati sono sotto gli occhi di tutti, e la reazione piccata alla richiesta di dimissioni da parte del Sindaco tradisce il timore di perdere ruoli e rendite di posizione considerati intoccabili: è giunto il momento di un cambiamento radicale, che riporti merito e competenza ai vertici delle nostre partecipate, nell’interesse dell’azienda e di tutti i veronesi che ne sono, di fatto, i proprietari».
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