Sona, approvato il progetto “Domiciliarità 2.0”

Il Comune di Sona, capofila del progetto “Domiciliarità 2.0” tra i 37 comuni del Distretto Ovest Veronese e alcuni Comuni del Distretto Pianura Veronese, ha approvato la creazione di una rete sociale di sostegni per favorire la permanenza nella propria casa degli anziani in condizioni di fragilità e non autosufficienza.

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Il Comune di Sona, capofila del progetto “Domiciliarità 2.0” tra i 37 comuni del Distretto Ovest Veronese e alcuni Comuni del Distretto Pianura Veronese, ha approvato con delibera n. 66 del 30 novembre lo schema di convenzione che consentirà di rendere effettiva la creazione di una rete sociale di sostegni per favorire la permanenza nella propria casa degli anziani in condizioni di fragilità e non autosufficienza.

La proposta di partnership è stata avanzata dall’Azienda ULSS 9 Scaligera e finalizzata alla partecipazione al Bando Cariverona “Welfare e famiglia 2019” con il progetto “Domiciliarità 2.0”. Insieme al Comune di Sona, la proposta è stata accolta da altri 43 Comuni per un numero di anziani potenzialmente interessati dal progetto che supera il 22% della popolazione — in media con l’indice pari al 21,7% registrato in Italia — ossia circa 80mila persone ultra 65enni.

«La spinta che ha motivato la Giunta ad aderire alla proposta dell’ULSS 9 è il generale processo di invecchiamento della popolazione e le doverose valutazioni di carattere sociale ed economico che l’Amministrazione deve preoccuparsi di fare» spiega il Sindaco del Comune di Sona, Gianluigi Mazzi. «La vecchiaia è cambiata ed è un lungo periodo che purtroppo non sempre si ha la fortuna di vivere in salute. I servizi di assistenza domiciliare pubblica non sono cambiati altrettanto per rispondere alle nuove esigenze e, in presenza di malattia o non autosufficienza, non possiamo pensare di confinare i nostri anziani nella solitudine o di abbandonare i familiari a gestire tutto il peso e il disorientamento dell’assistenza».

Le attività previste dal progetto “Domiciliarità 2.0”, nell’arco della sua durata triennale, consistono nel potenziamento del SAD (Servizio Assistenza Domiciliare) tramite erogazione del servizio in orari serali e festivi, nell’attivazione di prestazioni sanitarie quali infermiere, fisioterapista e podologo extra ADI (Assistenza Domiciliare Infermieristica), nell’implementazione dei pasti a domicilio e dei trasporti assistiti, nel sostegno psicologico individuale e di gruppo sia per gli anziani che per i caregivers familiari.

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Inoltre nella diffusione della figura del custode sociale, nell’offerta di interventi di pulizia e manutenzione nel domicilio degli anziani, nell’aumento del numero di centri di aggregazione e socializzazione rivolti agli anziani per contrastare la solitudine, nell’erogazione di interventi educativi e formativi sugli stili di vita salutari in collaborazione con i medici di medicina generale. In questo avranno un ruolo fondamentale i Centri Servizio per Anziani e le Cooperative sociali.

«Come cittadina ho un sogno: che la persona e il suo ben-essere tornino al centro della Politica. E come Assessore guardo con soddisfazione e positività al futuro che intravedo nel progetto della domiciliarità 2.0 perché mira a garantire ai nostri anziani una qualità di vita dignitosa nella casa che hanno nel cuore» conclude l’Assessora alle Politiche Sociali, Monia Cimichella. «Il nostro bilancio parla chiaro: a Sona crediamo nelle Politiche Sociali e investiamo molto in tal senso. Questo progetto ci mette nella condizione di farlo per strumenti di sostegno più efficaci e personalizzati».

Il finanziamento previsto per il progetto “Domiciliarità 2.0” è di € 600mila euro dei quali € 420mila saranno coperti da un contributo della Fondazione Cariverona e il rimanente, a carico dei 44 Comuni Partners, sarà co-finanziato direttamente dall’Azienda ULSS 9 Scaligera attraverso il Servizio Sociale Professionale di Base delegato dai Comuni che, pertanto, sottoscrivendo la convenzione non sostengono alcun costo aggiuntivo.

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