Lettera aperta dei gestori dei centri servizi per anziani di Verona e provincia

«Da almeno dieci anni segnaliamo, attraverso tutte le associazioni di categoria, la mancanza di Infermieri e Operatori Socio Sanitari in numero sufficiente a coprire la domanda del comparto socio-assistenziale di cui facciamo parte» scrivono i gestori dei centri servizi per anziani dell'Ulss 9.

anziani in veneto

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del “Coordinamento enti gestori servizi per anziani” dell’Ulss 9 Scaligera. La lettera, datata 4 dicembre 2020 e indirizzata alle maggiori autorità nazionali e locali, è stata scritta per dare evidenza alle difficoltà in questo periodo di queste realtà.

La lettera

Al Presidente della Repubblica
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro della Salute
Al Presidente della Regione Veneto
All’Assessore alla Sanità e ai Servizi Sociali Regione Veneto
Al Prefetto di Verona
Al Presidente della Provincia di Verona
Al Presidente dei Comitati dei Sindaci di Verona
Al Magnifico Rettore dell’Università di Verona
Al Direttore Generale dell’ULSS9
Al Direttore dei Servizi Sociali dell’ULSS9

e.p.c. Al Vescovo di Verona
Al Presidente della Conferenza Episcopale Triveneta
Ai Comitati dei famigliari e alla cittadinanza.

Oggetto: segnalazione grave situazione dei Centri Servizi per Anziani di Verona e Provincia.

Ci scusiamo se saremo diretti, ma confidiamo nella Vostra autorevole comprensione.

Scriviamo per i centri servizi per anziani accreditati con il SSN operanti su Verona, per più dell’80% strutture sotto i 120 posti letto, alcune operanti da centinaia di anni, la stragrande maggioranza senza alcuna finalità di lucro e con consigli di amministrazione fatti di volontari e persone impegnate nelle parrocchie, nelle amministrazioni locali e nell’associazionismo; tutte realtà organizzate, autorizzate e accreditate secondo un rigido modello di controllo regionale fatto di standards di qualità, sottoposte a serratissime verifiche di NAS, ULSS, Regione, Spisal, SIAN ecc… siamo lavoratori instancabili e professionisti seri.

Da almeno dieci anni segnaliamo, attraverso tutte le associazioni di categoria, la mancanza di Infermieri e Operatori Socio Sanitari in numero sufficiente a coprire la domanda del comparto socio-assistenziale di cui facciamo parte, segnalazioni che – purtroppo – non hanno prodotto gli effetti sperati. Nell’estate 2020 abbiamo addirittura chiesto supporto attraverso l’invio degli studenti del terzo anno di scienze infermieristiche delle università locali, opportunità ora al vaglio delle Istituzioni competenti e alle quali ribadiamo la massima urgenza.

Da febbraio di quest’anno, dopo aver chiuso in anticipo le visite da parte di esterni, rispetto a quanto decretato da Regione e Governo al solo scopo di difendere con tutte le nostre forze le vite umane di cui ci prendiamo cura con abnegazione ed amore ogni giorno, abbiamo lavorato senza sosta e oltre ogni immaginazione per garantire serenità, affetto, relazione con i famigliari e cure adeguate.

Da maggio del 2020 i Centri di Servizio per Anziani lavorano sprovvisti di qualsivoglia copertura assicurativa sulle responsabilità derivanti dall’emergenza pandemica: tutte le assicurazioni presenti sul mercato hanno rescisso unilateralmente i contratti di copertura assicurativa, per troppa rischiosità.

Dopo aver assistito in questi mesi ad una narrazione della situazione disarmante, condita di becere accuse di incapacità e insensibilità proprie delle case di riposo, definite come “ospizi”, “ricoveri senza relazioni” e “terra di nessuno”, provenienti anche da Istituzioni che – invece – avrebbero potuto e dovuto fare un servizio alla verità, ci troviamo nuovamente travolti dalla seconda ondata, indifesi e privati delle risorse necessarie per affrontare questa pandemia.

Consentiteci tre Grazie:

1) GRAZIE agli “angeli” che lavorano nei nostri nuclei di assistenza. Sono innumerevoli le testimonianze di professionalità e grande umanità che questi splendidi lavoratori, ma soprattutto queste splendide Persone stanno dando a tutti, oltre ogni dovere contrattuale.

2) GRAZIE alla stragrande maggioranza dei famigliari che ci supportano ed aiutano come possono, perché ci conoscono e sanno che siamo parte della stessa famiglia. Vedono quanta dedizione ed amore mettiamo nel servizio che facciamo a supporto di tutte le famiglie che ci chiedono aiuto: nella prima ondata i nostri DPI sono stati sequestrati per essere distribuiti negli ospedali e nella seconda ondata assistiamo alla sottrazione continua e massiccia di infermieri ed operatori socio sanitari dai nostri reparti. In questo modo il sistema di cura non reggerà a lungo (e non sarà di certo per colpa nostra).

3) GRAZIE a chi, anche tra esponenti della politica, dell’Amministrazione Pubblica, delle Istituzioni, dell’impresa locale, della Chiesa e della società, ci sta aiutando concretamente con iniziative personali. Ribadiamo però che senza un’azione strutturale ed organizzata che dal Servizio Sanitario Nazionale impatti concretamente sulle strutture territoriali per gli anziani tutto il nostro immane lavoro rimarrà insufficiente: in questa fase l’aiuto non può concretizzarsi nella produzione abnorme di circolari, linee guida e carta da leggere, correggere, decifrare e far applicare per non essere sanzionati. Servono infermieri, medici, operatori e attrezzature idonee.

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Ci perdonerete per questi tre “Basta”:

1) BASTA concentrare lo sguardo sui “colori”, puntiamo la nostra attenzione sulle persone fragili, sulle loro vite, sui lavoratori che se ne occupano con amore ogni giorno. Siamo sul “fronte” più esposto della pandemia, quello dei grandi anziani pluripatologici e continuiamo a vederci sottrarre i “soldati”: l’esodo di infermieri e OSS dai nostri reparti è oramai insostenibile.

2) BASTA con la carta, le linee guida a volte contrastanti tra i diversi livelli di gestione dell’emergenza, siamo sommersi di documenti da produrre: dobbiamo seguire i malati e non possiamo occupare tutto il tempo a inserire dati, non è il momento della burocrazia.

3) BASTA proporre le case di riposo come il capro espiatorio di una pandemia mondiale: il covid-19 è stata dichiarata emergenza SANITARIA dal Consiglio dei Ministri n. 27/2020 e le strutture che rappresentiamo sono realtà SOCIOASSISTENZIALI CON STANDARDS SANITARI MINIMI come previsti, ancora una volta, dalle leggi di Stato e Regione. Cosa si può chiedere più di così a centri di servizi SOCIO-ASSISTENZIALI in un’emergenza sanitaria di tali dimensioni?

Crediamo fermamente che, alla luce di tutto quanto esposto, sia legittima l’aspettativa dei centri servizi che rappresentiamo, di essere difesi con forza ed oggettività dalle SS.VV da ogni calunnia, diffamazione, o narrazione che distorce la realtà che viviamo almeno qui, in Veneto e a Verona.

In una situazione di tale portata emergenziale ci pare quantomeno doveroso sentire almeno un minimo di supporto da quelle stesse Istituzioni che serviamo con professionalità, abnegazione, trasparenza e generosità, almeno quanto le vite umane che ci viene chiesto di accompagnare nel tratto più complesso della vita dalle loro famiglie, dalla società e da un Servizio Sanitario Nazionale e Regionale in sorprendente difficoltà. È il tempo di scelte coraggiose da parte dei decisori: servono infermieri o figure equipollenti per i nostri nuclei, anche giovani, anche alle prime armi, anche provenienti da Paesi esteri: per le situazioni in emergenza da covid-19, non c’è più tempo.

Ci sentiamo spesso indifesi, quasi dimenticati dal Sistema o, peggio ancora, indicati come capro espiatorio di una pandemia che fuori dai nostri enti fa più di 700 morti al giorno. La nostra vita da febbraio è completamente dedicata alla difesa dei nostri reparti, dei nostri anziani ospiti, della custodia delle relazioni di cura e della salute dei nostri lavoratori.

Non siamo più disposti ad essere trattati da “scartati del sistema sanitario” o peggio da “scarti della società”, noi difendiamo i nostri anziani ospiti e li difenderemo sempre, fino alla fine, con tutta la forza che ci rimarrà in corpo!

Amiamo i nostri nonni, li stiamo difendendo a mani nude da una società che si è dimenticata troppo presto di loro. Ma noi non vogliamo che ciò accada e lo dimostriamo ogni giorno con i fatti, tanti, tantissimi fatti. Quando oramai sconfitti, saremo costretti a chiudere e a riconsegnare le chiavi delle nostre strutture, non si potrà dire che non avremmo fatto di tutto, senza sosta ed in ogni sede, per evitarlo.


Con i nostri più deferenti saluti.

Il Coordinamento Enti Gestori Centri Servizi Anziani ULSS 9 Scaligera

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