Sistema SIO, giovedì il presidio della CGIL. «Se non funziona, che lo si metta da parte»

I sindacati Fp-Cgil, Nursing Up e Fials allestiranno un banchetto davanti all’Ospedale di Borgo Trento giovedì 16 novembre 2023 dalle ore 10 alle 12 per chiedere di mettere un punto fermo alla  sperimentazione del nuovo sistema informatico Sio-Trakcare.

Ospedale Borgo Trento Centri Vaccinali
L'Ospedale di Borgo Trento

CGIL, Nursing Up e Fials chiedono a gran voce un cambiamento di rotta da parte dell’Azienda Ospedaliera di Verona in merito alla gestione del sistema SIO Trackcare, anche in seguito all’attacco hacker delle scorse settimane.

«A esorcizzare l’apprensione per l’attacco informatico del 23 ottobre scorsoi disagi che sanitari e utenti continuano a patire a causa del nuovo sistema Sio Trakcare che a distanza di ormai 5 mesi non vuol saperne di funzionare, e lo stucchevole tira e molla dei presunti dati sequestrati dai pirati informatici e del riscatto da loro chiesto alle autorità sanitarie, in Azienda Ospedaliera di Verona ha cominciato a girare una storiella, secondo la quale con il nuovo sistema i nostri dati sensibili sarebbero in una botte di ferro, dal momento che nemmeno l’hacker più un incallito è in grado di farlo funzionare correttamente… Leggerezze a parte, come Fp-CgilNursing Up e Fials torniamo a chiedere a Regione e Azienda Ospedaliera Integrata di mettere un punto fermo alla disastrosa sperimentazione (o migrazione) del nuovo sistema informatico Sio-Trakcare, che si trascina dallo scorso 24 giugno senza miglioramenti apprezzabili. Lo facciamo con un banchetto davanti all’Ospedale di Borgo Trento organizzato per giovedì 16 novembre 2023 dalle ore 10 alle 12 al quale invitiamo lavoratori e lavoratrici, cittadini e cittadine, a sottoscrivere la petizione per mettere fine ai disagi».

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«Ribadiamo, a scanso di strumentalizzazioni, che nessuna organizzazione sindacale è contro l’informatizzazione e il progresso, diciamo solamente che le innovazioni devono semplificare il lavoro, non complicarlo. Chiediamo soltanto che tale sistemi funzioni, e se non è in grado di farlo, che venga messo da parte. Niente di più di quanto espressamente previsto dal Capitolato d’appalto contenuto nel bando del 2018, che a pagina 42, al Capitolo “Requisiti tecnici”, paragrafo “Accessibilità operatore” prevede che “l’interfaccia operatore deve consentire una facile ed immediata individuazione delle informazioni richiedendo pochi passaggi per completare le funzionalità richieste”».

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«Sempre alla stessa pagina apprendiamo che “il sistema, in tutte le sue funzionalità, deve essere altamente ergonomico. Affinché la navigazione risulti fluida, l’operatività deve tradursi in sequenze di comandi intuitive, con evidenza immediata delle informazioni necessarie per l’attività dell’operatore, questo in tutte le funzionalità richieste”. L’esatto contrario della situazione odierna che vede gli operatori e i sanitari impazzire per qualsivoglia operazione. Va chiarito anche il motivo per cui L’Aoui di Verona sia stata la prima azienda a partire con la migrazione/sperimentazione, dato che il crono-programma prevedeva esplicitamente che le aziende ospedaliere dovessero essere tenute per ultime, beneficiando quindi dell’esperienza nel frattempo maturata nelle varie Ulss del Veneto».

«Osserviamo infine che ad oggi sono stati ampiamente superati tutti i valori previsti dal capitolato d’appalto per le fase di “avvio” e “post avvio” del sistema, che l’allegato 4.3 del bando quantifica rispettivamente in 15 e 35 giorni, per un totale di 50 giorni. Chiediamo semplice e pure buon senso: se una qualsiasi azienda privata si trovasse in panne per 5 mesi a causa del fornitore di sistemi informatici, come si comporterebbe? E perché nessuno si decide a fare qualcosa in questo caso, che è in gioco la salute dei cittadini?».