Attacco hacker ai sistemi informatici ospedalieri di Verona

Questa mattina l’Azienda Ospedaliera di Verona ha subito un attacco hacker. Sono stati interrotti alcuni servizi, ma l’attività dei reparti, delle sale operatorie e degli ambulatori non è stata bloccata. Non risultano violati i dati sensibili.

ospedale borgo trento

Nelle ore notturne l’Azienda ospedaliera di Verona ha subito un attacco hacker. Sono state attivate immediatamente le procedure di emergenza, per la messa in sicurezza dei sistemi informatici e l’isolamento dei server, attività che non ha comportato problematiche nel funzionamento dei reparti e le urgenze. A una prima analisi, non risultano violati i dati sensibili e le procedure di backup periodico sono avvenute regolarmente prima dell’ attacco.

Sono rimaste però fuori uso le linee telefoniche interne e parte della rete dati che si appoggia su Internet. A causa di questo i servizi online sono interrotti; si richiede la collaborazione dei cittadini, chiedendo all’utenza esterna di non presentarsi ai Centri prelievi se non si è in possesso di prenotazione e di accedere al Pronto soccorso solo per emergenze. Momentaneamente sono state chiuse le casse automatiche e gli sportelli per pagamenti e prenotazioni.

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Aggiornamento ore 18

«Si è conclusa l’attività di recupero del backup dei dati del sistema informatico dell’Azienda ospedaliera integrata di Verona, colpita stanotte da un attacco hacker. Dai primi accertamenti non risulta che le informazioni siano state compromesse e da questa mattina i tecnici sono al lavoro per effettuare il recovery dei dati e ripristinare la piena operatività del sistema nel più breve tempo possibile – ma non prima di domani mattina -, per garantire la massima sicurezza, in coordinamento con il Garante della Privacy e della Polizia Postale». Lo ha reso noto il Direttore generale Callisto Marco Bravi, nel corso di un punto stampa organizzato nel pomeriggio all’Ospedale di Borgo Trento.

«Il mio ringraziamento va a tutto il personale del comparto e a quello amministrativo, che ha subìto i maggiori disagi da questa situazione, dovendo mettere in atto le procedure cartacee di emergenza. È grazie a loro che le strutture ospedaliere hanno potuto erogare la quasi totalità delle prestazioni senza eccessivi disagi all’utenza. Un ringraziamento anche al Presidente Zaia e alla Regione che fin da questa mattina ci hanno garantito la collaborazione delle strutture regionali».

«Il Sio (nuovo Sistema Informatico Ospedaliero) con i suoi server protetti, ospitati nel server room di Telecom, ha garantito che non ci fosse perdita di dati. Le cartelle cliniche Sio sono infatti custodite nel cloud, data center esterno, che non è stato in alcun modo compromesso. Grazie alle procedure del Piano di emergenza, scattate a seguito del riscontro di accessi anomali al sistema informatico, l’attività dei reparti, delle sale operatorie, degli ambulatori procederà regolarmente anche nei prossimi giorni. L’immediato sistema di backup ha permesso inoltre di avere a disposizione le cartelle mediche, gli esiti degli esami e le impostazioni delle terapie, proprio per consentire l’operatività dei reparti, che non verrà interrotta, ma semmai rallentata per l’attivazione della modalità cartacea».

Nella giornata di domani, tutti gli interventi e le visite ambulatoriali già prenotate verranno regolarmente effettuate. Anche l’attività dei Pronto Soccorso continuerà ad essere garantita, così come la piena operatività della Centrale Suem 118. «Tuttavia – ha sottolineato il direttore generale – a causa dell’interruzione del sistema informatico, le refertazioni e gli esami devono essere compilati a mano allungando inevitabilmente i tempi di attesa. Per questo motivo, l’appello alla cittadinanza resta quello di recarsi ai Pronto Soccorso (Borgo Trento, Borgo Roma, Pediatrico, Ostetrico) solo per emergenze non procrastinabili e per le patologie maggiori. Si consiglia di consultare l’App che gestisce i tempi di attesa dei Pronto Soccorso di Verona e provincia per eventuali necessità meno urgenti».

La funzionalità del centro prelievi sarà limitata alla gestione delle emergenze e delle necessità dei pazienti ricoverati. Sarà comunicata in tempo reale la riapertura del servizio agli utenti esterni. Anche per le chemioterapie verranno effettuate quelle non procrastinabili; le terapie degli altri pazienti verranno riprogrammate a cura del reparto.

Il Cup telefonico continuerà a essere assicurato. Le prenotazioni dei pazienti con ricetta medica di tipo B (prestazione da eseguire entro 10 gg) verranno accolte, per tutti gli altri casi, l’invito resta quello di richiamare nei prossimi giorni.

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Aggiornamento ore 14

La Direzione medica informa che l’attività dei reparti, delle sale operatorie, degli ambulatori procede regolarmente. Tutti gli interventi programmati nella giornata odierna sono in corso di svolgimento, grazie alle procedure del Piano di emergenza, scattate a seguito del riscontro di accessi anomali al sistema informatico.

Grazie al Sio (nuovo Sistema Informatico Ospedaliero) e ai suoi server protetti, ospitati nella server room di Telecom – fa sapere la Regione Veneto –, non c’è stata alcuna perdita di dati. Le cartelle cliniche Sio sono infatti custodite nel cloud, data center esterno, che non è stato in alcun modo compromesso.

«L’immediato sistema di backup ha permesso inoltre di avere a disposizione le cartelle mediche, gli esiti degli esami e le impostazioni delle terapie, proprio per consentire l’operatività dei reparti, che non si è mai interrotta» ribadisce la nota della Regione.

Anche l’attività dei Pronto Soccorso è garantita. Tuttavia, a causa dell’interruzione del sistema informatico, le refertazioni e gli esami devono essere compilati a mano allungando inevitabilmente i tempi di attesa. Per questo motivo, l’appello alla cittadinanza è quello di recarsi ai Pronto Soccorso (Borgo Trento, Borgo Roma, Pediatrico, Ostetrico) solo per emergenze non procrastinabili e per le patologie maggiori. Si consiglia di consultare l’App che gestisce i tempi di attesa dei Pronto Soccorso di Verona e provincia per eventuali necessità meno urgenti. In caso di urgenza si conferma la piena operatività della Centrale Suem 118.

Il laboratorio analisi è attivo per le situazioni di emergenza. Il Cup telefonico è stato assicurato. Le prenotazioni dei pazienti con ricetta medica di tipo B (prestazione da eseguire entro 10 gg) vengono accolte, per tutti gli altri casi, l’invito è di richiamare nei prossimi giorni.

Al lavoro fin dal mattino anche la Regione Veneto

Le strutture informatiche regionali e i vertici sanitari della Regione sono stati informati prontamente dal Direttore Generale Callisto Bravi e seguono direttamente la situazione collaborando con le strutture aziendali veronesi.

Dalle prime informazioni, risulta immediatamente attivata la procedura per la messa in sicurezza dei dati; regolari i backup. Sono sospesi alcuni servizi forniti per via informatica. Sono bloccati il Centro Unico Prenotazioni e il sistema di ritiro dei referti.

Non è ancora nota la fonte dell’attacco: gli organi competenti sono al lavoro.

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Le reazioni: i sindacati

«Solidarietà all’azienda e ai lavoratori e alle lavoratrici che in questo momento si trovano in prima fila nello sforzo di arginare i danni ai sistemi informatici prodotti dall’attacco hacker in corso da stanotte negli ospedali di Borgo Trento e Borgo Roma, un fatto gravissimo che colpisce al cuore la nostra democrazia perché la sanità è una componente fondamentale della cosiddetta Costituzione materiale» dicono in una nota i sindacati Fp Cgil Verona, Nursing Up Verona e Fials Verona.

«Allo stesso tempo rinnoviamo l’invito a riprendere la strada del confronto al fine di fornire soluzioni concrete ai cittadini oltre che ai lavoratori a fronte della drammatica situazione in cui versano gli ospedali di Borgo Trento e di Borgo Roma, dove l’attacco hacker ha infierito su una organizzazione già resa gravemente deficitaria a causa dei malfunzionamenti del nuovo sistema informatico Sio-Trakcare».

«Ad oggi alle 14.30 tutte le unità e i reparti sono bloccati sia a Borgo Trento che a Borgo Roma. Operatori e sanitari sono costretti a operare a mano senza avere accesso al sistema informatico. Le terapie aggiunte dalle ore 23 di ieri sono andate perse. Nel corso della mattinata ogni unità ha ricevuto le procedure operative da seguire nel caso rimanesse il blocco informatico».

«E questo è solo l’aggiornamento: prima dell’attacco informatico come organizzazione sindacali ragionavamo sulla impossibilità di processare tutti i campioni provenienti dal Centro Prelievi e da Anatomia Patologica. È un situazione grave e vergognosa di cui deve farsi carico l’amministrazione sanitaria e la politica responsabile della programmazione e delle scelte».

«In questo momento è necessario andare oltre la caricatura della vertenza che la Direzione ha cercato di disegnare: nessuna delle organizzazione sindacali scriventi è contro l’innovazione o l’informatizzazione, si chiede soltanto che l’innovazione funzioni e migliori il lavoro, e non che venga sperimentata sulla pelle di lavoratori e pazienti».

«Quattro mesi di disagi ad oggi irrisolti, anzi aggravati dal nuovo evento dell’attacco informatico, portano legittimamente a pensare alla necessità di una profonda revisione del sistema anche e soprattutto in chiave di sicurezza».

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Le reazioni: il Partito Democratico

«È un momento drammatico per il nostro sistema sanitario veronese, e nulla va strumentalizzato. Al momento ci atteniamo pertanto alle dichiarazioni ufficiali secondo le quali i server dell’ospedale sarebbero stati isolati e messi in sicurezza e i backup sarebbero in corso di ripristino. Non appena possibile, tuttavia, va fatta la massima chiarezza sui dati personali che potrebbero essere stati trafugati durante l’attacco informatico in corso da stanotte all’Aoui di Verona per essere poi rivenduti o cancellati dai sistemi» dichiarano Anna Maria Bigon, consigliera regionale Pd, vicepresidente Commissione Sanità e Sociale Regione Veneto, e Franco Bonfante, segretario provinciale Pd Verona.

Anna Maria Bigon
Anna Maria Bigon

«Vanno chiarite le cause scatenanti dell’attacco anche a fronte dei precedenti che hanno visto nel resto del Paese intere Regioni paralizzate soltanto perché un funzionario avrebbe aperto la email sbagliata, ma anche a fronte dell’attuale situazione dell’Aoui di Verona che vede l’azienda nel guado di una problematica migrazione verso il sistema informatico unificato».

«Non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia rispetto ad un processo di informatizzazione e digitalizzazione della sanità pubblica che si rivela molto più ostico e complesso di quanto previsto, che non è la “passeggiata” che era stata auspicata all’inizio, anche perché, forse, non è mai stata dedicata la dovuta attenzione e le dovute risorse alla formazione e all’aggiornamento del personale. È arrivato il momento di dare una svolta alla parabola discendente che da ormai molti anni caratterizza la condizione della sanità pubblica a Verona e nel Veneto».

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