Scuola al via, ma tante cattedre sono vuote

Tanti i posti in ruolo che non saranno assegnati per questo anno scolastico, complice un sistema di reclutamento inadeguato e graduatorie esaurite. A pochi giorni lavorativi dal rientro in classe mancano ancora le nomine dei supplenti. Il punto con Patrizio Del Prete, segretario provinciale veronese ANIEF.

Il segretario provinciale di Anief Patrizio Del Prete e quello regionale Rita Fusinato
Il segretario provinciale Patrizio Del Prete e quello regionale Rita Fusinato.

Rimane salda la data del 14 settembre, almeno in buona parte delle regioni italiane, per la ripresa delle lezioni. Accanto a una ripartenza già segnata dalle nuove misure di sicurezza si aggiunge – anche se sarebbe più corretto dire si ripresenta – il problema del reclutamento dei docenti, nonostante un numero elevato di precari che vorrebbero insegnare. 

In Italia si parla di circa 170.000 posti vacanti. Ancora poco chiaro il quadro per la nostra provincia: ANIEF lamenta una notevole mancanza di informazioni e scarso coinvolgimento dei sindacati.  «Ad oggi – lamenta Del Prete, segretario provinciale veronese ANIEF – sappiamo esserci grande preoccupazione per le cattedre di sostegno, con circa 900 posti vacanti che non si riusciranno a coprire interamente con personale qualificato, ma per le altre cattedre che rimarranno vuote nella scuola siamo ancora in attesa di note ufficiali».

Le immissioni in ruolo

Delle 80.000 assunzioni in ruolo che il governo aveva preventivato per l’anno scolastico 2020/21 solo un terzo andrà coperto, circa 30.000 docenti. Questo perché ad oggi le assunzioni avvengono reclutando il personale per metà da GAE (Graduatorie Ad Esaurimento, chiuse da anni) e da GM (Graduatorie di Merito che comprendono i vincitori dei concorsi) entrambe, specialmente nel Nord Italia, e Verona vi rientra appieno, oramai vuote per diverse classi di concorso

«Un esempio eclatante, per la provincia di Verona, il caso delle cattedre di posti di sostegno alla scuola primaria: 273 i posti disponibili con 6 docenti in GAE, per i quali non sappiano se siano o meno di ruolo, 92 (ipotetici) in prima fascia GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze) con abilitazione. Significa che tutti i posti vacanti saranno coperti da supplenze di personale non specializzato. O pensiamo ancora alla carenza di docenti di matematica e lettere alle medie».

«La proposta della call veloce (l’opzione di immissione in ruolo in una regione diversa da quella della graduatoria di appartenenza, ndr) poteva essere rivoluzionaria ma il Ministero l’ha resa un flop inserendo un vincolo quinquennale. Significa – spiega Del Prete – che un insegnante di Palermo potrebbe accettare un posto di ruolo a Verona solamente rimanendo vincolato alla città scaligera per 5 anni. Chi decide per la scuola – lamenta Del Prete – si sta dimenticando che i precari non sono giovani venticinquenni senza famiglia disposti a muoversi sul territorio più facilmente. Il nostro corpo docente per il 60% è over 50, con una famiglia e una vita costruita in altre città». 

Il potenziamento di organico “Covid-19”

Arrivato ieri dalla conferenza stampa del premier Conte e della Ministra Azzolina il via libera ai Dirigenti Scolastici per le assunzioni di nuovo organico legato ad un possibile ridimensionamento delle classi per l’emergenza Covid-19, seconda misura adottata a sostegno della ripartenza scolastica. «Si tratta di contratti di potenziamento che andrebbero a cessare non appena terminata l’emergenza sanitaria – racconta Del Prete – e prevediamo sarà l’ennesimo flop. Come sindacato abbiamo chiesto di prorogare questi contratti almeno fino a giugno, data la situazione ancora incerta: solo così si potrebbero stimolare i docenti ad assumere l’incarico». 

Le proposte di ANIEF

Da mesi il sindacato spinge per una riapertura delle graduatorie e per dare possibilità di entrare in ruolo a chi ha raggiunto un determinato numero di anni di servizio abilitandolo in modalità telematica, senza dimenticare la battaglia per la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto, da sempre punto saldo di ANIEF.

«Il MIUR non trasforma gli organici di fatto in diritto per la Legge Gelmini 133 del 2008 che ha comportato tagli drastici nella scuola pubblica. Abbiamo chiesto che 10 miliardi del Recovery Fund siano destinati alla scuola in modo da svecchiare il corpo docente che non riesce più a stare in classe – conclude Del Prete –. Stiamo parlando di un grandissimo problema culturale, dove la scuola non è centrale ma tutti ne parlano continuamente a puro scopo strumentale. All’organizzazione scolastica si pensa solo a fine agosto, dando in mano tutto ad un Ufficio scolastico provinciale che nel caso di Verona è sotto organico da anni».