Scontro Agec-UIL: passo avanti sui lavoratori delle mense
Passo avanti tra Agec e i sindacati dei dipendenti con contratto Enti Locali, dopo la riunione di questa mattina. La richiesta di incontro urgente arrivava dopo l’esito negativo dell’incontro di conciliazione in Prefettura e dopo la convocazione da parte delle organizzazioni sindacali di un’Assemblea. Uil-Fpl non parteciperà all’assemblea prevista per domattina dalle 10 alle 13 in Piazza Bra.
«Stamane abbiamo accolto la richiesta di incontro da parte del Presidente di Agec Avv. Ascione necessaria ad affrontare la crisi del tavolo di trattativa per 330 lavoratori di AGEC ai quali è applicato il contratto degli Enti Locali» afferma UIL FPL Verona tramite il suo segretario Stefano Gottardi. «Questi lavoratori nonostante il grande sforzo prodotto durante la pandemia per tenere in piedi l’apparato scolastico e in particolare la refezione, si sono visti decurtare ingiustamente lo stipendio e a seguito di incontri con gli stessi abbiamo deciso di ricercare una soluzione».
«Crediamo, infatti, che si debba individuare sempre una soluzione positiva, anche nei momenti più difficili – continuano – come questo, e possiamo dichiarare che per noi della UIL FPL la svolta c’è stata, numeri chiari e prospettiva aziendale che mantengano il personale nell’alveo del contratto Enti Locali, con risorse consolidate, applicazione del CCNL e contratto integrativo aziendale nel rispetto delle regole, con un’applicazione graduale, che tenga conto del passato di questi lavoratori e delle ingiustizie che hanno subito, ma che fornisca allo stesso tempo un’informazione e formazione continua per arrivare a raggiungere un sistema che colga gli obiettivi di ambo le parti, datoriale e lavoratori».
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«Siamo soddisfatti dell’approccio e la consistenza delle informazioni fornite, così da determinare, da parte nostra, la rinuncia della UIL FPL all’assemblea prevista per domani 15 giugno in piazza Bra, 3 ore, dalle 10 alle 13, che mette a serio rischio il sistema di refezione» spiegano.
«La mancanza di accordi ha determinato che nel 2019 non fossero distribuiti oltre 90 mila euro ai lavoratori, nel 2020 oltre 150 mila euro, per il 2021 ci sono a disposizione più risorse degli anni precedenti e possiamo contrattare il riconoscimento economico al personale per nuove indennità e una premialità più elevata che possiamo quantificare in maniera previsionale di circa 500 euro a testa» aggiungono.
«Temiamo che in questo momento continuare con uno scontro frontale potrebbe portare concretamente ad un ulteriore ammanco ai dipendenti, già sofferenti per le quote economiche a cui hanno già rinunciato negli ultimi anni, mentre la scelta di riportare le corrette relazioni sindacali al tavolo di trattativa, sia l’unica via d’uscita» concludono.
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