Un anno senza Bertacco. Il ricordo commosso di Giorgia Meloni

La leader di Fratelli d'Italia, oggi a Verona per la presentazione del suo libro "Io sono Giorgia", è intervenuta alla cerimonia cerimonia di intitolazione del Centro servizi per anziani, già “Casa Serena”, alla memoria di Stefano Bertacco nel primo anniversario della prematura scomparsa.

Giorgia Meloni alla cerimonia di intitolazione della casa di cura, già Casa Serena, a Stefano Bertacco.
Giorgia Meloni alla cerimonia di intitolazione della casa di cura, già Casa Serena, a Stefano Bertacco.

Ha preso il microfono e non ha saputo contenere le emozioni. Giorgia Meloni, leader tutto d’un pezzo di Fratelli d’Italia, ha partecipato oggi pomeriggio alla cerimonia di intitolazione del Centro servizi per anziani, già “Casa Serena”, in via Unità d’Italia 145 a San Michele, alla memoria del collega Stefano Bertacco, ad un anno esatto dalla sua scomparsa per malattia avvenuta proprio il 14 giugno 2020.

La Meloni, oggi nella città scaligera anche per presentare il suo ultimo libro dal titolo “Io sono Giorgia”, è intervenuta alla presenza di molte autorità civiche e religiose tra cui il sindaco Federico Sboarina, la vice presidente della Regione Veneto Elisa De Berti, il vice presidente della Provincia David Di Michele, il vescovo Giuseppe Zenti, l’assessore ai servizi sociale Daniela Maellare, il presidente della Pia Opera Ciccarelli don Cristiano Falchetto e il coordinatore provinciale di FDI Ciro Maschio.

Di Michele, Meloni, Maellare e Sboarina

«Dovrei mantenere la freddezza che dovrebbe essere propria del mio ruolo, ma per me la ferita è ancora aperta. – ha spiegato Giorgia Meloni – Ringrazio l’amministrazione comunale per l’intitolazione e la targa che serviranno a tutti noi per ricordare il Bertacco uomo e, soprattutto, il Bertacco politico. Parliamo sempre dei politici come qualcosa di calato dall’alto e non come espressione della società in cui viviamo, fatta di persone ottime e persone pessime, di politici che piegano gli altri per il proprio tornaconto personale e quelli che piegano se stessi perché considerano che la politica sia una missione verso gli altri. Ecco, Stefano apparteneva senza dubbio alla seconda categoria».

La leader di Fratelli d’Italia ha poi ricordato un aneddoto importante: «Noi siamo sbarcati in Senato proprio con Stefano Bertacco, durante la prima nostra legislatura. Fu il nostro primo e unico senatore. A quell’epoca avevamo solo rappresentanti alla Camera dei Deputati. Quando poi arrivammo con tutta la truppa di deputati, certo, ma anche di senatori, gli chiesi se avesse voluto fare il capogruppo. Mi disse “ci penso un attimo” e qualche giorno dopo mi chiamò dicendo che non poteva accettare».

«Sapete perché non accettò? – ha proseguito Meloni trattenendo a fatica le lacrime – Mi disse che non poteva perché era assessore ai servizi sociali e aveva troppa gente di cui si doveva occupare. Penso la città di Verona questo lo debba sapere!».

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«Era stato tra gli ultimi, era arrivato tra i primi e ha preferito utilizzare quella esperienze di sofferenza per rimanere ed aiutare gli ultimi. Era un politico come credo che la politica debba essere interpretata. – ha proseguito la leader di FDI – È giusto che oggi ci sia questa targa per ricordare che c’è stata una persona così che ha amato la città partendo da chi era più in difficoltà e lo ha fatto amando più questi ultimi che se stesso».

Giorgia Meloni ha concluso il suo intervento con una altro aneddoto: «L’ultima volta che lo vidi a Verona, appena dopo lockdown, gli gli feci una sorpresa, lui mi vide e dopo cinque minuti si mise al telefono con una persona che aveva problemi con la casa. È giusto che insegniamo ai giovani e ai cittadini che c’è gente che fa politica così ed è giusto che lo insegniamo alla politica stessa».

Le altre dichiarazioni

«Coloro che vedranno questa targa potranno chiedere chi era Bertacco – ha aggiunto De Berti – e quanti l’hanno conosciuto avranno la possibilità di raccontarlo, tenendo alta la sua memoria. Era una persona saggia, che sapeva trasmettere una grande sicurezza».

«Questa struttura, un modello di professionalità e operatività, è il luogo giusto per ricordare un uomo che si è speso sempre per aiutare gli altri – ha sottolineato Di Michele -. Un esempio educativo, soprattutto per i giovani e i ragazzi. Il suo nome rimarrà scolpito in tutti noi».

«Fattivo e promuovente sono queste le parole che descrivono l’operato di Bertacco – ha affermato don Falchetto -. Sapeva sempre trovare soluzioni concrete ai problemi della gente e aveva la capacità di far fare agli altri la cosa giusta, quello che serviva in un determinato momento».

La cerimonia si è conclusa con la benedizione del Vescovo, che ha chiuso ricordando quanto «Stefano era affidabile, a lui stavano a cuore i problemi, non li rimandava ma li risolveva. È questo che deve fare la politica, perché la gente ha bisogno di interventi immediati. Questo luogo di cura si addice perfettamente al suo ricordo».

Il sindaco ha poi consegnato una targa a due donne veronesi, ospiti della struttura, che hanno da poco compiuto 101 anni. Alberga Ceolari e Clara Manara hanno ricevuto gli auguri di tutti i presenti.

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